Con la delibera n. 111 del 17 marzo 2026, approvata all’unanimità, La Giunta comunale guidata dal sindaco Giuseppe Marchionna ha ritenuto sussistenti i presupposti per la revoca dell’incarico dell’amministratore unico di Brindisi Multiservizi srl, l’avvocato Rossana Palladino.
Con il provvedimento, l’esecutivo ha inteso attivare l’articolo 16 del regolamento sul sistema di controllo delle società partecipate. La decisione finale spetterà ora al sindaco, cui compete formalmente l’adozione dell’atto di revoca che oramai appare una pura formalità
Al centro della delibera, una valutazione netta: il rapporto fiduciario tra amministrazione comunale e vertice della società si sarebbe compromesso. Un passaggio chiave, perché nelle società in house la sintonia tra indirizzo politico-amministrativo e gestione operativa è considerata essenziale.
Diversi i rilievi messi nero su bianco dalla Giunta.
Il primo riguarda la risoluzione anticipata del rapporto con il direttore tecnico della società, decisa unilateralmente dall’amministratore unico senza una preventiva informazione al socio pubblico. Una scelta ritenuta in contrasto con il regolamento sul controllo analogo e che avrebbe prodotto, secondo l’ente, una fase di vuoto operativo in un ruolo ritenuto centrale per l’attività aziendale.
A questo si aggiungono valutazioni di carattere economico e gestionale: la decisione viene definita diseconomica, anche alla luce della prossima scadenza naturale del contratto e del rischio di contenzioso. Non solo. La Giunta evidenzia possibili conseguenze economiche legate all’utilizzo professionale del direttore tecnico e alla sua posizione formale presso la Camera di commercio.
Un altro nodo riguarda il clima aziendale. L’amministrazione segnala relazioni sindacali giudicate conflittuali, con tavoli di confronto trasferiti dalla sede societaria al Comune. Viene inoltre contestata una gestione diretta dei rapporti con i lavoratori, ritenuta lesiva del ruolo delle organizzazioni sindacali e fonte di tensioni interne.
Nel mirino anche l’attività comunicativa dell’amministratore unico. Secondo la Giunta, sarebbero stati attribuiti al Comune presunti intenti liquidatori della società, con una narrazione ritenuta fuorviante e tale da incidere sul clima interno e sulla percezione pubblica.
Ulteriori criticità vengono individuate nella gestione del parco mezzi aziendale. In particolare, la cessione diretta di veicoli a dipendenti e privati viene ritenuta non coerente con i principi di trasparenza e valorizzazione del patrimonio pubblico. La delibera richiama anche casi in cui i mezzi sarebbero stati venduti a prezzi inferiori rispetto ai costi sostenuti per la loro manutenzione.
Perplessità emergono anche sulla proposta di transazione con il precedente direttore tecnico, giudicata basata su un’istruttoria non sufficientemente solida, con possibili ricadute sotto il profilo del controllo contabile.
Infine, l’atto richiama profili di possibile incompatibilità o conflitto di interessi, legati al mantenimento da parte dell’amministratore uni
