June 18, 2021

Brundisium.net
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Desideriamo esprimere la nostra solidarietà all’Arch. Carrozzo per il gesto vile di cui è stata vittima. Non sono bei momenti per la città e questi episodi la fanno arretrare più del sostenibile. Occorrerebbe fare qualche riflessione perché per superare le difficoltà ci vuole coraggio da parte delle istituzioni a tutti i livelli. A questi episodi bisogna reagire come Comunità.

Abbiamo detto più volte che siamo convinti che questa città andrebbe presa per mano ed accompagnata verso una crescita diversa e non presa a randellate col piglio proprio di chi si sente superiore a tutti e alla stessa città.

 

Quello che purtroppo si è visto sino ad oggi è solo autoreferenzialità, come se al governo ci fosse una élite che francamente non vede nessuno come tale se non gli stessi che ne fanno parte, tanto da definirsi tra di loro ‘patrimonio’. Una amministrazione chiusa in se stessa, in perenne scontro con le altre istituzioni, con i sindacati, con le organizzazioni datoriali e che trova compattezza e vigore solo quando c’è da occupare posti di potere.ù

La città vera invece è lasciata nel malessere che si è alimentato molto proprio con la disillusione, con il desiderio di quel cambiamento promesso che non c’è stato. La città desiderava una rinascita ed andava aiutata in questo.
Onesti si è quando si fa quel che si promette, non quando non si prendono avvisi di garanzia perché non si è fatto nulla.
Finora si è lavorato solo per portare Brindisi un altro passo verso la rassegnazione.
Questo è molto pericoloso perché la rassegnazione è il terreno più fertile per la criminalità.

 

Purtroppo il cambiamento è rimasto solo uno slogan da campagna elettorale. Nella pratica politica tutto è rimasto uguale. C’è stata la solita spartizione di poltrone a gente priva di competenza specifica ma vicina al potere e pronta a servire il potere per trarre e dare beneficio ai soliti noti.
Non si è lavorato per nulla per unire ma solo per spartire come e peggio di quella vecchia pratica politica tanto biasimata dagli ultimi parvenu.
Adesso è venuta anche l’idea balzana di occupare le poltrone di altri.
Si tenta di accaparrarsi la Presidenza del Consorzio di Torre Guaceto approfittando da sciacalli dello scioglimento per infiltrazioni criminali dell’amministrazione di Carovigno.
Ci piacerebbe suggerire ai Satrapi locali e ai loro cortigiani che Torre Guaceto non è di nessuno di loro. Non è né di Brindisi né di Carovigno, è un patrimonio del territorio, nazionale ed internazionale.
Perché una volta tanto invece che litigare per una spartizione non si prova ad unire le comunità? Perché non nominare una personalità di capacità riconosciuta a livello nazionale e al di fuori delle logiche del mio e del tuo, ma che possa lavorare per il bene della riserva e per accrescere il suo lustro?
Questo sì che sarebbe un ribaltamento di vecchie logiche, cercando di approfittare delle situazioni critiche per creare valore sul territorio.

 

Per questo ci sarebbe bisogno di quella visione in cui avevamo sperato sostenendo in campagna elettorale questa amministrazione e che non è mai comparsa.
Si sarebbe dovuta coltivare la partecipazione, era questo che ci si era ripromessi. Sarebbe stato un modo per creare una identità di comunità che nella nostra città manca da troppo tempo. Si punta invece a disunire con un livello di scontro molto basso e si lavora per spingerlo sempre più in basso.
Basta vedere le ultime esternazioni del Sindaco che si è lanciato anche in avvertimenti contro anonimi, dimostrando ancora una volta di non avere l’autorevolezza necessaria per affrontare i problemi e per provare a risolverli. C’è solo una propensione naturale alla faida, allo scontro fine a se stesso con l’illusione di cogliere prestigio dalle manchevolezze altrui. Ci perdiamo tutti invece.
Una corsa a togliere sempre di più invece che a costruire che ci preoccupa. Rassegnazione è una parola che vorremmo tenere lontana perché questa città avrebbe bisogno di altro.

 

Left Brindisi

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