La seduta della Commissione consiliare Partecipate del Comune di Brindisi di mercoledì scorso ha avviato uno scontro politico e istituzionale sulla gestione della Stp che promette di superare le stanze della politica per varcare le soglie dei tribunali.
Al centro della discussione, le dichiarazioni del vicepresidente Pasquale D’Agnello, rappresentante del Comune nel consiglio di amministrazione, che hanno scatenato un confronto serrato tra i gruppi consiliari e acceso i riflettori sulle scelte di governance dell’azienda di trasporto pubblico.
D’Agnello avrebbe parlato di atti di dubbia legittimità, richiamando l’attenzione su tre fronti:
il presunto “bando sartoriale” per la selezione del nuovo direttore generale, Fiorella Adelaide Rodio;
l’uso ritenuto eccessivo di consulenze esterne;
la gestione del reintegro dei due dipendenti licenziati nove anni fa, sulla quale il vicepresidente ha contestato la rapidità delle decisioni aziendali senza attendere l’esito definitivo della Corte d’Appello.
Un quadro giudicato preoccupante da alcuni consiglieri di opposizione, in particolare Francesco Cannalire (Pd), che ha chiesto di verificare se le accuse abbiano fondamento e se possano configurare profili di irregolarità più gravi: «Durante la commissione bilancio abbiamo assistito ad una serie di dichiarazioni, a mio avviso, infondate e illative da parte del componente del consiglio di amministrazione della Stp, Pasquale Dagnello, probabilmente finalizzate ad un attacco pretestuoso e politico. Non ci può essere altra ragione davanti a certe affermazioni arbitrarie e senza alcun riscontro oggettivo. È stato un confronto surreale che lascia l’amaro in bocca e che si presta allo sport più in voga quando si tratta di cose pubbliche, la delegittimazione. Non è accettabile che in un consesso ufficiale e autorevole come la commissione consiliare, si pensi di poter asserire tutto e il contrario di tutto, senza aspettarsi effetti amministrativi e politici. D’altronde da quanto asserito dal componente del cda e che può essere estrapolato dalle fonoregistrazioni della commissione, tutti i dubbi e le riserve emerse durante l’attuale mandato nella Stp sono state resi noti al sindaco Marchionna che, sempre da quanto affermato da Dagnello, avrebbe condiviso metodo e posizione nell’approccio alle questioni oggetto di discussione.
Per questo ho chiesto di procedere all’immediata convocazione in commissione consiliare bilancio dell’intero cda di Stp e del Sindaco e del Presidente della Provincia, in qualità di enti soci, per fare definitiva chiarezza e comprendere oggettivamente e realmente i confini degli argomenti trattati. Sarebbe un fatto gravissimo se dovesse emergere che la convocazione della commissione e le dichiarazioni rilasciate da pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni, come avvenuto in commissione consiliare, avessero una matrice politica e, come sembra, senza fondamento e riscontri oggettivi》.
La replica dei diretti interessati non si è fatta attendere. In un comunicato diffuso il 28 agosto, la presidente di Stp Alessandra Cursi e la consigliera Elisa Mariano hanno parlato di affermazioni che, «se confermate, ledono l’immagine personale e aziendale», annunciando la richiesta della registrazione ufficiale della seduta consiliare per verificare le parole pronunciate da D’Agnello.
Nel corso della riunione urgente del Cda, il vicepresidente ha ribadito i contenuti delle proprie dichiarazioni, ma ha precisato che sarebbero state «decontestualizzate», assumendo un significato diverso da quello originario. Ha inoltre negato di aver usato il termine illegittimità, sostenendo di aver parlato soltanto di «inopportunità» di alcune scelte.
Il Cda, deliberando all’unanimità – quindi anche con il voto di D’Agnello – ha deciso di acquisire la registrazione e di riservarsi eventuali azioni legali nel caso in cui le cronache giornalistiche trovassero piena conferma.
La vicenda, al momento, resta sospesa tra accuse pronunciate in sede istituzionale e successivi chiarimenti che tentano di ridimensionarne la portata. Resta il fatto che in commissione si è parlato di profili di legittimità e che la richiesta di ascoltare l’intero Cda con i soci pubblici conferma la delicatezza del caso.
Un passaggio verbale, forse sfuggito, ha innescato una scintilla che rischia di trasformarsi in contenzioso. Ed è proprio su quel passaggio che ora si gioca la credibilità di tutti gli attori coinvolti.
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