July 14, 2020

Brundisium.net
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La delibera relativa al riordino ospedaliero e della rete emergenza urgenza, modificata rispetto al testo che aveva già ricevuto un esito negativo, non ha superato l’esame in Commissione sanità.

Sei i voti contrari, tra i quali quelli di Cosimo Borraccino (SI) e Paolo Campo (Pd), oltre a i quattro commissari di opposizione Mario Conca e Marco Galante (M5S), Nino Marmo (FI) e Luigi Manca (Cor).

La delibera ha ottenuto i cinque voti favorevoli dei commissari di maggioranza. All’esito della votazione il presidente della Commissione sanità, Pino Romano, ha annunciato le dimissioni.

 

Non sono bastate, quindi le rassicurazioni del neo direttore generale del Dipartimento Salute della Regione Giancarlo Ruscitti (che ha preso da poco il posto di Giovanni Gorgoni) a convincere i commissari sul piano ospedaliero. Ruscitti ha fatto una presentazione di ampio respiro partendo dal Piano operativo, per arrivare ai Livelli essenziali di assistenza (LEA) recentemente aggiornati, agli atti aziendali da approvare da parte da ciascun direttore generale con l’imprimatur dello stesso Dipartimento Salute e con l’impegno dello stesso Ruscitti a incontrare Direttore generali delle aziende sanitarie e sindaci per possibili aggiustamenti in progress.

 
Tutto questo non è stato sufficiente. Dopo gli interventi di ben 14 consiglieri di maggioranza e opposizione (Marmo, Zullo, Borracino, Perrini, Ventola, Gatta, Galante, Conca, Manca, Damascelli, Pentassuglia, Campo, Pendinelli e Pellegrino) in cui sono stati posti diversi rilievi circa il rischio concreto di accentuare le disomogeneità nell’assistenza sanitaria tra le varie province, le perplessità di diversi commissari sono rimaste: oltre a quelle già note di Cosimo Borracino che ha presentato diversi emendamenti, si sono aggiunte quelle di Paolo Campo (PD). Le due defezioni nella maggioranza hanno avuto buon gioco nel determinare, con le opposizioni, il voto finale contrario al provvedimento e le conseguenti dimissioni del presidente della III commissione Pino Romano.
In precedenza la seduta della commissione prevista per venerdì 20 con la partecipazione dell’Assessore alla sanità Michele Emiliano era stata spostata (a seguito di impegni istituzionali del presidente) a lunedì 23 gennaio per la discussione sulle “Linee ed indirizzi di politica sanitaria – Priorità“.

 
Per Cosimo Borraccino “la bocciatura per la seconda volta in Commissione Sanità il Piano di riordino ospedaliero. Un dato politico molto forte di cui il presidente Emiliano deve tener assolutamente conto in futuro. Hanno votato contro oltre al sottoscritto, i due consiglieri del Movimento 5 Stelle, un consigliere di Forza Italia, un consigliere dei CoR, e un consigliere del PD, Paolo Campo. Il presidente della III Commissione, Giuseppe Romano, si è dimesso.

Ci siamo presentati con ben 16 proposte emendative per cercare di risolvere almeno le criticità macroscopiche , sollecitate a viva voce in primis dai cittadini e poi dagli operatori del settore, dalle associazioni di categoria, dai sindacati.

Il nostro voto si è confermato contrario, innanzitutto per la decisione di chiudere 8 ospedali in tutta la regione. Per la scelta di adottare un rapporto tra posti letto per ogni mille abitanti (2,75 PL/1000ab.) di gran lunga inferiore rispetto a quanto previsto dal DM 70/2015, 3,00PL/1000ab.

Si rinunciava quindi senza nessuna logica, senza alcuna sensibilità, ad oltre 1000 posti letto in totale in tutta la Puglia. Tutto ciò a danno soprattutto delle province di Taranto, Brindisi e Lecce, territori carichi di criticità ma che presentano anche un richiamo turistico rilevante per la nostra regione e di cui dobbiamo andare fieri. Ma tutto ciò va assolutamente considerato nel momento in cui si pianifica la gestione della sanità territoriale : da amministratori regionali non possiamo dimenticare che questi territori stagionalmente si trovano a ospitare bacini di utenze elevati o che risultano già gravati da altre drammatiche situazioni ambientali oltre ad essere punti hotspot per migranti. È dunque assolutamente sbagliato che tali territori si fossero ritrovati con un rapporto posti letto/ 1000 abitanti pari a 2,56 e dunque ancora maggiormente al di sotto di quanto previsto dal DM 70/2015 .

