October 27, 2020

Brundisium.net
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 Si è svolta lunedì 22 maggio a Giffoni Valle Piana (SA), presso la Sala Truffaut del Giffoni Film Festival, la cerimonia di premiazione della Seconda Edizione del Premio Culturale Nazionale ‘I talenti di Alphanus’, concorso bandito dal Liceo Statale ‘Alfano I’ di Salerno, che quest’anno chiedeva ai partecipanti per la Sezione Artistico-Letteraria di sviluppare il seguente tema: ‘Humanitas! Viaggio per riscoprirci esseri umani’, allo scopo di ritrarre i tanti volti di un’umanità talora sopita e trascurata e da qui ripartire per proporre un nuovo ideale di umanesimo che riaffermi il primato dell’essere umano e la centralità della persona rispetto ai poteri economici, alla tecnologia, a modelli culturali che sviliscono la dignità dell’uomo.

 
Mariagrazia Ignone, della classe III B (Arti Figurative) del Liceo Artistico ‘E. Simone’ di Brindisi (nella foto), arrivata tra i cinque finalisti, ha conseguito il Premio Menzione Speciale con la seguente motivazione: ‘PER IL PROFONDO MESSAGGIO DI SPERANZA CHE IMMAGINE E TESTO VEICOLANO’.

 
La studentessa ha partecipato al concorso per la sottosezione ‘Raccontami una foto’, inviando un suggestivo scatto della statua raffigurante Domenico Modugno, ritratta al tramonto di un giorno in cui il cielo appare nuvoloso (nella foto), e associando un breve racconto dal titolo ‘Al di là delle nuvole’, nel quale sviluppa il tema richiesto, arricchendolo di riferimenti a due noti testi del cantautore, ‘Nel blu dipinto nel blu (Volare)’ e ‘Cosa sono le nuvole’:
Chiedo a chiunque voglia rivolgere l’attenzione a questa mia istantanea di non limitarsi semplicemente a guardarne l’aspetto, per dir così, superficiale, no, io chiedo di guardare oltre, di osservare con minuzia, perché niente è come si crede.

 
A volte è difficile uscire dal buio, ci sono momenti nella nostra vita in cui sembra che niente andrà per il verso giusto, ogni cosa pare fatta apposta per ferirci. Le nostre paure, i nostri sentimenti, le nostre delusioni, i litigi, il dolore, sono come un velo nero che ci avvolge, che non ci fa vedere oltre, che non ci fa sentire niente se non sofferenza. Ci troviamo ad affrontare ostacoli sul nostro cammino, a tal punto da credere che niente più andrà meglio, e che forse quello ci accade sia ciò che, in fondo, ci meritiamo.

 
MA se non siamo noi a volere che le cose cambino, se non crediamo ciò, allora niente si sistemerà, e niente andrà meglio. Ognuno di noi deve cadere, per poi guardare su, riflettere e trovare la forza, un perché per rialzarsi.
La parte inferiore del mio scatto appare spontaneamente più scura. Forse è qui che si racchiudono un momento di buio, un crollo, una sofferenza, mentre le case intorno assumono le fattezze di ostacoli, ansie, paranoie, incubi, creati da noi stessi, e che ci avvolgono, chiudendoci e impedendoci di vedere.

 
MA siamo sempre noi, noi che non vogliamo vedere, perché abbiamo paura di affrontare, perché abbiamo paura di vivere.

 
Eppure un uomo, sebbene sofferente, ha deciso di provarci, perciò spalanca le braccia di fronte a un cielo nuvoloso, perché sa, perché, dopo essersi chiesto cosa siano le nuvole, ha compreso che sempre ritorneranno e sempre passeranno, ma che, oltre, c’è un magnifico cielo, fatto di blu dipinto nel blu. Quel cielo è lì. Basta solo volerlo vedere, basta solo voler volare.

 

 

Anche lo studente Samuel Maglie, della stessa classe di Mariagrazia, ha aderito al concorso inviando una foto raffigurante una scarpa ‘abbandonata’ sul litorale adriatico del Salento, a cui ha associato un breve racconto dal titolo ‘Quell’ultimo tramonto’, che narra la storia di Endrio, un ragazzo albanese amante dei tramonti sul mare, che s’imbarca da Durazzo alla volta di Brindisi per cercare fortuna e costruirsi un futuro, ma che muore in un naufragio, e il cui corpo senza più vita né futuro, è stato restituito proprio da quel mare che tanto aveva amato, proprio nell’ora del tramonto, il quale, maestoso anche quel giorno, copriva di un fascio di luce rossastra quella scarpa, rivolta a oriente, forse proprio in direzione della sua terra e della sua casa.

 
Samuel, il cui racconto e la cui foto sono visibili sul sito della scuola, www.marzollaleosimonedurano.it, ha entusiasticamente presenziato insieme a Mariagrazia alla cerimonia di premiazione, per dare supporto alla compagna, con la quale ha condiviso questa importante esperienza. Entrambi gli studenti sono stati accompagnati dalla docente di Italiano, che ha fortemente voluto la loro adesione al concorso, considerata la particolare sensibilità nonché le potenzialità di entrambi, e che ha seguito costantemente l’intero percorso di realizzazione dei loro elaborati, per i quali hanno lavorato con profonda determinazione ed evidente partecipazione emotiva.

 

 

Dunque, il puzzle di soddisfazioni che gli alunni del Liceo Artistico ‘E. Simone’ stanno costruendo con grande impegno e spiccata motivazione grazie alla guida dei loro docenti e del Dirigente Scolastico, prof.ssa Carmen Taurino, prende progressivamente forma, arricchendosi, col contributo di Mariagrazia e Samuel, di un nuovo significativo tassello.

 

 

prof.ssa Laura Minerva (docente Liceo Artistico ‘E. Simone’)

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