August 20, 2026

Apprendiamo dagli organi di informazione che ignoti, approfittando della scarsa sorveglianza, hanno vandalizzato le strutture sportive che erano state realizzate all’interno del CAG del quartiere Paradiso.
Ancora una volta la città deve fare i conti con sacche di ignoranza, mista a vandalismo verso i beni pubblici, quasi che per queste persone tutto quello che si trova fuori dall’uscio di casa non solo non gli appartenga, ma sia un nemico da abbattere, distruggere, eliminare.
Decenni di studi sociologici ci indicano che purtroppo la vandalizzazione dei beni altrui è l’anticamera di ogni percorso criminale: si inizia, vantandosene in giro, con la distruzione di tutto quello che si incontra per strada, – dai parchi pubblici alle panchine, dalle fioriere alle fermate degli autobus, sino alle auto parcheggiate – , per poi passare ai piccoli furti, agli atti di bullismo , e che tutto questo serva a “farsi conoscere” negli ambienti criminali, dove prima o poi qualcuno ti proporrà affari più grandi.
Da anni ripetiamo che bisogna educare, intervenire nelle scuole e nelle istituzioni ad ogni livello, per far capire a questi ragazzi che il loro è un percorso che non porta da nessuna parte, se non ad una vita vissuta ai margini della società, al carcere, ed alla perdita della libertà oltre che spesso della propria vita.
Contemporaneamente non possiamo però non ribadire per l’ennesima volta che sono troppi, e che sono troppo ricorrenti, le vandalizzazioni di beni pubblici, che si ristrutturano e si “abbandonano” a sè stessi, senza alcuna forma di sorveglianza sugli stessi.
La circostanza che il CAG del quartiere Paradiso confini con il Comando della Polizia Locale ci addolora maggiormente, nel constatare che neanche la presenza fisica di una Istituzione ad un tiro di schioppo ha fatto desistere i vandali dalla loro opera di distruzione.
La presente, per ribadire ai funzionari di palazzo di Città, – che più degli amministratori sono la memoria storica degli avvenimenti in oggetto – , che ogni volta che si realizza un’opera pubblica, o che si intercettano fondi per ristrutturazioni di beni già esistenti, vanno previsti impianti di video sorveglianza, antiintrusione, videocollegati con le Forze dell’ordine, per poter intervenire tempestivamente, salvare i beni sotto attacco, e possibilmente individuare i responsabili, augurandoci per questi ultimi mesi di affidamento ai servizi sociali e di pubblica utilità, per indurli a restituire alla Città parte di quello che hanno predato.
Al Sindaco Marchionna, e agli assessori interessati, l’invito ad adottare atti conseguenziali.

Cesare MEVOLI
Nicola DI DONNA
Luca TONDI

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