November 24, 2020

Brundisium.net
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Come di consueto, i Carabinieri Forestali della provincia di Brindisi pongono grande attenzione alle attività di autoriparazione (meccatronici, carrozzieri, gommisti), che costituiscono, se non condotte a norma di legge, un potenziale rischio di fonti di gestione illecita di rifiuti, in gran parte pericolosi, e di eventuale smaltimento incontrollato sul territorio.

Pertanto, sistematicamente il Gruppo Carabinieri Forestale di Brindisi, avvalendosi delle Stazioni Forestali di Brindisi, Ceglie Messapica e Ostuni, pianifica dei controlli mirati su tutto il territorio provinciale, che tra l’ altro è caratterizzato da un diffuso esercizio abusivo di tali attività, a danno, oltre che dell’ ambiente (mancandovi ogni tracciabilità dei materiali acquisiti e quindi dello smaltimento a seguito dei lavori, leggi: registro di carico e scarico), anche degli operatori di settore legalmente autorizzati e registrati alla Camera di Commercio.
I controlli sono stati indirizzati sia a verificare la titolarità dell’ esercizio dell’ attività, sia il rispetto delle norme ambientali, soprattutto relative alla gestione dei rifiuti (Decreto Legislativo n. 152 del 2006) ed alla disciplina urbanistico-edilizia (Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001); inoltre, in quest’ ultimo periodo, si è avuto anche riguardo sulle misure di sicurezza negli ambienti di lavoro connesse in particolare con l’ emergenza pandemica da “coronavirus”.
Nello specifico, dall’ inizio del 2020 è emerso che 4 officine non erano in regola con l’ autorizzazione (si aggiungono alle 21 individuate in precedenza); la Legge n. 122 del 1992, che tuttora disciplina l’ esercizio di attività di autoriparazione, prevede una sanzione amministrativa di oltre 5.000 euro per l’ esercizio in assenza di autorizzazione, e la confisca di tutte le attrezzature.
Sono stati inoltre denunciati alla Procura della Repubblica di Brindisi 6 persone (su 5 officine, di cui abusive) per deposito incontrollato e gestione illecita di rifiuti (art. 256, commi 1 e 2 del citato “Testo Unico Ambientale”).

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