June 2, 2020

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Di seguito riportiamo integralmente la lettera aperta di Carmine Sportillo, Segretario del Partito Democratico di Francavilla Fontana al Sindaco Antonello Denuzzo.

 

Fin dal primo giorno di emergenza Covid-19 il Circolo del Partito Democratico di Francavilla Fontana ha avanzato all’Amministrazione comunale la richiesta di essere coinvolto, per affrontare insieme ma senza mistificazione di ruoli le conseguenze della grave crisi sanitaria, economica e sociale che, peraltro, continua a colpire il Paese e la nostra comunità.
A distanza di più di un mese, non c’è stato alcun riscontro.
Insomma, anche dinanzi ad una emergenza pandemica la Sua Amministrazione si è dimostrata restia ad avviare un confronto diretto, ad insediare un tavolo permanente; e non solo impedendo la partecipazione del Partito Democratico ma anche tutte le altre forze politiche di opposizione.
A questo punto non ci rimane che scriverLe per evidenziare, ad esempio, le problematiche conseguenti all’avviso pubblico sui buoni spesa, che autorizzano forti perplessità e molteplici interrogativi che non sono solo del Partito Democratico ma anche di tantissimi concittadini cui Lei ha l’obbligo morale, prima ancora che politico, di rispondere.
Non è inutile, allora, ricordare che un primo avviso sugli aiuti economici era stato pubblicato e ritirato nella stessa giornata a causa di errori che noi avevamo pubblicamente evidenziato, già ad una prima lettura.
Avete ripresentato l’avviso pubblico correggendo alcuni errori ma confermando per intero un sistema di attribuzione e distribuzione degli aiuti complesso ed ingiusto.
Innanzitutto non si comprende il motivo della scelta di delegare agli esercenti la distribuzione dei buoni spesa che, inevitabilmente, ha comportato disagi ed enorme confusione tra i concittadini. Altrettanto incomprensibile è stata la disposizione di indicare preventivamente ed esclusivamente un punto vendita dove spendere il buono.
Ci sono stati numerosi episodi di concittadini che, una volta rispettata la fila e giunti alla cassa, dinanzi a tutti e senza un minimo di riservatezza, sono stati costretti a chiedere se il loro nome fosse presente nell’elenco in mano all’esercente.
E ci sono stati, contestualmente, segnalati casi di concittadini che sono dovuti andar via a mani vuote, perché il loro nome non era presente nell’elenco dell’esercente scelto.
Un sistema mal studiato, che ha mostrato i suoi limiti fin dall’inizio, offendendo in molti casi la dignità delle persone.
Ci chiediamo il motivo per cui non si è adottato un sistema semplice come nella stragrande maggioranza di altre realtà nelle quali solo il Comune, attraverso i Servizi sociali, ha stampato e consegnato de buoni oppure ha predisposto una card da consegnare a domicilio ai cittadini beneficiari degli aiuti economici.
Ancor più grave, a nostro avviso, è stata la scelta di non prevedere una graduatoria dei potenziali beneficiari, la quale poteva rappresentare uno strumento efficace per dare la precedenza ai nuclei familiari più sofferenti socialmente, che vedono al proprio interno la presenza di anziani, di bambini al di sotto di tre anni, di disabili e di invalidi.
Questa è una scelta politica dell’Amministrazione che Lei presiede che contestiamo nettamente, perché riteniamo profondamente ingiusto un bando a sportello fino ad esaurimento delle risorse, così come si è scelto di fare e non un bando a sportello dove, se le risorse non bastano, si riducono a tutti i beneficiari proporzionalmente le quantità da erogare.
Questo sarebbe stato il modo per garantire effettiva equità e solidarietà!
Chi si premia? Forse i più veloci a fare le domande? Oppure, come sarebbe equo, i più bisognosi?
Inoltre non si comprende il motivo della presenza di due moduli di autocertificazione, che ha rappresentato una ulteriore difficoltà per i cittadini.
Bastava predisporre una autocertificazione unica, proprio per evitare confusione, come fatto anche a tal proposito nella maggior parte dei Comuni.
Addirittura in una di queste autocertificazioni (allegato B) si richiede di allegare l’Isee.
Non si comprende il motivo di questa scelta, visto che l’attuale attestazione Isee riguarda i redditi dell’anno 2018, un riferimento temporale troppo lontano.
Anche su questo punto siamo l’unico Comune ad averlo previsto.
Al contrario si poteva prevedere una cifra limite, presente nei conti correnti bancari o postali dei richiedenti.
Ed ancora, al netto dei limiti del bando, chiediamo che ci sia molta più chiarezza nella comunicazione istituzionale alla cittadinanza.
Ad ora sono presenti due diverse informazioni riguardo il ricevimento del buono spesa: nel primo caso, dal sito istituzionale del Comune,si specifica che i buoni spesa verranno consegnati a domicilio dal personale della Croce Rossa; nel secondo caso, dalla pagina Facebook del Comune, si legge invece che i buoni potranno essere ritirati nelle attività convenzionate.
È di questa mattina, giovedì 9 aprile, la decisione del Comune di sospendere l’acquisizione delle richieste per gli aiuti economici.
Lei, Signor Sindaco, ha giustificato questa decisone con l’esaurimento delle risorse arrivate dal Governo (parliamo di 310mila euro).
Giustificazione che ci sembra poco credibile nei numeri e conferma tutti i nostri dubbi su un avviso pubblico concepito male fin dal primo momento.
A pochi giorni dalla Pasqua alcuni cittadini francavillesi potranno fare la spesa, altri no!
Le responsabilità ci sembrano chiarissime e dovrebbero comportare un rapido ravvedimento nella gestione della crisi da parte della Sua Amministrazione.

Francavilla Fontana, 10 aprile 2020

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