October 25, 2020

Brundisium.net
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E’ lite politica a San Pietro Vernotico dopo la manifestazione per la sanità organizzata dalla CGIL con la massiccia adesione di praticamente tutte le forze politiche.

 

Ad accendere la miccia è il Sindaco Ricco che rivolgendosi al segretario CGIL Macchia cosi scrive:
“Caro Segretario Macchia Antonio come vedi, nonostante i tuoi auspici, vi è chi fa finta di non aver compreso il significato della manifestazione organizzata in San Pietro vernotico la cui portata andava ben oltre l’ex Ospedale Ninetto Melli per le ragioni che hai cercato di spiegare a tutti. E’ indefinibile il maldestro tentativo della segretaria locale di nascondere responsabilità politiche enormi del PD……. Dietro le finalità di una commissione consiliare comunale. Non avevo compreso che il futuro della sanità in Provincia di Brindisi dipendesse dagli incontri della commissione consiliare istituita in San Pietro Vernotico. L’attuale segretario del PD ed i consiglieri comunali (attuali ma anche quelli della precedente amministrazione) hanno bussato in ogni casa per chiedere il voto per l’attuale Presidente Emiliano e per Romano, entrambi eletti in quota al PD: è sufficiente affermare di non aver condiviso le scelte da questi effettuate per sentirsi con la coscienza a posto e nel diritto di contestare chi partecipa a libere e pubbliche manifestazioni? Non ho letto di richieste del PD locale rivolte ai propri rappresentanti politici in Regione mirate a sfiduciare chi ha deciso negli ultimi 15 anni le sorti della sanità in provincia di Brindisi. Il segretario del PD locale con le sue dichiarazioni ha forse inteso affermare che se il PD dovesse ricandidare Emiliano lui voterebbe per altre forze politiche? Io non discuto l’operato dell’ex Presidente Fitto per il solo fatto che ha concluso la sua esperienza in Regione nel 2005. Ha errato? Vi era tutto il tempo per porre rimedio. Affermando, come ha effettuato il PD locale, che lo stato attuale della situazione è addebitabile all’ex Presidente Fitto, si definisce indirettamente e contestualmente incapace chi ha gestito la sanità nei quasi 15 anni trascorsi dalla riforma Fitto, durante i quali, evidentemente, una classe politica non ha varato e realizzato, come dichiarato dal locale segretario del PD, nulla di positivo tanto da costringere gli iscritti a prendere le distanze dall’operato di Emiliano! Non comprendo perchè non avrei dovuto supportare l’azione del sindacato rappresentando oggi una intera comunità colpita dal piano di riordino a firma PD e criticare lo stato impietoso della sanità in Provincia di Brindisi: è un dato oggettivo! Basta poi con la favola di chi si è dissociato ed ha lavato le proprie colpe! Sino a gennaio del 2017 tutto il PD ha condiviso l’attività dell’ex Sindaco Renna, e, anche dopo, nella sua lista per le elezioni comunali, ha inserito ex consiglieri che sino all’ultimo consiglio comunale hanno votato a favore della prosecuzione del mandato! Non solo: visto che Il segretario del PD chiede a comuni cittadini del tempo dove si trovavano negli anni trascorsi, mi chiedo: Ermanno Manca ha presentato qualche denuncia nel 2015/2016 rispetto a quanto tutti conoscevano perché palese, ed è poi emerso dal contenuto di una notizia di reato (informativa prot.256826/2018) secondo cui , ad una persona molto vicina, sin dalla campagna elettorale, alla amministrazione comunale Renna ma priva di titolo legittimante, era stata affidata l’organizzazione di eventi. Figura che, scrivono gli investigatori, “….appariva strumentale al mantenimento dei rapporti tra amministrazione comunale e la locale criminalità organizzata”! Le indagini hanno riguardato i rapporti tra l’amministrazione Comunale nel 2016 in quota al PD, ma la stessa identica situazione si è vissuta nel 2015. E’ imbarazzante aver verificato che chi aveva l’obbligo, non solo morale, di denunciare ha fatto finta di non vedere, ha condiviso l’operato della amministrazione sino a gennaio 2017! Tornando ai temi della sanità, da consigliere comunale di opposizione e da cittadino ho dimostrato con comportamenti concludenti (il ricorso presentato al Tar) di porre in essere ogni azione contro un piano di riordino fallimentare per la provincia di Brindisi e contro la chiusura dell’ex Ospedale Melli ; il PD locale non ha fatto nulla di concreto (la sfiducia a Renna è neutra rispetto ai problemi della sanità), se non prendere, solo sulla carta, le distanze da Emiliano e Romano. E’ questa la differenza tra chi agisce e chi riempie solo articoli di stampa, pur essendo al potere della sanità pugliese da 15 anni. Ed è questa la ragione per la quale anche a livello locale il PD ha perso le elezioni. La commissione consiliare istituita in San Pietro vernotico svolgerà il ruolo conoscitivo cui è preposta: nulla di più, e lo farà riprendendo i lavori in settembre. L’Amministrazione Comunale continuerà a supportare l’azione del sindacato e di chiunque, con i fatti, intenda opporsi all’attuale stato della sanità pugliese. Chi opera con la finalità di rompere un fronte unitario di lotta su un tema così delicato e rilevante, intende solo dare forza all’attuale Piano di riordino, altro che prendere le distanze!!!:”

