August 20, 2026

La rappresentazione teatrale del Venerabile camminatore Padre Francesco Convertini in programma giovedì 20 Agosto alle ore 20,30 all’aperto nella Piazza della Quercia di Marinelli sarà dedicata alla memoria di Don Dino Petruzzi, il sacerdote salesiano di Cisternino recentemente scomparso e profondamente legato alla straordinaria figura del Venerabile, perché sostenitore della marcia della Pace che vede ogni anno migliaia di fedeli partire dal Teatro Paolo Grassi di Cisternino per raggiungere la quercia della frazione luogo di devozione di “Pather Francis”. Nell’ottobre 2017 un momento storico indimenticabile seguito da Don Dino in persona, il viaggio in India delle delegazioni politiche ed ecclesiastiche delle comunità di Cisternino e di Locorotondo per sostenere la beatificazione/canonizzazione di Padre Francesco nei luoghi che lo hanno visto impegnato in prima persona nelle missioni di pace. Probabilmente di quell’evento ci sarà un ricordo durante i saluti rituali a fine rappresentazione. È prevista una bella cornice di pubblico con oltre duecento spettatori pronti a seguire l’apprezzato spettacolo culturale dedicato a Padre Francesco Convertini che ha speso la sua esistenza al servizio della comunità ed in particolare dei più bisognosi. “Poche volte Padre Francesco tornò nella sua terra dopo la sua scelta. Una scelta di vita in povertà e soprattutto di missione per la sua gente di Krishnagar – dice Francesco Soleti, attore protagonista della rappresentazione teatrale – in una occasione, pochi giorni prima della sua partenza in India, ancora con la tonaca di seminarista Salesiano, propone una novena nella chiesetta di Marinelli per provare a ottenere la Grazia dell’Acqua, in una terra arida di piogge da mesi, con la sua gente in preda alla disperazione, per i raccolti, per la sete.
Le testimonianze raccolte da Don Lino Palmisano, come le memorie di tanti, raccontano che proprio il nono giorno piovve, si scatenò un intenso temporale durante questa novena, con tanta acqua, con il sole che “spaccava le pietre” solo qualche minuto prima. Oggi è ufficialmente riconosciuto come “Miracolo” dalla Chiesa.
La rappresentazione in questo luogo, nella scenografia di quella chiesetta, i trulli e i casolari che la affiancano, l’imponente fragno, avrà un potente significato”. Il protagonista racconta della grande partecipazione della comunità di Marinelli in questi giorni di prove: “Si vede grande fermento per questa replica unica e speciale – continua Francesco Soleti – Piazza della Quercia si è trasformata in “sala prove”.
Bellissimo condividere questa nostra esperienza con chi abita sul posto. Abbiamo invitato qualcuno di loro a prendere parte alla rappresentazione, ed hanno risposto con enorme entusiasmo.
E’ bello apprendere di alcuni ricordi legati alle ultime visite di Padre Francesco. Camminava qui, salutava tutti, si fermava con i bambini. Regalaremo al pubblico una grande emozione”.
Ricordo affettuoso e commosso del medico ex sindaco Luca Convertini che ripercorre l’esperienza del viaggio in India in memoria del Venerabile Padre Francesco Convertini: “Questa esperienza mi ha confermato che l’eredità di grandi educatori come Padre Francesco non si misura nell’appartenenza formale o nel dogma, ma nell’impronta umana che si lascia agli ultimi e alla collettività.
Nell’ottobre 2017, mentre ero Sindaco di Cisternino, ho avuto il dono di trascorrere con Don Dino un tempo breve ma intenso in India, in cui ho potuto scoprirne da vicino la straordinaria caratura umana, la dedizione al modello educativo di Don Bosco e l’amore smisurato per la nostra terra.
Eravamo partiti come rappresentanza ufficiale da Locorotondo e Cisternino, per raggiungere i luoghi della missione di Padre Francesco Convertini e accompagnare la traslazione delle sue spoglie a Krishnagar.
I primi giorni furono segnati dall’incertezza sull’autorizzazione all’esumazione. Ricordo la trepidazione di Don Dino e la sua ansia di non riuscire a salutare il “suo” Padre Francesco.
Poi, la mattina dell’ultimo giorno, arrivò il via libera. Don Dino ne era intimamente convinto: quello era il primo miracolo di Padre Francesco, che aveva superato l’ostacolo burocratico proprio per lui, sapendo che non avrebbe più avuto un’altra occasione per ritornare in quella terra. L’ansia lasciò il posto a una gioia pura e luminosa.
Non dimenticherò mai il suo sguardo commosso davanti a quei resti: una testimonianza di dedizione profonda che toccava il cuore di chiunque gli fosse accanto”.

FRANCESCO ZIZZI

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