August 13, 2026

«Ci colpisce la frase del sindaco Giuseppe Marchionna: “Cartellone a misura di residenti. Ai turisti offriamo i monumenti”». Parte da queste parole Stefania Caravaglio, presidente dell’Associazione B&B in Rete Brindisi Grande Salento, AEP – Associazione Extralberghiero Puglia e Federazione Nazionale Associazioni Ricettività Extralberghiera FARE, per aprire una riflessione sul modello turistico della città.
Per Caravaglio, infatti, i monumenti rappresentano certamente «una parte fondamentale della nostra offerta», ma non possono esaurire ciò che una destinazione come Brindisi dovrebbe proporre a chi decide di visitarla.
«Ci sorge il dubbio – sottolinea – che ancora oggi non abbiamo pienamente compreso cosa sia il turismo».
Il turista contemporaneo, osserva la presidente dell’associazione, ha modificato il proprio modo di vivere la vacanza. Accanto alla visita dei luoghi storici e dei monumenti cerca esperienze, cultura, musica, enogastronomia, mare, eventi e occasioni per vivere realmente la città.
Ed è proprio qui che, secondo Caravaglio, si supera anche la contrapposizione tra residenti e turisti. «Residenti e turisti non sono due mondi contrapposti. Un cartellone di qualità può essere pensato per i cittadini e, allo stesso tempo, diventare uno strumento di attrazione turistica».
Il tema, dunque, non sarebbe quello di organizzare necessariamente grandi eventi dal costo elevato, ma di costruire una programmazione capace di inserirsi in una strategia complessiva.
«Non servono eventi milionari. Servono programmazione, coordinamento e una visione turistica», afferma Caravaglio.
Una visione che, secondo gli operatori dell’extralberghiero, dovrebbe tenere conto anche dell’impatto economico generato dalla permanenza dei visitatori. «Quando un turista decide di fermarsi una notte in più a Brindisi, non produce ricchezza soltanto per la struttura ricettiva. Produce economia per ristoranti, bar, taxi, commercio, guide, musei e per tutte le attività che vivono dell’accoglienza».
E c’è poi l’imposta di soggiorno. «Produce risorse nelle casse comunali – ricorda Caravaglio – e dovrebbe essere uno degli strumenti attraverso cui finanziare e migliorare i servizi, la promozione e i progetti legati al turismo».
Il ragionamento è sintetizzato in una sorta di equazione: più turismo, più risorse, più possibilità di programmazione e investimenti.
Ma è soprattutto sul riconoscimento del ruolo degli operatori che Caravaglio concentra la parte più dura del suo intervento.
«Noi, come operatori del settore, non possiamo nascondere che queste dichiarazioni ci offendono perché dietro queste frasi leggiamo una scarsa considerazione del nostro lavoro, del nostro tempo, delle nostre risorse e della nostra professionalità».
Un lavoro che, sottolinea, va ben oltre la semplice gestione di una struttura ricettiva.
«Accogliere, raccontare Brindisi, suggerire cosa vedere e cosa fare, promuovere il nostro territorio e le nostre esperienze, indirizzare i nostri ospiti verso le attività locali, far vivere loro questa città attraverso i nostri occhi e cercare continuamente nuove opportunità per farli tornare: questo è il nostro lavoro».
Da qui la sensazione, esplicitata senza mezzi termini, di essere lasciati soli: «E oggi abbiamo la sensazione di essere soli a farlo».
Caravaglio pone quindi una domanda diretta all’amministrazione comunale: «Perché gli operatori del settore, che vivono quotidianamente il turismo e conoscono concretamente le esigenze di chi arriva a Brindisi, non vengono coinvolti nella programmazione? Come si può pensare di costruire una visione turistica senza confrontarsi con chi il turismo lo vive ogni giorno?».
Una richiesta di confronto che diventa anche una proposta: coinvolgere chi opera quotidianamente nell’accoglienza nella costruzione delle politiche turistiche della città.
«Il turismo non può essere programmato senza ascoltare chi ogni giorno accoglie i turisti. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Ma per farlo abbiamo bisogno di essere ascoltati e coinvolti».
Un intervento che riporta così al centro del dibattito una questione che va oltre il singolo cartellone estivo: che idea di destinazione turistica vuole diventare Brindisi e quale ruolo si intende riconoscere agli operatori che, ogni giorno, quella destinazione la raccontano e la vendono ai visitatori?

Comments are closed.