August 13, 2026

L’aumento medio di circa il 6% delle tariffe TARI approvato dal Commissario straordinario accende il dibattito politico e quello delle categorie economiche. Da un lato la coalizione che sosteneva l’ex sindaco Angelo Pomes ritiene che il rincaro fosse evitabile e attribuisce la responsabilità della situazione alla caduta anticipata dell’amministrazione comunale; dall’altro Confesercenti Ostuni denuncia una crescita costante della pressione fiscale senza un corrispondente miglioramento della qualità del servizio.

La coalizione che sosteneva l’ex sindaco Angelo Pomes – composta da Partito Democratico di Ostuni, Insieme per Pomes, Ostuni è Viva, Prossima e Consenso Civico – sostiene che l’aumento delle tariffe non fosse inevitabile. Secondo gli ex amministratori, prima della sfiducia era stato avviato un percorso amministrativo finalizzato a contenere il peso della TARI per famiglie e imprese.

Il piano prevedeva di destinare circa un milione di euro derivante dall’imposta di soggiorno alla copertura dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, partendo dal presupposto che una quota rilevante della produzione dei rifiuti sia direttamente collegata ai flussi turistici. Una strategia già adottata nel 2025 che, secondo la coalizione, aveva consentito di evitare aumenti delle tariffe.

A questa misura si sarebbero aggiunti il recupero dell’evasione e dell’elusione TARI, attraverso l’individuazione delle utenze non correttamente dichiarate e la riclassificazione degli immobili utilizzati come strutture ricettive, oltre all’utilizzo di una parte dell’avanzo libero di bilancio per liberare ulteriori risorse dell’imposta di soggiorno da destinare al servizio rifiuti.

Secondo gli ex amministratori, invece, la gestione commissariale avrebbe destinato alla TARI soltanto circa 500 mila euro provenienti dall’imposta di soggiorno, determinando così un aumento medio del 6%. Una scelta che, a loro giudizio, trasferisce il maggior costo direttamente su cittadini e imprese anziché sfruttare maggiormente le entrate generate dal turismo.

La coalizione individua inoltre precise responsabilità politiche nella conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa guidata da Angelo Pomes, sostenendo che l’interruzione del percorso avviato abbia impedito l’attuazione delle misure programmate.

Le critiche non riguardano soltanto il costo del tributo, ma anche la qualità del servizio. Gli ex amministratori evidenziano come, a fronte dell’aumento delle tariffe, la città appaia meno pulita e alcuni servizi siano stati ridimensionati. Tra questi viene citata l’interruzione dello spazzamento meccanizzato con divieto temporaneo di sosta, introdotto durante la precedente amministrazione per consentire una pulizia più efficace delle strade e che, secondo la coalizione, stava producendo risultati positivi.

Sulla vicenda interviene anche Confesercenti Ostuni, che pur senza entrare nel merito tecnico del Piano Economico Finanziario esprime forte preoccupazione per una tendenza che, a suo dire, si ripete ormai da anni.

«Governare aumentando costantemente le tariffe e utilizzando risorse straordinarie senza affrontare le criticità strutturali del sistema può rappresentare una soluzione immediata, ma non è la risposta di cui Ostuni ha bisogno», afferma Angelica Milone, delegata cittadina dell’associazione.

Confesercenti evidenzia che, nonostante l’impiego di circa 500 mila euro dell’imposta di soggiorno per sostenere il servizio di igiene urbana, famiglie e imprese dovranno comunque far fronte a un incremento medio delle tariffe del 6%.

L’associazione richiama inoltre l’attenzione sul valore economico dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata delle attività commerciali, sottolineando che organico, vetro, carta e cartone rappresentano risorse recuperabili che potrebbero generare benefici economici attraverso sistemi più efficienti di riciclo e valorizzazione.

Per Confesercenti il nodo centrale resta il rapporto tra quanto viene richiesto ai contribuenti e la qualità dei servizi ricevuti. Le imprese del commercio, della ristorazione e del turismo, osserva Milone, hanno bisogno di una città più pulita, ordinata e accogliente, poiché il decoro urbano rappresenta un elemento essenziale dell’offerta turistica e della competitività di Ostuni.

L’associazione invita inoltre a riflettere sull’utilizzo dell’imposta di soggiorno, considerata una risorsa strategica che dovrebbe contribuire non solo alla copertura dei costi dell’igiene urbana, ma anche al potenziamento dell’accoglienza, della promozione turistica e della qualità urbana.

«Ostuni ha bisogno di una gestione dei servizi pubblici più efficiente, di una programmazione capace di prevenire gli aumenti e di una maggiore attenzione alla qualità urbana. Non può essere sempre il sistema produttivo a sostenere il peso delle difficoltà organizzative», conclude Confesercenti.

Il tema della TARI si conferma così uno dei primi terreni di confronto politico dell’era commissariale, con la coalizione dell’ex sindaco Pomes che parla di aumenti evitabili e Confesercenti che chiede un cambio di rotta nella gestione dei servizi, affinché agli incrementi tariffari corrispondano finalmente standard qualitativi più elevati.

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