April 13, 2024

Brundisium.net

Nei giorni scorsi, all’esito di complessa attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi nella persona del Pubblico Ministero Dottor Raffaele Casto, gli agenti del Commissariato di Ostuni, in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza di Ostuni, hanno eseguito un sequestro di beni mobili illegittimamente acquisiti nel corso del tempo da parte di un pregiudicato del posto, identificato in P.C., 55 anni, tratto in arresto per reati inerenti lo spaccio di grossi quantitativi di droga del tipo hashish, ricettazione ed evasione dagli arresti domiciliari.

Il Giudice per le Indagini preliminari, D.ssa Stefania DE ANGELIS, nell’ambito delle disposizioni del Codice Antimafia, disponeva la confisca previo sequestro a carico del P.C. della somma di 13 mila e 600 euro sulla base della articolo 12 sexies del D.L. 306 del 1992.

Il provvedimento di contrasto alla criminalità mafiosa mira ad evitare che il danaro di provenienza delittuosa possa consentire la commissione di altri delitti gravi come quelli per i quali è giunta a carico dell’interessato la condanna in via definitiva.

 

I Fatti: Il P.C. tratto in arresto per spaccio di circa 5 chili di hashish, dopo un periodo di carcere, fu assegnato agli arresti domiciliari.

 

I costanti controlli da parte dei poliziotti del Commissariato della città Bianca evidenziarono delle violazioni che ne determinarono la riassegnazione in galera ed inoltre, nel corso di una perquisizione in casa contestuale alla traduzione nella Casa circondariale, il pregiudicato fu trovato in possesso della somma di 13.600,00 euro suddivisa in diverse banconote, abilmente nascoste all’interno di una busta, dentro un doppiofondo appositamente ricavato in un mobile dell’abitazione, oltre alla contabilità dello spaccio, sim card e telefoni cellulari.

Un somma eccessivamente elevata e sproporzionata rispetto al reddito e della quale l’interessato non era in grado di dare alcuna valida giustificazione in merito al possesso.

 

Dopo il sequestro della stessa, veniva chiesta la confisca del denaro poiché accertamenti relativi ai redditi dichiarati e alle attività economiche svolte dal P.C. consentivano di dimostrare che lo stesso non aveva mai di fatto lavorato, dichiarando ufficialmente redditi neppure adeguati a garantire il soddisfacimento dei bisogni primari della persona.
Nella giornata di ieri, dunque, in seguito al rintraccio del pregiudicato, si procedeva ad “aggredire” i beni mobili attualmente nella sua disponibilità, sottoponendo a sequestro penale un utilitaria del valore di circa 2000 euro e un conto corrente bancario a lui intestato.

 

Le attività ad ogni modo proseguono onde poter rintracciare altri beni da sottrarre al pregiudicato garantendoli alla giustizia.

 

I servizi di controllo del territorio da parte della Polizia di Stato proseguiranno nei prossimi giorni nell’ottica del perseguimento della sicurezza generale in una cornice di collaborazione da parte della cittadinanza che si auspica possa essere sempre più consistente e tangibile.

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