September 30, 2020

Brundisium.net
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Una bomba nella notte in un bar della Commenda, auto in fiamme a Sant’Elia, colpi di arma da fuoco in pieno giorno sempre alla Commenda. Mentre si compiono sforzi da parte di istituzioni e cittadini per migliorare l’immagine della città nel Paese e nel mondo, la criminalità si presenta come una malattia cronica, una malattia dalla quale non si guarisce e della quale si curano gli eccessi quando si presentano.

 

Nel settembre scorso dopo l’omicidio di un giovane diciannovenne nel quartiere Perrino scrivevamo che la situazione è grave e, pur riconoscendo il meritorio impegno delle forze dell’ordine e alcuni positivi risultati da esse ottenuti, dobbiamo dire che quanto si sta facendo non basta perché, come i fatti dimostrano, le misure adottate risultano insufficienti a causa della limitata disponibilità di uomini e mezzi.

 

Questa preoccupante serie di episodi delittuosi, anche se dovessero essere scollegati tra loro, indica senza ombra di dubbio un diffuso malessere sociale a cui vanno date rapide risposte raddoppiando gli sforzi e chiamando ogni istituzione ad un maggiore impegno e coordinamento. Riteniamo che siano anche necessarie azioni preventive di tipo sociale come la diffusione della scuola a tempo pieno sin dall’infanzia ed il sostegno a settori economici meno soggetti alla volubilità del mercato finanziario mondiale. Si tratta evidentemente di provvedimenti che riguardano la responsabilità del Governo nazionale ma che devono essere pretesi dalle autorità locali. Nel contempo è necessaria una azione di controllo sul territorio. Se la criminalità a Brindisi è un fenomeno cronico di lunga durata, permanente dovrebbe essere il potenziamento dei pattugliamenti e dei controlli, e l’istituzione di punti di vigilanza nei quartieri. La paura attanaglia i residenti nei quartieri periferici perché lì più frequentemente si verificano le azioni criminali.

 

Nell’ultima relazione della Direzione Distrettuale Antimafia riguardo a Brindisi si legge: “Le organizzazioni criminali brindisine continuano a dimostrare particolare efferatezza, oltre che nel racket delle estorsioni, anche nella commissione dei reati contro il patrimonio, in particolare rapine consumate anche in pieno centro cittadino. Delitti commessi in alcuni casi da gruppi composti da soggetti di origine barese e foggiana. In relazione, invece, al fenomeno della criminalità rurale, si evidenzia come anche il settore agroalimentare sia fonte di interessi illeciti. Nel territorio in esame, infatti, al pari dei reati predatori, rilevano le dinamiche criminali connesse ai furti di mezzi agricoli con finalità estorsiva, attuati con la pratica del cd. “cavallo di ritorno”, o indirizzate all’immissione nel commercio legale di una sorta di mercato nero dei mezzi agricoli, venduti ad un prezzo inferiore del loro valore commerciale.”

 

Brindisi necessita della stessa attenzione riservata ad altre parti della Puglia proprio in queste settimane e il Governo deve dotarla delle risorse necessarie, di mezzi e di uomini, per assicurare le attività di prevenzione e controllo.

 

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