La buona sanità ha il volto di chi cura con professionalità e umanità: il grazie della famiglia Carlucci

Ci sono momenti nella vita in cui le parole sembrano non essere mai abbastanza per esprimere ciò che si prova. Momenti in cui la preoccupazione, la paura e l’incertezza lasciano spazio al bisogno di sentirsi accolti,rassicurati e, soprattutto, di sapere di essere in buone mani.
È con questo sentimento che la famiglia Carlucci desidera rivolgere un ringraziamento sincero e sentito al Presidio Ospedaliero “A. Perrino” di Brindisi, dove abbiamo incontrato professionisti capaci di dimostrare, accanto a una straordinaria competenza, qualcosa di altrettanto importante: una profonda umanità.
Il nostro grazie va in particolare alla UOC di Anestesia e Rianimazione, diretta dal dott. Massimo Calò, alla UOC di Chirurgia Generale, con il direttore vicario dott. Gabriele Calò, e all’intera équipe del Blocco Operatorio, con la coordinatrice infermieristica Paola De Biasi e il coordinatore medico dott. Diego Pelumbo.
A loro, così come a tutti i medici, agli infermieri e agli operatori sanitari che ci hanno accompagnato, vogliamo esprimere una riconoscenza che va ben oltre il doveroso ringraziamento per le cure ricevute.
Perché quando la salute di una persona cara diventa motivo di apprensione, ogni parola, ogni gesto e ogni attenzione assumono un significato particolare. E voi avete saputo farci sentire non semplicemente pazienti e familiari, ma persone. Persone con le proprie paure, le proprie speranze e il bisogno di trovare, anche in un ambiente ospedaliero, un sorriso, una spiegazione, una parola capace di restituire fiducia.
Non dimenticheremo la vostra disponibilità, la delicatezza con cui avete affrontato ogni situazione e quella sensibilità che non si insegna sui libri, ma appartiene a chi sceglie di svolgere il proprio lavoro mettendoci anche il cuore.
Sappiamo bene quanto sia impegnativo il vostro compito quotidiano, quante responsabilità comporti e quanto spesso il vostro lavoro venga dato per scontato. Proprio per questo abbiamo sentito il bisogno di fermarci e dirvi grazie. Un grazie semplice, senza formalità, ma profondamente sentito.
In un tempo in cui si parla spesso della sanità soltanto per ciò che non funziona, crediamo sia altrettanto giusto raccontare ciò che funziona, valorizzando le persone che ogni giorno, lontano dai riflettori, rappresentano un motivo di orgoglio per il nostro territorio.
Perché curare è una professione, ma prendersi cura delle persone è qualcosa di più. E voi avete dimostrato di saper fare entrambe le cose.
A tutti voi, dal profondo del nostro cuore, va il nostro grazie. Per ciò che avete fatto, per come lo avete fatto e per quello che avete saputo trasmetterci.
Con affetto, stima e infinita riconoscenza.
La famiglia Carlucci




