La crisi politica che da mesi attraversava la maggioranza arriva al punto di rottura. Il sindaco di Carovigno Massimo Lanzilotti ha annunciato le proprie dimissioni al termine del consiglio comunale del 31 luglio, aprendo una fase di riflessione di venti giorni prima che il provvedimento diventi definitivo.
Una decisione maturata dopo settimane di tensioni interne alla coalizione e di contrasti soprattutto con il gruppo “Adesso”, che fa riferimento al presidente del Consiglio comunale Francesco Leoci e che conta cinque consiglieri. Divergenze che, secondo il primo cittadino, avrebbero progressivamente compromesso la capacità dell’amministrazione di portare avanti il proprio programma.
«Non posso fare il sindaco a metà», ha dichiarato Lanzilotti durante il suo intervento in aula, spiegando le ragioni di una scelta che definisce «un atto di responsabilità e, allo stesso tempo, una denuncia politica».
Il sindaco ha puntato il dito contro una situazione politica caratterizzata da «contrasti interni, personalismi e una continua competizione tra gruppi e singoli consiglieri», sostenendo che negli ultimi mesi l’azione amministrativa sarebbe stata rallentata da dinamiche lontane dall’interesse generale.
«Un sindaco non deve essere ostaggio di equilibri mutevoli, di veti incrociati e di pressioni continue – ha affermato Lanzilotti –. La responsabilità di questa crisi non può essere ricondotta a un singolo episodio, ma è il risultato di un progressivo deterioramento dei rapporti politici, alimentato dallo scontro e non dalla collaborazione».
Nel suo lungo intervento il primo cittadino ha ribadito che il ruolo di sindaco, così come da lui interpretato, necessita di autonomia decisionale e di un rapporto di fiducia con la propria maggioranza.
«Il sindaco non è un notaio – ha detto – ma colui che decide, che si assume la responsabilità delle scelte. È il capitano di una squadra e il collante tra tutti. Se viene meno questo, allora viene meno tutto».
La seduta consiliare, durata oltre sei ore, è stata caratterizzata da un confronto acceso tra maggioranza e opposizione, con il dibattito che ha inevitabilmente guardato anche agli scenari futuri dell’amministrazione.
Ora si apre la fase dei venti giorni previsti dalla legge: Lanzilotti potrà decidere se confermare le dimissioni oppure tentare di ricomporre il quadro politico e verificare la possibilità di proseguire il mandato.
Sul tavolo ci sono diverse ipotesi: una ricucitura con il gruppo vicino a Leoci, la ricerca di una nuova maggioranza in Consiglio comunale oppure la conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa iniziata tre anni fa.
Al momento Lanzilotti può contare sul sostegno dei consiglieri dei gruppi Ripartiamo dal Futuro, Carovigno Unita e Gruppo Misto, mentre la maggioranza risulta spaccata con il gruppo “Adesso” fuori dall’originario equilibrio politico.
«Ho sempre concepito il ruolo di sindaco non come una posizione di potere, ma come un servizio – ha concluso Lanzilotti –. Restare in carica senza le condizioni minime di leale collaborazione significherebbe tradire il mandato ricevuto dai cittadini».
La partita politica a Carovigno è quindi aperta: nelle prossime tre settimane si capirà se sarà possibile ricostruire un’intesa oppure se la città andrà verso una nuova fase amministrativa.
