February 3, 2026

Mattinata di mobilitazione davanti alla sede del Consiglio regionale della Puglia, dove i sindacati Cobas, Failm e la corrente Cgil “Radici del Sindacato” hanno tenuto un sit-in per richiamare l’attenzione sulla grave crisi occupazionale del Petrolchimico di Brindisi.

Durante la protesta, all’ingresso della sede regionale è giunto il presidente Antonio Decaro, che ha salutato i lavoratori presenti e ha invitato una delegazione sindacale ad entrare per illustrare le ragioni della mobilitazione. All’esterno dei cancelli, e poi nel successivo incontro istituzionale, Decaro ha confermato l’impegno della Regione Puglia a sostenere il superamento di quello che gli stessi sindacati definiscono un “Protocollo di intesa” ormai debole e inadeguato, da sostituire con strumenti capaci di garantire reali tutele occupazionali.

Nel corso del confronto, i rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito la loro posizione:
«Chiediamo al presidente della Regione di sostenere con forza e decisione la drammatica situazione del Petrolchimico di Brindisi, dove il cosiddetto protocollo d’intesa non ha prodotto alcun risultato concreto. All’epoca fummo contrari, così come la stessa Regione, chiedendo miglioramenti e la sottoscrizione di un vero Accordo di Programma».

I sindacati hanno quindi sollecitato l’immediata apertura di un tavolo di confronto, con il coinvolgimento di ENI Versalis, del Governo nazionale, delle istituzioni locali e regionali e delle organizzazioni sindacali, con il supporto del presidente di Sepac Leo Caroli.

Al termine dell’incontro, i lavoratori sono stati raggiunti anche dagli onorevoli Mario Turco e Leonardo Donno del Movimento 5 Stelle, insieme alla capogruppo in Consiglio regionale Maria La Ghezza, che hanno assicurato il loro sostegno sia in Parlamento sia in Consiglio regionale, all’interno della maggioranza.

I rappresentanti del M5S hanno confermato di aver già avanzato in sede parlamentare la proposta di trasformare il protocollo d’intesa in un Accordo di Programma, ritenuto l’unico strumento in grado di garantire una reale salvaguardia occupazionale nella fase di transizione ecologica del sito brindisino, che prevede anche la realizzazione di una fabbrica di batterie al litio.

I lavoratori, rientrati a Brindisi, attendono ora la convocazione, annunciata nei prossimi giorni, di un tavolo regionale che possa porre fine allo “stillicidio occupazionale” in atto nel Petrolchimico.

Cobas e Failm hanno infine avvertito che, in assenza di risposte concrete in tempi brevi, sono pronti ad avviare iniziative di protesta più dure, fino al blocco dell’intero sito industriale.

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