 

Il primo a rispondere a Rizzo è “Senso Civico” il movimento di Pino Romano

In merito alle dichiarazioni del Sindaco Rizzo apparse sulla stampa il primo settembre scorso, in ordine all’iniziativa di protesta contro il Piano Regionale di Riordino della Sanità promossa della CGIL di Brindisi, non possiamo esimerci dal fare le seguenti osservazioni.
1. Come noto a tutti, il Sindaco di San Pietro Vernotico, di recente, è stato coinvolto in una vicenda giudiziaria dove, insieme ad esponenti della sua stessa Giunta, viene accusato di reati piuttosto “sgradevoli” e gravi, tanto che è stato destinatario di una misura cautelare: gli arresti domiciliari; oltre che amministrativa: la sospensione dalla carica di Sindaco. A causa di tali vicende – per le quali ci auguriamo che il Rizzo riesca a dimostrare la sua estraneità – abbiamo più volte invitato il Sindaco a dimettersi per dare serenità alla comunità sanpietrana. Detto ciò non riusciamo a capire il senso e l’opportunità delle accuse che Rizzo rivolge ai precedenti amministratori della nostra Città; è sconcertante che proprio Rizzo parli – in maniera del tutto infondata – di comportamenti illeciti che sarebbero stati posti in essere dagli ex amministratori e dai gestori di pubblici servizi!

2. Come se ciò non bastasse, il “caro” Rizzo afferma circostanze di cronaca giudiziaria frutto della sua immaginazione e cita procedimenti penali mai esistiti, notizie di reato e querele fantasiose e omissioni e silenzi al solo fine di distogliere l’attenzione dai suoi guai giudiziari e calunniare persone di specchiata onestà e moralità.

3. Da ultimo, il “nostro” riporta perfino interi stralci di una trascrizione di un verbale di indagine della Procura della Repubblica di Brindisi su presunti rapporti tra politica e criminalità organizzata per gettare discredito sui suoi avversari. A tal proposito siamo proprio curiosi di sapere da dove ha estratto tali informazioni il Rizzo, chi gliele ha fornite e se le stesse siano coperte da segreto istruttorio, posto che nessuna delle persone alle quali Rizzo si riferisce ha ricevuto un avviso di conclusioni di indagini a proprio carico. E siamo anche curiosi di sapere cosa ne pensano gli inquirenti di Brindisi del fatto che stralci di atti investigativi vengano pubblicati sulla stampa locale (Cfr. Nuovo Quotidiano di Puglia del 1°.9.2019 – cronaca della Provincia di Brindisi).

 

