December 9, 2019

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Cosa mangiare è l’argomento universalmente più discusso e controverso. Innumerevoli specialisti in tutto il mondo hanno detto la loro. Si sono spesi milioni di euro/dollari per studiare gli effetti del cibo sul metabolismo e sulla salute. Si sono scritti migliaia di libri per informare la gente sul tipo di dieta più adatta per rimanere in salute o per recuperarla. Purtroppo, però, il più delle volte le informazioni contenute in questi libri sono in forte contraddizione fra loro. La gente che li legge va in confusione, perde la fiducia negli esperti e si fa trascinare dalla pubblicità commerciale e dalla moda corrente in fatto di alimentazione.

 

Quando Ippocrate, oltre duemila anni fa, diceva “Il tuo cibo sia la tua medicina…” sicuramente conosceva quale era il cibo più adatto per la salute umana. Lui non disse genericamente “Il cibo sia la medicina…”; usò, invece, il pronome personale tuo/tua per indicare che ognuno può avere delle preferenze/esigenze fisiologiche personali riguardo l’alimentazione. Se non avessimo soffocato il nostro istinto, probabilmente, anche noi (come gli animali) sapremmo riconoscere sempre il cibo più adatto per il nostro organismo.
Ai tempi dei Romani, Lucrezio scrisse: “Ciò che è cibo per uno può essere veleno per un altro” e ciò lo sanno bene tutti coloro che si occupano di allergie/intolleranze alimentari. Chi non ha mai sentito parlare di shock anafilattico nei confronti di normalissimi cibi? Fortunatamente le allergie così pericolose sono rare.

 

Ultimamente, si sta diffondendo una nuova teoria alimentare che tiene conto dell’equilibrio acido-basico dell’organismo. Ebbene, io sono fra i maggiori fautori di questo tipo di alimentazione. La mia esperienza quasi trentennale sull’alimentazione morfofisiologica mi permette di asserire che mangiare alcalino garantisce un reale benessere psicofisico ed anche una regolazione del peso senza lo stress delle diete da fame.

 

Il bell’aspetto del cibo gioca un ruolo molto importante nella sua scelta; e le industrie di confezionamento e di distribuzione lo hanno ben capito da tempo. Le confezioni dei cibi preparati dall’industria sono sempre più belle ed appariscenti ma sempre meno utili ai fini della qualità dei cibi e sempre più inquinanti per l’ambiente.

 

Voi mi chiederete quale è, allora, il cibo più adatto al nostro corpo; ebbene, non voglio dirvi una mia opinione ma quello che io ho compreso nei lunghi anni di osservazione dei fenomeni naturali e di esperimenti personali. In Natura tutti gli animali si procacciano il proprio cibo con le loro forze; lo mangiano crudo; lo mangiano quando hanno fame; lo procurano, di solito, solo se hanno fame; lo scelgono seguendo il proprio istinto. Ho osservato, inoltre, che tutti i cuccioli dei mammiferi dopo lo svezzamento non mangiano più il latte e che la concentrazione dei nutrienti principali (proteine, zuccheri e grassi) del loro cibo da adulti è simile a quella del proprio latte materno. Io penso che per noi umani (mammiferi anche noi) valgano le stesse regole. Il cibo ideale adatto alla nostra specie, probabilmente, non è più presente sul nostro pianeta perché lo abbiamo manipolato con i nostri interventi chimici, genetici ed atmosferici.

 

Nonostante l’insalubrità di fondo dei cibi odierni, io penso che, se scegliamo cibi molto ricchi d’acqua e, conseguentemente, poco concentrati in proteine, zuccheri e grassi, potremo gestire al meglio i veleni ivi contenuti ed assimilare al massimo le sostanze utili per una migliore sopravvivenza. Se, oltre al cibo ricco d’acqua, assumiamo abbondanti quantità d’acqua pura, probabilmente, aiuteremo i nostri organi e le loro cellule a funzionare al meglio.

 

Il mio consiglio è di iniziare la riforma alimentare in questo modo: 30-20 minuti prima dei tre pasti principali bere almeno mezzo litro d’acqua, meglio se alcalina; chi lo desidera può iniziare il pasto con 100-150 g di frutta acquosa non troppo dolce ma il piatto principale deve essere un’abbondante insalata mista condita con olio, buon sale naturale, limone e spezie a piacere evitando l’aceto; poi si può mangiare un piatto proteico accompagnato da verdure cotte a vapore condite con olio crudo oppure un piatto a base di carboidrati non raffinati accompagnato da verdure a vapore condite con olio crudo oppure un piatto di legumi (possibilmente germogliati) cotti a piacere accompagnato da verdure a vapore condite con olio crudo oppure un gran piatto di ortaggi (cotti a vapore, al forno, gratinati, a minestrone) condito con olio crudo.

 

È importante seguire la sequenza che vi ho indicato: si può saltare ma non invertire l’ordine delle portate. È fondamentale masticare almeno 20-30 volte ogni boccone (ma, per riuscirci, il cibo deve essere cotto al dente) ed è molto utile masticare contemporaneamente del cibo vegetale crudo insieme a qualsiasi cibo cotto. A proposito di cibo cotto, fra tutti i cibi cotti, i grassi (sia animali che vegetali) sono i peggiori. Ne sa qualcosa il nostro fegato!

 

Fermo restando che la cottura del cibo non è una pratica ottimale perché distrugge le vitamine, tutti i fattori vitali e, soprattutto, gli enzimi, se cottura si vuole fare, consiglio di cuocere i cibi a vapore e al dente oppure utilizzare i sistemi di cottura a raggi infrarossi e sottovuoto i quali sono in grado di cuocere uniformemente a minori temperature. Ma evitate i forni a microonde.

 

Infine, vi esorto a riflettere sugli errori alimentari cardinali: in generale si mangia troppo, si mangia spesso, si mangia in fretta, si mangia troppo tardi di sera, soprattutto d’estate, si mangia troppo condito, si mangiano troppi zuccheri e troppe proteine, e si beve poco.

 

Concludo questo articolo dicendovi che più il cibo è leggero più è digeribile e nutriente; meno e con più calma si mangia più le sostanze saranno assorbite ed assimilate; quindi, meno si mangia meglio e più a lungo si vive.

 

Il ruolo dell’alimentazione sulla salute è così determinante che anche i nostri geni ne sono influenzati (argomento da epigenetica). Geni sani e forti dipendono principalmente da un’alimentazione sana e naturale. L’influenza dell’alimentazione sui geni è stata approfondita dall’epigenetica, una branca della nuova biologia che si occupa dell’influenza dell’ambiente sulla genetica.

 

 

Rocco Palmisano

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