La risposta del Sindaco Marchionna ai vari interventi è la plastica rappresentazione della cifra politica di questa amministrazione: arroganza, vittimismo e un disperato tentativo di spostare l’attenzione sui problemi altrui per nascondere i propri fallimenti.
Il Sindaco parla di “tempesta in un bicchiere d’acqua”, ma dimentica che, per chi amministra, la mancata visione strategica è una voragine, non un bicchiere!
Sulle scuse relative ai “contenitori mancanti” (Piazzale Lenio Flacco, Stadio, Montecatini), la risposta è semplice: l’incapacità di programmare i cantieri e la gestione del decoro urbano in tempi utili è proprio ciò che separa un amministratore lungimirante da chi subisce gli eventi.
Presentare un cartellone a fine luglio ( sic!) quando il resto d’Italia ha già programmato l’inverno, non è un limite logistico, è un limite di competenza!
È surreale leggere che il Sindaco definisce “inadeguate” le critiche di chi, come me ( per esempio), ha contribuito a portarlo dove siede oggi.
Ma la vera caduta di stile arriva quando Marchionna passa dall’arroganza alla captatio benevolentiae: il tentativo di “invitare a Palazzo” Giuseppe Ninno (Mandrake) non è un gesto di apertura, ma una maldestra manovra di facciata per silenziare una critica scomoda e autorevole….
Usare il ricordo personale di un rapporto con il padre dell’artista per smorzare una legittima protesta politica è quanto di più lontano esista dal rispetto istituzionale.
Il Sindaco parla di “clamoroso successo di pubblico” per gli eventi organizzati. È il minimo sindacale che, in una città di quasi 70mila anime, si riempia una piazza con un evento gratuito. Ma la domanda che Marchionna continua a eludere non è sul numero di presenze, bensì sulla strategia: Brindisi vuole essere una capitale del turismo e dello spettacolo, o vuole continuare a sopravvivere con la programmazione dell’ultimo minuto, giustificata dalla mancanza di spazi che, in altre città, vengono gestiti con mesi di anticipo?
Ai “leoni da tastiera” e agli “oppositori in crisi di astinenza”, il Sindaco risponde con il solito repertorio. Ma i brindisini non sono più disposti a bere questa narrazione. La realtà è che Marchionna non ha un’idea di città, ha solo un’idea di conservazione del posto di comando.
Il “torbido silenzio” di cui parlavo non è stato scalfito dalla sua replica. Anzi, ne è uscita confermata e come promesso, da questo momento inizieremo ad analizzare, uno per uno, il ruolo e la responsabilità dei Consiglieri comunali che, in questa paralisi amministrativa, scelgono di essere complici di un progetto politico ormai tristemente naufragato. Brindisi merita risposte, non le solite scuse da fine mandato.
Gianluca Quarta
