May 25, 2020

Brundisium.net
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Oggi vorrei fare con voi una riflessione. In questi giorni a causa di questa tempesta sociale chiamata coronavirus (COVID-19), che ci vede coinvolti, mi riaffiora l’idea che dovremmo sfruttare questa occasione per recuperare il valore della LENTEZZA MEDITERRANEA e qui mi spiego: qualche decennio fa ho preso coscienza di questo concetto, che è riemerso qualche anno dopo grazie al Prof. F. Cassano con il suo PENSIERO MERIDIANO.

Chi mi conosce bene sa che nel mio DNA c’è iperattività paterna (tanto da sottrarre tempo al sonno) e pacatezza materna; ma nonostante la mia vita sia regolata dai motti: “fare tutto e subito” perché “il dopo è parente del mai”, ho sempre ammirato il grande patrimonio da salvaguardare a cui noi gente mediterranea apparteniamo.

Consapevole che LENTEZZA e VELOCITA’ sono antitetiche e complementari, come la velocità della tecnologia e la lentezza del pensiero umanistico; consapevole di quanto bene la tecnica possa fare e di quanto male essa possa realizzare, questa LENTEZZA, evidente soprattutto a Sud, negli ultimi cinquant’anni è stata vista come stereotipo negativo, di fatto invece ha dato origine alla creatività, all’arte e soprattutto al genio. Bisogna guardare al Sud come prospettiva diversa.

I cultori della VELOCITA’, che è conseguenza della modernità, vedono la LENTEZZA come sinonimo di arretratezza, invece custodisce un punto di vista sul mondo che è semplicemente diverso. Qui il libero scorrere del tempo ha permesso di assaporare la vita e sviluppare la riflessione. Rappresenta un pensiero ricco ed originale che lotta contro ogni forma di fondamentalismo.

Mediterraneo come spazio di mobilità turistica e di emigranti per eccellenza, definito anche mare lento per popoli lenti. Un mare che comprende la terra. Una via d’accesso e non di sbarramento.
Mediterraneo che come ricorda G. Salvatores, un poeta scrisse “comincia là dove nascono i primi ulivi e finisce dove spuntano le palme del deserto”. Dove appunto si respira mare e deserto. Dove si contempla: il sole, il clima mite, le case bianche, i muri a secco e le cicale frinire.

E che dire della salutare Dieta Mediterranea (patrimonio dell’Unesco), fonte di longevità e convivialità, caratterizzata anch’essa dalla lentezza basti considerare: il tempo per trovare gli ingredienti, per cucinare e consumare il pasto.

Bisogna recuperare il positivo della nostra storia e della nostra tradizione, per riscoprire il passato che ci fa comprendere il presente ed è risorsa del futuro.

 

Qualcuno ha detto “siamo più ricchi di un tempo eppure corriamo come se fossimo più poveri”. La SAGGEZZA è lontana dalla VELOCITA’. Quindi bisogna recuperare il piacere della lentezza, che è cura contro i fondamentalismi dei pensieri totalizzanti e come ci ricorda il Prof. Cassano bisogna “superare l’antagonismo tra pensiero oceanico legato alla globalizzazione e il pensiero meridiano legato al contesto della comunità territoriale”.

In quest’epoca di consumismo dove tutto si usa e si consuma velocemente, dove i programmi scolastici diventano sempre più vasti, dove la burocrazia nonostante quel che si dica in realtà aumenta, dove la moda va così veloce da far dire ad uno stilista come Giorgio Armani di rallentare quei ritmi forsennati che il fashion system ha avuto in questi anni e la lista potrebbe andare avanti all’infinito, bisogna riappropriarsi del tempo.

A chi affermava che non si può rallentare neanche un po’, questo virus ha insegnato che non solo si può rallentare, ma ci si può persino fermare. E tutti abbiamo potuto constatare con quale velocità la natura ha cercato di riprendersi gli spazi e i tempi che l’uomo gli ha usurpato.

Quindi ripartiamo alla grande, ma riappropriamoci della nostra dignità, non perdiamoci i dettagli e soprattutto instauriamo un atteggiamento empatico con l’ambiente per non deturparlo!

 

Dott.ssa Anna Cinzia Gatti

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