December 3, 2020

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Prima l’amore per la batteria, poi la scoperta delle tastiere. E del jazz, che Leonardo Caligiuri, il giovane ma già affermato pianista calabrese, di scena mercoledì 19 agosto (ore 18.30) nella Masseria Lo Jazzo di Ceglie Messapica per il recupero dell’appuntamento del festival Piano Lab rimandato a causa del maltempo, ha fatto diventare il suo genere di riferimento con una serie di collaborazioni di grandissimo prestigio. Caligiuri ha già suonato con Ares Tavolazzi, Flavio Boltro ed Enrico Rava, giusto per fare qualche nome. E si è esibito accanto a nomi importanti della musica italiana, da Mario Biondi a Claudio Baglioni.

 

Caligiuri ha solo diciassette anni quando inizia la collaborazione col cantante e poeta bolognese Gianni Venturi, sfociata nel progetto Altare Thotemico e in due dischi prodotti in tutto il mondo. E a vent’anni inizia a studiare con Gian Luigi Trovesi, Misha Alperin e Roberto Bonati, che lo vuole nell’orchestra Ruvido Insieme. Insomma, un musicista giovane ma già di consolidata esperienza e notevole capacità tecnica che, oltre alle già citate collaborazioni, vanta ulteriori relazioni artistiche con Paolo Fresu, Alan Scaffardi, Felice Del Gaudio, Gianni Cazzola e diversi altri musicisti della scena italiana.

 

Nel frattempo Caligiuri scopre la passione per la musica antica, coltivata attraverso gli studi clavicembalistici con Francesco Baroni e gli studi di pianoforte classico con Gianpaolo Nuti. Ma senza mai abbandonare il jazz, che inizia a praticare nel 2013 con il Calandra Trio, esperienza condivisa con Stefano Carrara (contrabbasso) e Francesco Di Lenge (batteria). Insieme incidono due cd il disco acustico «Catch Up» e «Chatterbox», un album elettrico nel quale si aggiunge come ospite il chitarrista Michele Bianchi. Intanto Caliguri mette su un altro progetto intitolato Three Generations, formazione che segna l’incontro tra Caligiuri, il batterista Christian “Chicco” Capiozzo e il contrabbassista Ares Tavolazzi, con i quali propone un repertorio principalmente di brani inediti e rivisitazioni personali di standard jazz e brani del repertorio pop internazionale.

Biglietti 15 euro, info pianolab.me 080.4301150.

 

 

Doppio appuntamento con Nicola Piovani, nel Castello Dentice di Frasso di Carovigno, dove il Premio Oscar che ha scritto tante indimenticabili colonne sonore è atteso venerdì 21 agosto per Piano Lab, il festival itinerante promosso dall’associazione La Ghironda. Previsti due set, il primo alle 20.45 il secondo alle 23.15 (biglietti 35 euro sul circuito vivaticket). L’artista presenta la leçon concert «La musica è pericolosa», una sorta di racconto autobiografico commissionato per la prima volta dal Festival di Cannes nel 2003 nel quale Piovani, seduto al pianoforte, è accompagnato da Marina Cesare (sax) e Marco Loddo (contrabbasso).

Piovani è un musicista che nella sua lunga e prestigiosa carriera può vantare un numero sterminato di collaborazioni e incontri, umani e professionali, con i più importanti autori del cinema italiano e internazionale degli ultimi decenni. Vincitore del Premio Oscar nel 1999 per la colonna sonora del film di Roberto Benigni «La vita è bella», in questa «lezione» Piovani condivide con il pubblico esperienze, ricordi ed emozioni di oltre quarant’anni di carriera, da quando giovanissimo scriveva le musiche per i cinegiornali nella facoltà di Filosofia insieme a Silvano Agosti all’esordio nel mondo del cinema prima delle collaborazioni importanti con Marco Bellocchio e Mario Monicelli, i fratelli Taviani e Nanni Moretti. Quindi, il rendez-vous con Federico Fellini e la realizzazione delle colonne sonore degli ultimi tre film del grande cineasta romagnolo, «Ginger e Fred», «L’intervista» e «La voce della Luna», per il quale Fellini volle Benigni come protagonista.

Sulla scia di ricordi e aneddoti, Piovani ripercorre, dunque, gli incontri che hanno segnato la propria carriera. Quello con Fellini, per l’appunto, ricordato con affetto nelle sue tante piccole manie, e la collaborazione fraterna con Vincenzo Cerami. E poi, l’amicizia con Benigni, raccontata attraverso episodi divertenti e commoventi. Insomma, un affresco di esperienze di vita, tra musica, cinema, teatro, che Piovani ripercorre accompagnandosi al pianoforte. Perché, sottolinea l’artista, «non ricordo un solo momento della mia vita in cui non ci sia stata la musica».

Info pianolab.me 080.4301150

 

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