February 25, 2024

Brundisium.net

“Si può ragionevolmente presumere che nella centrale Enel Federico II era presente amianto. E in via probabilistica gli operai erano esposti alle fibre in concentrazione media superiore al limite stabilito dalla legge”.

 

Se questa supposizione riportata da varie testate giornalistiche venisse confermata dai procedimenti giudiziari in corso, saremmo di fronte ad una situazione di una gravità allarmante.

 

Nel 2014, con formale istanza da RLS (Rappresentanti Lavoratori Sicurezza) inoltrata a Datore di lavoro e RSPP (Responsabile Servizio Protezione Prevenzione) del sito produttivo, si chiedeva la valutazione del rischio dovuto alla presenza di amianto, composti e materiali contenenti amianto, l’individuazione di possibili punti di emissione di fibre aereodisperse e l’eventuale documentazione di messa in sicurezza, rimozione e smaltimento dei materiali, avvenuta negli anni.

 

L’azienda, nel rispetto del Testo Unico sulla Sicurezza, ha redatto il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) con il quale escludeva la presenza di coibenti e materiali contenenti amianto, ciò anche a seguito di specifiche campagne ambientali con prelievi, misure e ulteriori verifiche effettuate nella Centrale.

 

Se al contrario verrà dimostrato che centinaia di operai ENEL e delle ditte appaltatrici in questi anni sono stati sottoposti inconsapevolmente a rischi di inalazione di sostanze pericolose, senza essere informati e formati per l’utilizzo degli adeguati Dispositivi di Sicurezza, lo sconcerto sarà di una drammaticità estrema perché parliamo dell’ENEL, società il cui principale azionista è il Ministero dell’Economia, cioè lo Stato Italiano.

 

Per questo porremo massima attenzione agli sviluppi della vicenda chiedendo che lo Stato attraverso i Ministeri competenti intervenga rispetto a queste grandi aziende e in caso di un accertata responsabilità di Dirigenti che hanno sottovalutato situazioni di pericolo e operato in maniera differente dalle norme, mettendo a repentaglio la salute dei lavoratori, questi siano perseguiti nei termini di legge.

 

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO FILCTEM CGIL, FLAEI CISL, UILTEC UIL

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