Due episodi distinti, accomunati da una violenza particolarmente grave e dalla necessità dell’intervento delle forze dell’ordine. È il bilancio di una giornata che riporta prepotentemente al centro dell’attenzione il tema della sicurezza a Brindisi.
Il primo episodio si è verificato nel primo pomeriggio di domenica 23 agosto, in via Indipendenza, dove una donna di circa 50 anni sarebbe stata aggredita da due giovani. Secondo una prima ricostruzione, i due avrebbero tentato di strapparle la borsa e, durante l’aggressione, l’avrebbero anche palpeggiata, mentre avevano i pantaloni abbassati.
L’allarme lanciato dai passanti ha consentito l’immediato intervento degli agenti delle Volanti e dei sanitari del 118. I due si sono dati alla fuga, ma sono stati raggiunti poco dopo, nei pressi della stazione ferroviaria. La refurtiva è stata recuperata e i due sono stati accompagnati in Questura per gli accertamenti e gli adempimenti di rito.
Nel corso dell’intervento alcuni poliziotti avrebbero riportato ferite a causa della reazione dei due fermati. La dinamica è ancora oggetto di accertamenti e dovrà essere ricostruita dagli investigatori.
Poche ore dopo, sempre a Brindisi, un secondo episodio, ancora più articolato e iniziato però a Lecce.
All’alba del 14 agosto, nei pressi di un chiosco di via Gallipoli, a Lecce, una donna sarebbe stata prima vittima di una molestia sessuale e successivamente di una rapina. Secondo l’accusa, un 21enne egiziano, Mohammed Youssef Abdel Sattar Khamis, dopo averla palpeggiata, avrebbe afferrato la sua borsa trascinandola sull’asfalto e riuscendo a sottrarle circa 590 euro e il telefono cellulare.
Dopo la denuncia, la Squadra Mobile di Lecce ha avviato le ricerche. La svolta è arrivata quando la donna ha chiamato il proprio numero dal telefono di un conoscente. A rispondere sarebbe stato proprio il giovane, che avrebbe chiesto 50 euro e un rapporto sessuale in cambio della restituzione del cellulare, indicando la stazione di Brindisi come luogo dell’incontro.
Gli investigatori hanno quindi raggiunto il capoluogo messapico insieme alla vittima. Il 21enne è stato individuato in corso Umberto I, mentre parlava al telefono. Alla vista degli agenti avrebbe tentato la fuga e, una volta raggiunto, avrebbe reagito colpendo gli operatori con calci e pugni.
Dopo la colluttazione è stato bloccato e arrestato. Il telefono è stato recuperato, mentre non è stato ritrovato il denaro. Il giovane è stato successivamente accompagnato in ospedale per una forte alterazione psico-fisica, attribuita a un mix di alcol e cocaina. Anche la vittima e gli agenti hanno dovuto ricorrere alle cure mediche.
Il 21enne è ora in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lecce. Le accuse sono di violenza sessuale, rapina, tentata estorsione, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e lesioni personali.
I due episodi arrivano a distanza ravvicinata e spiegano il tono particolarmente preoccupato degli interventi dei sindacati di polizia.
Il SAP Brindisi parla di un “altro weekend di follia e violenza”, ricordando anche un diverso episodio avvenuto nel quartiere Materdomini, dove un uomo avrebbe lanciato pietre contro le auto in transito sulla strada tra la Sciaia e il Casale, prima di essere bloccato dalle Volanti.
Per il sindacato, si tratta di episodi che confermerebbero un progressivo deterioramento della sicurezza urbana.
Particolare attenzione viene riservata proprio agli agenti intervenuti nei due episodi. Il SAP sottolinea la necessità di pene certe per chi aggredisce le forze dell’ordine, presidi costanti del territorio e interventi strutturali sulla sicurezza urbana, ringraziando al tempo stesso i cittadini che hanno collaborato con la Polizia.
Sulla vicenda interviene anche il SIAP Brindisi, che esprime solidarietà agli operatori dell’UPG-SP rimasti coinvolti nell’intervento per il grave episodio di violenza sessuale e rapina.
Il sindacato riferisce di una colluttazione particolarmente violenta, durante la quale gli agenti sarebbero stati fatti cadere a terra e colpiti ripetutamente. Secondo il SIAP, la situazione sarebbe ulteriormente degenerata all’ingresso della Casa circondariale di Brindisi, dove l’arrestato avrebbe continuato a mantenere un comportamento aggressivo e provocatorio nei confronti degli operatori della Polizia di Stato e della Polizia penitenziaria.
Da qui la richiesta all’Amministrazione di intervenire con urgenza sul fronte degli organici, della sicurezza degli operatori e delle condizioni di lavoro, considerando la crescente pericolosità di alcuni interventi.
“La sicurezza dei cittadini passa necessariamente dalla sicurezza di chi è chiamato a garantirla”, sottolinea il segretario generale provinciale del SIAP, Cosimo Sorino, chiedendo che la tutela degli operatori non resti una semplice dichiarazione di principio, ma diventi una priorità concreta.
Due vicende diverse, dunque, ma entrambe caratterizzate da episodi di violenza avvenuti in luoghi pubblici e dall’intervento della Polizia. E mentre gli accertamenti proseguono per definire responsabilità e dinamiche del primo episodio, nel secondo caso il 21enne si trova già in carcere.
Resta naturalmente ferma, per tutti gli indagati e i fermati, la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
