July 15, 2024

Brundisium.net

Nota dell’ex Sindaco di Carovigno Massimo Lanzilotti e dell’ex Presidente del Consiglio comunale Francesco Leoci sulla sentenza del Tribunale Civile di Brindisi che ne rigetta l’incandidabilità.

“Decaduta anche la nostra incandidabilità, finalmente liberi da ogni accusa infondata.
Dopo la sentenza di piena assoluzione nel penale, arriva la sentenza del Tribunale Civile che rigetta la nostra incandidabilità.
Il Tribunale di Brindisi ha rigettato la richiesta del Ministero dell’Interno e della Prefettura relativa alla nostra incandidabilità.
Con questa Sentenza è stato stabilito che non ci sono nostre responsabilità e che le richieste di incandidabilità non erano fondate. Questo lo si sapeva già dal giorno della pubblicazione dell’Ordinanza del GIP dell’8 giugno 2020. E non lo diciamo noi ma ben tre Magistrati!
Ora ci chiediamo: dopo l’ assoluzione con formula piena nel procedimento penale e con questa pronuncia a noi favorevole, c’erano i presupposti per il disposto scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose? È legittimo e fondato quel provvedimento? Noi crediamo di no.
Il nostro augurio adesso è che tutto il lavoro che abbiamo lasciato possa essere portato avanti con serenità, senza caccia alle streghe, e che alla città possa essere restituita quella dignità che molto spesso è stata calpestata in tutto questo periodo.
Milioni e milioni di euro di finanziamenti ottenuti e già inviati al Comune non possono essere accantonati solo perché sono stati ottenuti dall’amministrazione Lanzilotti”.

 

Nota del Consigliere regionale ‘CON’ Alessandro Leoci.
“Oggi abbiamo l’esempio di come i principi costituzionali facciano sintesi nel c.d. giusto processo.
Un’altra pronuncia che riabilita un’intera comunità e che segue quella di assoluzione dell’ex Sindaco Massimo Lanzilotti e dell’ex Presidente del Consiglio Comunale Francesco Leoci a Carovigno.
Per l’accoglimento della richiesta di incandidabilità ai sensi del D. Lgs. n. 267/2000 è necessario provare, sia pure sulla base sommaria preventiva, tipica dello strumento, che il collegamento e il condizionamento di tipo mafioso sia intercorso tra gli amministratori o i dirigenti apicali. Il giudice, nel caso di specie, ha evidenziato come la sussistenza di detti presupposti non sia stata provata rendendo ultronea la richiesta.
Alla luce di ciò, come già sottolineato dai due ex amministratori, c’erano i presupposti per il disposto scioglimento comunale per infiltrazioni mafiose? Era questo legittimo e fondato?
Servirebbe un ripristino della vita amministrativa per dare piena espressione alla libertà della democrazia popolare che viene espressa tramite il diritto di voto.
Ahimè, ricordo che l’ex amministrazione è stata sciolta prima con l’art. 141 del Tuel, così come agli atti del consiglio comunale del 30.12.2021, dove si evince come alcune forze politiche di opposizione e maggioranza (forze di centrodestra e centrosinistra) abbiano deciso anticipatamente di negare la possibilità di una impugnazione del successivo decreto di scioglimento per infiltrazione mafiose.
Allo stato degli atti, se in quel consiglio comunale di fine anno alcuni consiglieri fossero stati uniti per la loro comunità, oggi Carovigno avrebbe avuto grosse possibilità di riprendere la vita amministrativa.
Mi auguro che sia ripristinata la vita politica nel palazzo di città affinché si dia continuità ai finanziamenti aggiudicati all’amministrazione Lanzilotti, i quali darebbero un grande impulso allo sviluppo della comunità”./comunicato

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