Fratelli d’Italia respinge con forza e sdegno le dichiarazioni pronunciate dal consigliere Lino Luperti nell’ultima seduta del Consiglio comunale, a nome proprio e della confederazione di consiglieri che rappresenta. Attacchi, insinuazioni e accuse che, per toni e contenuti, superano ampiamente i limiti di un confronto politico civile e rispettoso delle istituzioni.
Il Consiglio comunale non può trasformarsi in un’arena nella quale prevalgono parole da strada, allusioni e tentativi di delegittimazione. La libertà di critica è sacrosanta, ma chi formula accuse ha il dovere di sostenerle con fatti circostanziati e verificabili. Altrettanto grave è il tenore delle richieste rivolte al sindaco, che assumono il sapore di pressioni e intimidazioni politiche.
È singolare, per non dire politicamente surreale, che un consigliere che oggi si dichiara espressione della maggioranza attacchi frontalmente una forza politica leale e fondativa della coalizione come Fratelli d’Italia.
Prima di impartire lezioni di coerenza e moralità, Luperti dovrebbe fare i conti con la propria storia politica recente: candidato sindaco sconfitto da Marchionna nel 2023, inizialmente all’opposizione, appena insediato aveva denunciato in Procura il sindaco per una presunta incompatibilità. Nel 2025 ha promosso e sottoscritto una mozione di sfiducia contro lo stesso Marchionna. Oggi, dopo l’avvicinamento a Forza Italia e il passaggio in maggioranza e suon di posti in Giunta, attacca Fratelli d’Italia, partito vincitore delle elezioni, primo partito d’Italia e alleato nazionale degli azzurri.
Fa sorridere, dunque, che egli invochi “il coraggio politico” per descrivere un percorso che ha portato dalla “dura” opposizione (scelta dai cittadini) all’ingresso nella maggioranza, accompagnato dall’assegnazione anche di un assessorato revocato alla lista dei Moderati vincitrice delle elezioni, di fatto estromettendo una forza politica di centrondestra nel silenzio assoluto!
Il problema, tuttavia, non riguarda le condotte del coraggioso Luperti che si commentano da sole e i Brindisini non hanno l’anello al naso.
È incomprensibile il silenzio di Forza Italia, che continua a sostenerlo senza prendere posizione su dichiarazioni tanto gravi. Ancora più significativo è il silenzio dell’onorevole Mauro D’Attis, segretario regionale di Forza Italia ed esponente parlamentare del territorio brindisino. Non è accettabile rivendicare l’alleanza con Fratelli d’Italia a livello nazionale e tollerare a Brindisi attacchi di questa portata contro un partito alleato, mentre il Governo Meloni lavora con il contributo di tutte le forze della coalizione.
È altrettanto grave il silenzio del sindaco Marchionna, che nonostante abbia prove documentate che sconfesserebbero le allusioni dette in aula, non ha ritenuto di spendere una parola a tutela di Fratelli d’Italia, componente che ha sostenuto in maniera determinante la sua elezione.
La lealtà politica non può essere pretesa soltanto quando serve a conservare gli equilibri amministrativi: deve tradursi anche nel rispetto reciproco e nella difesa della dignità delle forze che concorrono al governo della città.
Di fronte a questi continui stravolgimenti, una domanda è inevitabile: l’attuale maggioranza è ancora una maggioranza politica, fondata su un progetto condiviso quello votato dai cittadini, oppure è diventata una maggioranza puramente numerica, tenuta insieme da equilibri contingenti? E, soprattutto, a garanzia di quali interessi?
Fratelli d’Italia non intende accettare che il proprio ruolo venga marginalizzato mentre le priorità della città cedono il passo a strategie personali.
Bene hanno fatto i consiglieri di Fratelli d’Italia Raffaele De Maria e il capogruppo Mario Borromeo a replicare con fermezza, richiamando tutti alle proprie responsabilità e denunciando la deriva del confronto in Consiglio comunale. Le istituzioni devono essere il luogo nel quale si lavora per Brindisi, non il palcoscenico di vendette, insinuazioni e regolamenti di conti personali.
A tutti chiediamo rispetto e umiltà. A Forza Italia chiediamo di rompere il silenzio. Al sindaco chiediamo chiarezza e di esercitare il proprio ruolo senza ambiguità.
Brindisi ha bisogno di fatti, di risposte e di una visione per il futuro, non di una continua escalation di polemiche di basso profilo.
Chi ricopre incarichi pubblici dovrebbe ricordare che il Consiglio comunale è il luogo più alto del confronto democratico cittadino. Il linguaggio utilizzato e il rispetto delle istituzioni qualificano chi li esercita.
Coordinamento cittadino FdI Brindisi
