October 20, 2020

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revolution_sara[1]Venerdì 7 febbraio 2014, alle ore 21.00, al Teatro Paolo Grassi di Cisternino (Brindisi) va in scena “Revolution” di “Meridiani Perduti”.
Lo spettacolo, con la regia di Sara Bevilacqua e la drammaturgia di Emiliano Poddi, è una miscela di emozioni, ricordi e storie di vita vissuta a Brindisi negli anni del Boom.

All’inizio degli anni ’60, i Beatles suonavano al Cavern Club di Liverpool e Yuri Gagarin diventava il primo uomo in orbita attorno alla Terra.

La protagonista di Revolution sogna di volare nello spazio e di incontrare i Fab Four, ma ha un piccolo problema: vive a Brindisi, vale a dire che è lontana 326 km dall’orbita di Gagarin e circa 3.000 da Liverpool.

Per di più a Brindisi, cittadina immobile nel ripetersi dei suoi riti quotidiani, sembra che gli anni ’60 non vogliano proprio arrivare. E invece arrivano.

In una forma un po’ diversa da come la ragazza si sarebbe augurata, ma arrivano: nel ’62 viene completato il primo lotto della Montecatini e le cose all’improvviso cambiano anche là dove sembravano immutabili. Revolution racconta i dieci anni che hanno sconvolto la storia, fino alla notte in cui Tito Stagno raccontò dai microfoni della Rai lo sbarco del primo uomo sulla Luna. E la ragazza innamorata dei Beatles? Dov’era mentre Armstrong imprimeva la sua famosa impronta? Anche lei davanti alla TV, oppure, come suggeriscono i Beatles in un’altra famosa canzone, Across the universe? Le musiche dei Quattro di Liverpool, riarrangiate per pianoforte e voce, eseguite dal vivo, segnano il passo di questo spaccato degli anni sessanta.

 

Emiliano Poddi dichiara: “Abito a Torino ormai da quasi un decennio, ma mi capita spesso di raccontare storie ambientate a Brindisi: è il mio modo di tornare nella mia città. Revolution mi ha dato la possibilità di farlo un’altra volta, attraversando un periodo – gli anni Sessanta – che tutti abbiamo la sensazione di aver vissuto, perfino chi, come me, è nato dopo. Lennon che dichiara “i Beatles sono più famosi di Gesù”; Armstrong che imprime la sua orma sul suolo lunare; Kennedy che dice davanti al Muro “ich bin ein berliner”: ogni tanto devo fare uno sforzo mentale per ricordarmi che io non c’ero, mentre avvenivano queste cose, talmente vivide e presenti sono nel mio immaginario.

Mi è piaciuta da subito l’idea, lanciata da Meridiani Perduti, di raccontare i Sixties da una prospettiva insolita, una provincia periferica come la nostra. Mi sono chiesto come dovesse apparire da Brindisi la gara spaziale tra Russi e Americani, o che tipo di influenza avessero le parole dei Beatles sulla vita di quelli che sarebbero diventati i nostri genitori. Erano sogni troppo lontani oppure anche da noi si aveva l’impressione di poterli raggiungere?

Siamo partiti, io e Sara Bevilacqua, che mi ha aiutato nelle ricerche, dall’unico dato storico certo: all’inizio degli anni Sessanta viene avviata la costruzione del petrolchimico. Vale a dire che la modernità a Brindisi ci arriva di sicuro, ma in una forma forse un po’ diversa da quella che si sarebbero augurati i giovani del tempo…”

Sara Bevilacqua racconta: “Il nostro è un vero e proprio atto d’amore verso Brindisi, verso la nostra città, la nostra terra. Perché, nonostante tutte le difficoltà, la grande voglia di andare via, fuori, abbiamo deciso di restare, di raccontare questa storia che è un insieme di tante storie, sapientemente cucite da Emiliano Poddi . Nel sentire i racconti dei giovani di allora, quelli degli anni ’60, i nostri cuori hanno cominciato a palpitare come se fossimo stati noi a vivere le gioie, i dolori e le emozioni che coloravano quel magico decennio. Vorremmo riuscire, anche noi a suscitare nel pubblico quella sensazione di calore e quel corollario di emozioni che facevano sussultare i cuori dei giovanotti e delle signorine di una volta, almeno per una sera”

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