August 13, 2026

L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) in provincia di Brindisi diventa terreno di uno scontro istituzionale che supera gli schieramenti politici. Nelle ultime ore, infatti, sono arrivate prese di posizione molto dure sia dalla maggioranza che dall’opposizione in Consiglio regionale, alle quali si aggiunge l’allarme lanciato dalla FIALS, accomunate dalla richiesta di fare chiarezza sulle decisioni assunte dal Dipartimento regionale della Salute e dalle possibili ripercussioni su pazienti, lavoratori e continuità del servizio.

Il consigliere regionale di maggioranza Tommaso Gioia parla apertamente di “paradosso istituzionale”, contestando la richiesta avanzata dal Dipartimento della Salute al Direttore generale della Asl di Brindisi di assumere direttamente la gestione del servizio proprio mentre la Giunta regionale si appresta ad approvare il nuovo regolamento sugli accreditamenti, atteso da anni e destinato a introdurre regole certe e la libertà di scelta per i pazienti.

Secondo Gioia, la decisione del Dipartimento rischia di creare allarme tra utenti, famiglie e operatori del settore, oltre a risultare in contrasto con l’indirizzo politico della Regione. Il consigliere si chiede inoltre perché in altre realtà pugliesi, come Bari e la BAT, il servizio continui da anni attraverso proroghe, mentre a Brindisi non sia possibile attendere ancora pochi giorni in vista dell’entrata in vigore del nuovo sistema di accreditamento.

Gioia definisce “inattuabili” le decisioni assunte dal Dipartimento e sottolinea il ruolo svolto dal Direttore generale della Asl brindisina, che avrebbe coinvolto il Prefetto per evitare conseguenze operative sulla continuità dell’assistenza.

Critiche altrettanto pesanti arrivano però anche dall’opposizione. La consigliera regionale di Fratelli d’Italia Antonella Caroli parla di una vicenda che rappresenta “la fotografia perfetta dei danni compiuti dal centrosinistra regionale negli ultimi dieci anni”, ribadendo come l’unico obiettivo debba essere la tutela dei pazienti e dei lavoratori.

Caroli richiama il contenuto della nota con cui il Dipartimento regionale della Salute contesta alla Asl di Brindisi la gestione dell’ennesima proroga del servizio ADI, evidenziando espressioni come “illegittimità della proroga”, “proroghe tecniche inammissibili e ingiustificabili” e “inadempimento di precedenti disposizioni regionali”. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, si tratta di accuse molto gravi rivolte dagli stessi uffici regionali all’azienda sanitaria brindisina.

La consigliera manifesta inoltre preoccupazione per le possibili conseguenze amministrative ed economiche della mancata proroga, paventando rischi sia per i pagamenti sia per la continuità dei servizi ai cittadini.

Nel suo intervento Caroli punta poi il dito contro presunte interferenze politiche nella gestione della sanità brindisina, parlando della presenza negli uffici della Asl di un “assessore ombra” e chiedendo al presidente della Regione Antonio Decaro e all’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia di seguire direttamente la vicenda e chiarire il quadro decisionale.

Ad alimentare ulteriormente le preoccupazioni interviene anche la FIALS, che parla di una situazione ormai critica dopo la revoca del bando di gara e le incertezze sulla futura gestione del servizio. Il sindacato esprime forte preoccupazione sia per il futuro dell’Assistenza Domiciliare Integrata sia per la tutela occupazionale dei professionisti impegnati quotidianamente nell’assistenza ai cittadini più fragili.

La FIALS evidenzia come il clima di incertezza stia generando forte apprensione tra i lavoratori, già impegnati in un presidio permanente per chiedere garanzie occupazionali e la salvaguardia di un servizio considerato essenziale. Per questo ha richiesto un incontro urgente al Presidente della Regione, all’Assessore regionale alla Sanità e al Direttore del Dipartimento Promozione della Salute per aprire un tavolo istituzionale sul futuro dell’ADI in provincia di Brindisi e, più in generale, sul modello organizzativo destinato a interessare le Asl pugliesi.

Il sindacato chiede garanzie sui livelli occupazionali e sui diritti del personale, la continuità dell’assistenza domiciliare per i cittadini più fragili e chiarimenti sul futuro della gestione del servizio, con particolare riferimento al percorso di internalizzazione e agli eventuali appalti.

“La difesa dell’Assistenza Domiciliare non riguarda soltanto i lavoratori, ma anche migliaia di cittadini e famiglie che ogni giorno fanno affidamento su un servizio indispensabile”, sottolinea la FIALS, che chiede una risposta immediata da parte della Regione per evitare ripercussioni sia sul piano occupazionale sia sulla qualità dell’assistenza.

Le tre prese di posizione, provenienti dalla maggioranza regionale, dall’opposizione e da uno dei principali sindacati del comparto, convergono su un punto fondamentale: la gestione dell’Assistenza Domiciliare Integrata a Brindisi necessita di un immediato chiarimento istituzionale per garantire continuità delle cure, certezza amministrativa e tutela dei lavoratori, evitando che lo scontro tra Dipartimento regionale, Asl e politica finisca per ripercuotersi sui cittadini più fragili.

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