Così replica invece Ermanno Manca, Segretario del PD di San Pietro Vernotico
Oggi, il primo giorno di settembre, leggo con stupore, un articolo postato in un blog locale, di una cosiddetta lettera inviata dal Sindaco Rizzo al Segretario provinciale della CGIL Antonio Macchia.
In questa missiva, di cui ho ottenuto copia dal giornalista a cui ho chiesto notizie, in quanto nulla mi era stato anticipato, come corretta deontologia giornalistica vuole, vi è a mio parere, il tentativo molto goffo di spiegare come la manifestazione sulla sanità tenutasi qualche giorno fa vicino all’ Ospedale Melli, organizzata dalla CGIL, non sia stata compresa nel significato, la cui portata andava ben oltre l’ex Ospedale Ninetto Melli.
Io direi che invece la lettera di Rizzo, non è altro che il tentativo di adulare, lusingare il Segretario Macchia, come accade nel gioco del tressette, quando si striscia una carta sul tavolo, per indicare che si hanno le carte dello stesso seme, per accreditarsi, posizionandosi dalla stessa parte.
In quella lettera appare in modo evidente la figura del Sindaco Rizzo come opaca, grigia, triste e disperata.
Ormai le chiacchiere stanno a zero, parlano i fatti: il PD di San Pietro Vernotico ha messo a nudo la incapacità del Sindaco Rizzo a portare avanti legittime e sacrosante battaglie a difesa degli interessi della comunità e a difesa dei cittadini amministrati. La Commissione consiliare sull’ ospedale Melli ne è la cartina al tornasole, che è stata affossata e resa improduttiva proprio per responsabilità del Sindaco che ne è il presidente e lo ha fatto in modo chiaro, perché non ha interesse a combattere quella battaglia di cui peraltro in campagna elettorale si era eretto a paladino, solo per il suo ego ipertrofico.
In quella lettera addirittura, per distogliere l’attenzione dai noti pesantissimi fatti giudiziari accadutigli, entra in un delirio di onnipotenza, attaccando il sottoscritto, reo di aver denunciato pubblicamente le sue contraddizioni, oltre che della sua maggioranza, che lo vedono da un lato inadempiente nella commissione consiliare che presiede e dall’altro come partecipante alla manifestazione organizzata dalla CGIL, spacciandosi come un “combattente” senza macchia e senza paura.
Si appella a vicende, a suo dire, avvenute nel 2015/2016, di cui io avrei dovuto esserne a conoscenza e quindi avrei dovuto produrre denuncia. Siamo alla disperazione del Sindaco: adduce un fantomatico, avviso di notizia di reato indicandone il protocollo (informativa prot. 256826/2018) di cui il sottoscritto, non essendo né inquirente, né avvocato difensore, non ne conosce il contenuto e che tra l’altro, essendo una informativa del 2018, come evidente dal protocollo, come avrebbe potuto il sottoscritto, conoscerne il contenuto con due anni di anticipo; e ancora Rizzo afferma che nell’ informativa vi è scritto che ad una persona molto vicina, sin dalla campagna elettorale, alla amministrazione comunale Renna ma priva di titolo legittimante, era stata affidata l’organizzazione di eventi, figura che, scrivono gli investigatori, “….appariva strumentale al mantenimento dei rapporti tra amministrazione comunale e la locale criminalità organizzata”.
Comunico a Rizzo che nella stessa campagna elettorale, che poi ha perso, egli era candidato e se era a conoscenza di reati o illeciti, perché non li ha denunciati lui ?
Io posso affermare senza tema di smentita, che ho sempre prodotto denuncia, quando sono venuto a conoscenza di reati, e facendolo a viso aperto, subendone anche le conseguenze, come il sindaco Rizzo sa bene.
Di certo c’è anche che il PD locale ha preso posizione facendo opposizione all’ Amministrazione Renna, di cui non ne condivideva l’operato, tanto da provocarne le dimissioni. Il PD ha prodotto i consigli comunali monotematici sul Melli, mettendo alla corda i vertici della ASL provinciale, quando il Sindaco Renna firmava in solitudine la chiusura dell’ospedale, annunciandolo in una conferenza stampa insieme al Presidente Emiliano e al consigliere Romano, che è il Presidente della commissione regionale della sanità.
Senza insinuare sospetti nell’opinione pubblica, tra l’altro attraverso articoli che utilizzano aggettivi per rafforzare il sospetto e che sono senza dubbio meritevoli di denuncia per diffamazione, dica il Sindaco Rizzo, chi sono questi soggetti che figurano nella informativa indicata che avevano o hanno rapporti con la criminalità organizzata, renda pubblico, il Sindaco Rizzo, il contenuto di questa informativa e se ne assuma le responsabilità. Faccia chiarezza su questi fatti, di cui egli si serve per “la battaglia politica” e non scada così in basso nel creare una cortina fumogena e cercare di pescare nel torbido, pur di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai suoi guai e dalla sua incapacità ad amministrare una città i cui problemi sono ormai sotto gli occhi di tutti e che testimoniano il disinteresse del sindaco, che ha altro per la testa a cui pensare.
Ormai abbiamo capito che il sindaco è in difficoltà e che è impegnato a ricostruirsi una immagine ormai appannata dalle informazioni di garanzia, dalle inchieste giudiziarie e dai provvedimenti cautelari e lo sarà ancora di più dai probabili rinvii a giudizio.
Non può continuare il Sindaco, ad arrampicarsi sugli specchi, tentando di infangare l’immagine di persone che della Legalità ne hanno fatto la bandiera, a costi altissimi, subendo rappresaglie, come ripeto il sindaco sa bene.
Caro Pasquale, io capisco la tua amarezza e comprendo il tuo stato d’animo, ma non puoi usare metodi e prassi degni di un analfabeta politico, rischiando di danneggiare o peggio vanificare, quanto di buono è stato costruito con enorme sacrificio in questi ultimi 25 anni.
Purtroppo tocca a te difenderti da accuse, da quanto si apprende, molto pesanti, che coinvolgono anche rappresentanti autorevoli della tua amministrazione.
Difenditi nelle sedi appropriate, senza tentativi di infangare altri per difendersi maldestramente, perché questo succede quando si vuole stare a tutti i costi sullo scranno più alto dell’Amministrazione con problemi così seri. Ti chiedo, per il bene della città e anche per il tuo bene, di liberare San Pietro da questo “assedio”, perché ormai sei finito, purtroppo per te, in una situazione paradossale da cui non ne uscirai bene e tu lo sai.
Un saluto.

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