Avevamo inoltre proposto di lasciare invariata la Neurochirurgia del “Di Venere” di Bari, il Presidio Ospedaliero di Molfetta, i reparti funzionanti dell’Ospedale di Triggiano e di quello di Casarano, senza dimenticare il nostro ribadito no alla chiusura degli Ospedali di Grottaglie e di quello di Trani.
Inoltre una cosi drastica chiusura di molti reparti e presidi risultava a mio parere ancora prematura, data la mancanza della predisposizione di una rete di servizi sostitutivi, per non parlare della prevista costruzione ex novo di nosocomi come il San Cataldo di Taranto ormai attesa da anni!

Tutto ciò era ed è stato evidentemente ritenuto fondamentale assieme alle altre criticità : stiamo parlando della salute dei bambini pugliesi, della donne pugliesi, degli uomini pugliesi!

Abbiamo ragione quando diciamo che è più appropriato intervenire sulla Sanità privata che dovrebbe funzionare più con le proprie risorse e non con quelle pubbliche. Quando parliamo di contrastare la mobilità passiva, che pesa sul bilancio per ben 250 milioni di euro. La nostra regione è ricca di eccellenze che sarebbero ancora più efficienti se venissero supportate anche minimamente!

A questo punto è necessario un confronto serio all’interno della maggioranza nell’interesse dei pugliesi che attendono una seria programmazione sanitaria.

Il grosso movimento di base della popolazione pugliese ha trovato una giusta rispondenza all’interno della Commissione Sanità, adesso al presidente/ assessore Michele Emiliano il compito di ricomporre la frattura tra la politica e la comunità pugliese.
Sinistra italiana ha mantenuto coerentemente le cose dette da settembre scorso, da quando bocciamo per la prima volta il Piano in Commissione.
Non rinunciamo a lottare per una Sanità migliore.

 
Questa la dichiarazione del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti (Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola)

A dimettersi deve essere non il presidente della Commissione Sanità, Romano, che invece deve rimanere al suo posto, ma l’assessore alla Sanità, Emiliano.

Il Piano di Riordino Ospedaliero viene per la seconda volta sonoramente bocciato dai consiglieri regionali. Una bocciatura trasversale (oggi hanno votato contro anche due consiglieri di maggioranza) che dimostra come la nostra opposizione non fosse strumentale e preconcetta.

I colleghi Borraccino e Campo danno forza alla nostra azione dimostrando che questo Piano di Riordino non è di centrosinistra o di centrodestra: è un provvedimento che deve migliorare la Salute dei pugliesi. Tutti i pugliesi! Per cui il presidenti Emiliano e Romano dovrebbero ringraziare i due consiglieri di riferimento che oggi hanno dimostrato lealtà verso i pugliesi, prima ancora che verso una parte politica.

Emiliano, però, non può non trarre le conclusioni dalla questa seconda bocciatura: ha fallito come Assessore alla Sanità! Se il provvedimento più importante del suo Assessorato non passa l’esame dei consiglieri che rappresentano il territorio, deve essere consequenziale e dimettersi da assessore. Anche perché la Puglia ha bisogno di un assessore alla sanità tempo pieno che sia attento alle esigenze del territorio pugliese, ma soprattutto che abbia il tempo di stare ad ascoltarlo.

 
Il M5S parla di “Fallimento dell’assessore Emiliano”: “La seconda bocciatura di questo piano di riordino è un fallimento di Michele Emiliano da assessore alla Sanità.” Questo il primo duro commento degli otto consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle in seguito a quanto accaduto in III Commissione al termine della quale il presidente della stessa Giuseppe Romano si è dimesso in seguito alla bocciatura del piano di riordino.

“E’ il giusto esito – proseguono i cinquestelle – per un piano pensato male e progettato peggio che non andava semplicemente rivisto ma totalmente modificato. Un piano fatto di tagli e chiusure immediate e di promesse future di riconversione, riprogettazione della rete emergenza-urgenza ecc. da realizzarsi non si sa bene quando. Un piano che ha privilegiato la salute dei bilanci regionali rispetto a quella dei cittadini pugliesi. Questa bocciatura e le dimissioni del presidente Romano – concludono – dimostrano ancora una volta la debolezza di questa maggioranza, puntualmente spaccata quando si tratta di prendere decisioni di fondamentale importanza per la Regione.”

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