September 22, 2019

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Ci sono storie sepolte nella memoria di un’infanzia quasi dimenticata, della quale magari si conserva solo qualche foto sbiadita dal tempo e qualche nome che riecheggia come un’eco nella testa. Poi da adulti capita che questa manciata di ricordi venga messa in ordine, che per associazione essi ne richiamino altri, che si facciano delle ricerche tra la polvere degli archivi. E inizia così a prendere forma un’idea che pian piano s’incarna in un racconto dalla penna di Giuseppe Vitale che incontra la supervisione di un drammaturgo come Francesco Niccolini (con al suo attivo collaborazioni con Marco Paolini, Fabrizio Saccomanno, Luigi d’Elia e tanti altri) e un primo pubblico durante la prima edizione della Festa delle Storie a Mesagne del Settembre 2013.

Poi può succedere che questo lavoro torni, per varie ragioni, nel cassetto ma che poi venga di nuovo alla luce anni dopo, arricchito dall’incontro con un cantautore come Paolo Carone che a partire da quel testo sforna delle canzoni inedite. Ne nasce un mix di racconto e canzoni che convince e avvince, che ti porta nel luogo di cui si parla, il Santuario di San Cosimo alla Macchia (Br), e nel tempo della storia autobiografica e cioè tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80. Nel frattempo l’attore e il musicista affinano la loro intesa grazie ad un altro spettacolo, Mistero Salentino, che incontra il favore di uno svariato pubblico fra teatro a domicilio, eventerie, esibizioni per la mensa Caritas, masserie e tanti altri luoghi.

Sabato sera, 24 Agosto 2019, questo spettacolo che ha come sottotitolo “Una Storia Vera, un tuffo negli anni ‘70” e che in precedenza nella nuova forma è stato rappresentato in un jazz club a Fragagnano, sarà rappresentato durante una cena presso la Masseria Elysium di Mesagne, una dimora storica che re Vittorio Emanuele III donò alla famiglia Guarini. Un posto magico dove verranno narrate le vicende del piccolo Giuseppe che reclama il suo spazio di gioco e di vita nel microcosmo che comprende lo zoo, la chiesa, il mercato, il distributore di carburanti di cui i genitori sono stati gestori. E lo fa immaginandosi ora Sandokan, ora Zeb di Alla conquista del west (telefilm in voga in quegli anni). Diventa così testimone di passaggi storici personali e globali che vive aggrappandosi alla sua idea di essere il leone, il boss di quel posto. Ispirandosi al racconto Paolo Carone ha scritto canzoni come Il leone di San Cosimo, Lo scimpanzé, Stu cazz di vagnoni e altre che eseguirà dal vivo.

Quella di Paolo Carone e di Giuseppe Vitale è la scommessa di due artisti intorno ai 40 anni (Paolo è dell’81, Giuseppe del ’74) che hanno l’intuizione di esibirsi combinando i loro strumenti e le loro abilità. Non che fossero rimasti digiuni d’arte: Paolo ha sempre continuato la sua attività di musicista come Giuseppe quella d’attore. Solo che ad un certo punto della loro vita si conoscono, iniziano a nutrire un’amicizia fraterna e decidono, quindi, di dar vita ad un sodalizio nel quale ciascuno mette a disposizione dell’altro la propria arte. E il pubblico gradisce, applaude, si commuove, partecipa e si diverte. Scommessa vinta? Al pubblico di sabato sera la prossima ardua sentenza.
Giuseppe Vitale giuseppev@gmail.com 320 0422825

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