Qualcuno preferirà minimizzare la notizia, ma l’importanza della vicenda impone una riflessione profonda.
L’archiviazione dell’inchiesta sul disastro ambientale a Brindisi segna la fine di un’illusione: quella di poter trovare nel diritto penale la chiave per restituire dignità e verità a un territorio avvelenato. Trentacinque procedimenti, anni di perizie, testimonianze, esposti di medici, associazioni e cittadini. Tutto si chiude con la prescrizione, l’assenza di responsabilità individuali, l’impossibilità di raccogliere prove decisive dopo decenni.
E non è l’unico caso. Altre indagini, anche in settori diversi dall’ambiente, si sono concluse con assoluzioni per prescrizione o pene simboliche. Nel frattempo, episodi di cronaca nera come incendi dolosi, attentati ad attività commerciali, voti di scambio e devastazioni di beni pubblici restano sempre senza responsabili. E quando i colpevoli vengono individuati e condannati, non è raro che riescano a beneficiare di misure che assomigliano a un’amnistia, rinvigorendo la percezione che le conseguenze delle scelte politiche ed economiche finiscano per gravare soltanto sulla parte onesta della comunità.
Il risultato è una sensazione diffusa e amara: la giustizia, a Brindisi, non arriva mai fino in fondo. Non per mancanza di denunce – le associazioni hanno fatto la loro parte – né per assenza di impegno di forze dell’ordine e magistrati – sempre in prima linea anche a costo della propria libertà personale -, ma per l’inadeguatezza di strumenti e tempi che non reggono l’impatto di un disastro ambientale e politico stratificato negli anni.
Chi ha perso la vita per malattie legate all’inquinamento, chi convive con patologie gravi, chi ha visto il proprio territorio impoverirsi e degradarsi, non può rassegnarsi a fascicoli chiusi senza verità.
Se la via giudiziaria ha fallito, resta quella politica e istituzionale. Ma con una sensazione di impunità ormai cronica, la sfida appare impari. Chi sarà piú disposto a farsi sentinella nelle istituzioni, se i risultati restano questi?
Mai come oggi serve un cambio di passo. Brindisi non può restare il paradigma del fallimento della giustizia ambientale e politica. Perché un territorio senza giustizia, e che avverte di non potersi affidare ad essa, è un territorio destinato a continuare a morire.
Oreste Pinto
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