La città deve respingere con forza le ridicole definizioni del sindaco Giuseppe Marchionna, che tenta goffamente di sminuire il fallimento politico e culturale di questa Estate Brindisina definendola una “tempesta in un bicchiere d’acqua”. La verità che i cittadini vedono ogni giorno è ben diversa: Brindisi è amministrata da una giunta incapace di programmare, priva di visione e, soprattutto, priva ormai di qualsiasi legittimità politica.
Il sindaco cerca disperatamente di arrampicarsi sugli specchi, scaricando le colpe sui cantieri infiniti — frutto unicamente di una gestione amministrativa inadeguata — e provando persino a colpire in modo improprio figure di spicco della cultura locale e del Teatro Verdi. È l’ennesimo tentativo di trovare capri espiatori per coprire un disastro gestionale sotto gli occhi di tutti, certificato da eventi come il flop dell’Appia Wine Festival e da una gestione economica su cui pretendiamo chiarezza assoluta e una rendicontazione immediata dei 170.000 euro spesi.
Altro che non ci sono soldi!
A completare questo quadro sconfortante, arrivano poi le dichiarazioni rilasciate dallo stesso primo cittadino al Quotidiano: nel dare risalto ai suoi chiarimenti, affinché non passi il messaggio che la colpa sia dei giornalisti, riportiamo testualmente le sue parole: Poi c’è una valutazione sull’obiettivo, noi non siamo una città turistica, nel senso che non abbiamo come obiettivo primario quello di far venire i turisti a Brindisi a soggiornare, al massimo possiamo farli venire a contemplare le bellezze dell’lungomare, dei tanti monumenti storico-artistici».
Una visione amministrativa che non possiamo condividere e che appare come un clamoroso assist a chi giustifica la rinuncia a dotare la città di strutture turistico-ricettive adeguate, come gli alberghi. Un’autentica resa politica che condanna Brindisi all’immobilismo e all’emarginazione economica.
Ma il dato politico, grave e incontrovertibile, è un altro: quest’amministrazione non ha più i numeri né la maggioranza politica originaria per governare la città.
Il sindaco Marchionna ha tradito il mandato consegnatogli dagli elettori.
Oggi si regge in piedi solo grazie a equilibri di palazzo e a dinamiche di maggioranza che nulla hanno a che vedere con il progetto iniziale votato dai cittadini. Una transizione politica che fotografa il peggior trasformismo della politica brindisina.
Si definisce esperto di cultura, di commercio e di gestione, ma la realtà consegna ai brindisini una città “alle pezze”, impoverita nel tessuto produttivo e commerciale, isolata e abbandonata a se stessa.
Tentare di addolcire la pillola invitando il nostro artista brindisino non è altro che la conferma di quanta colpa ci sia nella sua indifferenza, non accorgendosi di avere un fenomeno in giro per l’Europa. Forse il Sindaco dovrebbe provare almeno a camminare a piedi in mezzo alla gente: la strada da casa sua al Comune è di poche centinaia di metri, ma potrebbe servire a fargli realizzare quanto ormai la città sia stanca di questo andazzo, invece di farsi accompagnare sempre comodamente in macchina dall’autista. D’altronde è la stessa distanza che percorreva il Sindaco Mennitti a testa alta, orgogliosamente tra i suoi concittadini, accettando persino il confronto e le critiche a viso aperto.
Basta con le scuse, basta con il teatrino dei giochi verbali, basta con i tentativi di restare incollati alle poltrone a ogni costo. Per dignità istituzionale e per rispetto nei confronti dell’intera cittadinanza brindisina, il sindaco Giuseppe Marchionna farebbe un unico atto di grande responsabilità: prendere atto del fallimento politico e dare immediatamente le dimissioni.
Se da una parte c’è Giuseppe Ninno, in arte Mandrake, persona squisita e professionista genuino che porta alto il nome della nostra terra, dall’altra ci tocca assistere alle “Mandragate” messe in scena da questa amministrazione: una farsa continua, istrionica e surreale, degna del genio pirotecnico, inimitabile e istrionico del grande Gigi Proietti. Solo che qui, nei panni del mattatore improvvisato, il sindaco Marchionna interpreta un copione tragicomico, con l’unica e drammatica differenza che qui, a fare le spese della messinscena sulla pelle dei brindisini, non c’è davvero più nulla da ridere.
Roberto Quarta
Consigliere comunale
Città di Brindisi
