La scrivente Organizzazione Sindacale ha chiesto formalmente la revoca in sede di autotutela dei provvedimenti di trattenimento in servizio fino a 70 anni adottati dal Comune, riservandosi, in mancanza di riscontro, di trasmettere la documentazione alla Corte dei Conti per le valutazioni di competenza.
Una richiesta fondata su criticità amministrative e politiche rilevanti, che chiamano direttamente in causa il Sindaco e l’intera Giunta, responsabili delle scelte di indirizzo e della gestione complessiva dell’Ente.
Il trattenimento in servizio è uno strumento eccezionale, utilizzabile solo in presenza di esigenze organizzative reali, motivate e non altrimenti soddisfabili. Nel caso in esame, non risultano criteri oggettivi, trasparenti e verificabili, mentre persistono carenze strutturali in uffici e servizi essenziali.
Particolarmente grave è la gestione del Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale, che risulta modificato esclusivamente a ridosso dei provvedimenti di trattenimento in servizio. Una forzatura che svuota di senso la programmazione e trasforma uno strumento di pianificazione in un atto meramente giustificativo di decisioni già assunte.
Su questo punto la responsabilità non è tecnica, ma politica.
Si evidenziano inoltre disparità di trattamento tra lavoratori, che alimentano un clima di sfiducia e pongono seri interrogativi sul rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione.
Anche sul piano economico le scelte adottate appaiono discutibili: il trattenimento di figure facilmente sostituibili comporta costi aggiuntivi per straordinari, istituti accessori e oneri indiretti, gravando sul bilancio comunale senza benefici evidenti per i servizi resi alla cittadinanza.
Per queste ragioni è stata formalmente richiesta la revoca degli atti in autotutela, quale atto di responsabilità istituzionale, prima che la vicenda assuma contorni ancora più gravi sul piano contabile e amministrativo.
Ora Sindaco e Giunta devono dare risposte chiare e pubbliche: continuare su questa strada significherebbe assumersi pienamente la responsabilità politica di scelte opache, discutibili e potenzialmente dannose per l’Ente e per la collettività.
La città merita trasparenza, programmazione e rispetto delle regole, non decisioni discrezionali calate dall’alto.
Su questo tema non arretreremo, anche se tale modus operandi politico/gestionale non è altro che uno dei problemi rispetto ad una gestione complessiva della CITTÀ a tutti ben nota, una deriva inaccettabile che sta determinando una discesa in basso continua di Brindisi come mai avvenuto in passato,
Luciano Quarta
Segretario Generale FP CGIL Brindisi
