Nel 70° anniversario della tragedia di Marcinelle, il consigliere comunale di Futuro Nazionale Cesare Mevoli torna a sollecitare l’Amministrazione comunale di Brindisi affinché venga dato seguito all’ordine del giorno approvato un anno fa dal Consiglio comunale per ricordare Natale Santantonio, il giovane brindisino di 28 anni morto nella miniera belga insieme ad altri 135 italiani.
L’8 agosto 1956 un incendio nella miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle, provocò una delle più gravi tragedie minerarie della storia europea. A perdere la vita furono 262 minatori, 136 dei quali italiani. Tra loro anche Natale Santantonio, originario di Brindisi, emigrato in Belgio alla ricerca di un lavoro.
È proprio nel giorno del 70° anniversario della tragedia che Mevoli ha scritto al sindaco Giuseppe Marchionna, chiedendo innanzitutto un ricordo ufficiale da parte dell’Amministrazione comunale e tornando sulla proposta di intitolare uno spazio pubblico della città a Santantonio.
«Esattamente un anno fa – ricorda Mevoli – con il voto favorevole dell’intero Consiglio comunale veniva approvato un mio Ordine del Giorno con il quale si chiedeva al Sindaco e alla Giunta di intitolare al nostro sfortunato concittadino uno spazio pubblico. O.d.G. che, ad oggi, è rimasto inevaso».
La proposta è stata successivamente resa più concreta. Il 21 maggio scorso Mevoli ha infatti inviato al Comune una nota con la quale ha indicato come possibile luogo da intitolare a Natale Santantonio i giardini di viale Domenico Mennitti, già via del Mare, nei pressi della scalinata che conduce a via Bettolo e dell’ex Istituto Commerciale “G. Marconi”.
Un’area che, secondo la proposta, potrebbe assumere anche un preciso significato simbolico attraverso la realizzazione di un piccolo monumento dedicato alle vittime di Marcinelle.
«Da notizie apprese – spiega Mevoli – la famiglia Santantonio aveva intenzione di rivolgersi ai vari club service cittadini per proporre una raccolta fondi finalizzata alla realizzazione di un piccolo monumento raffigurante un minatore, da collocare nei giardini».
L’idea è quindi quella di trasformare uno spazio verde della città in un luogo della memoria, dedicato a un giovane brindisino che rappresenta la storia di una generazione costretta a emigrare per trovare lavoro.
Nel suo intervento, Mevoli richiama anche l’esempio di Salice Salentino, che nell’incidente di Marcinelle perse tre suoi concittadini e che oggi ha scelto di celebrare ufficialmente la ricorrenza. Il sindaco di Salice, Leuzzi, ha ricordato il «dovere della memoria» come «impegno che una comunità rinnova con profondo rispetto», accompagnando il ricordo con una serie di iniziative rivolte alla cittadinanza.
«Purtroppo, in questa città ricchissima di Storia e di storie da tramandare, ma impiccata all’albero delle emergenze e della quotidianità – afferma Mevoli – tutti ci lamentiamo della scarsa “brindisinità”, vocabolo irrintracciabile nei dizionari, ma che è la trasposizione locale del termine identità, ma pochi fanno qualcosa per darle corpo».
Il consigliere sottolinea quindi come, nonostante i richiami degli anni scorsi, anche quest’anno sia mancato un momento ufficiale dedicato dalla città alla memoria di Santantonio.
«Per l’ennesima volta – sostiene – nonostante i richiami degli anni scorsi, a nessuno è venuto in mente di ricordare e celebrare ufficialmente il ricordo di questo nostro sfortunato concittadino. Per questo, con il mio Ordine del Giorno, chiedevo un anno fa l’intitolazione di uno spazio urbano a Natale Santantonio, per poter avere, negli anni a venire, un luogo fisico che ci dia la possibilità di poterlo celebrare degnamente».
La richiesta di Mevoli non riguarda soltanto l’intitolazione. L’obiettivo è anche quello di creare un luogo capace di raccontare una pagina della storia brindisina e italiana dell’emigrazione.
Santantonio, infatti, è stato insignito nel 2005 della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria, conferita ai 136 minatori italiani morti a Marcinelle. La tragedia è inoltre ricordata ogni anno, proprio l’8 agosto, attraverso la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.
«Sollecito l’Amministrazione – conclude Mevoli – ad autorizzare la collocazione in uno spazio pubblico, e i giardini di viale D. Mennitti si prestano benissimo allo scopo, di un monumento, una stele o una lapide marmorea che possa consentire alla famiglia Santantonio di celebrare e vedere celebrato il ricordo del loro caro».
Un segno destinato non soltanto alla famiglia, ma all’intera comunità: «Ai brindisini e alle persone di passaggio, se attente ai significati delle targhe e dei nomi delle vie, potrebbe consentire di conoscere la storia del brindisino Natale Santantonio, morto in Belgio per sfamarsi e per assicurare ai suoi connazionali in Patria qualche chilogrammo di carbone».
A distanza di un anno dall’approvazione dell’ordine del giorno, dunque, la palla torna all’Amministrazione comunale. La richiesta è quella di trasformare un impegno assunto dal Consiglio comunale in una decisione concreta e fare dei giardini di viale Mennitti un luogo permanente della memoria di Natale Santantonio e, con lui, di tutti gli italiani che persero la vita a Marcinelle.
