September 26, 2020

Brundisium.net
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La sanità in provincia di Brindisi già ridimensionata e squilibrata rispetto alle altre realtà pugliesi dai precedenti piani regionali di rientro è stata ulteriormente penalizzata da un Piano di Riordino che le OO.SS. fin dal primo momento hanno pubblicamente giudicato squilibrato ed insufficiente rispetto ai reali bisogni di prevenzione, assistenza e cura della popolazione e che da tempo chiedono di realizzare tenendo conto di questi specifici bisogni.

 

I tentativi di confronto con la Direzione della ASL su una corretta risistemazione delle strutture sanitarie in tutta la provincia con l’impegno a non perseguire la politica dei due tempi per la chiusura e riconversione degli ospedali di Fasano, Mesagne e S. Pietro Vernotico purtroppo non hanno prodotto risultati apprezzabili a causa di una gestione abbastanza autoritaria da parte della ASL.

 

La Direzione della ASL ritiene di poter fare a meno di considerare le giuste proteste dei cittadini utenti che subiscono disagi e costi per tutelare la propria salute, così come ritiene di poter ignorare critiche, osservazioni e proposte che CGIL,CISL,UIL, e le relative categorie non mancano di continuare ad avanzare.

 

In questo modo attua in maniera del tutto unilaterale (in qualche caso con l’avallo dei Comuni) scelte di chiusure e ridimensionamento dei servizi sanitari e socio sanitari necessari a soddisfare le esigenze dell’utenza, che stanno creando tensioni e proteste che trovano eco sui mass media ormai giornalmente.

 

E’ assolutamente necessaria una netta inversione di questa situazione!

 

Per questo CGIL,CISL,UIL, che hanno già richiesto una riunione della Conferenza dei Sindaci che tra gli altri hanno il compito della tutela della salute dei cittadini, per richiamarli alle loro responsabilità e chiedere loro di sostenere insieme una battaglia per una sanità brindisina più rispettosa dei bisogni e della dignità delle persone,

 

RITENGONO NECESSARIA LA MOBILITAZIONE DI LAVORATORI, PENSIONATI E CITTADINI e promuovono come primo atto della stessa questa petizione popolare, da indirizzare in primo luogo alla Regione Puglia, al Ministero della Salute e a tutte le autorità istituzionali locali .

 

CGIL – CISL – UIL

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