October 31, 2020

Brundisium.net
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Non siamo tra quanti hanno demonizzato la presenza sul nostro territorio di grandi gruppi energetici che, pur con tutte le problematiche connesse alla tutela dell’ambiente e alla salvaguardia della salute dei cittadini brindisini, hanno comunque rappresentato una opportunità di lavoro per le nostre imprese e per molti concittadini.

 

Quel modello di sviluppo, però, improntato sull’insediamento di grandi gruppi industriali a discapito delle vocazioni naturali della nostra realtà ha manifestato col tempo tutti i suoi limiti.

 

La sottoscrizione degli accordi di Parigi e la scelta di avviare una politica di decarbonizzazione incrementando la produzione di energia con l’utilizzo di fonti rinnovabili è oramai irreversibile.

 

Faticosamente Brindisi stà cercando di costruire un nuovo modello di sviluppo che tenga insieme le esigenze dell’industria ma anche quelle del turismo, dell’agricoltura, della valorizzazione delle nostre infrastrutture.

 

Esprimiamo, quindi, la nostra netta contrarietà a che il porto di Brindisi sia utilizzato per lo sbarco del carbone necessario al funzionamento della acciaieria dell’Arcelor Mittal di Taranto.

 

A nostro giudizio anche in quel sito produttivo dovrebbe avviarsi senza indugio un’opera di affrancamento dall’utilizzo del carbone.

 

Sicuramente il porto di Brindisi non può essere asservito alle esigenze di altri territori ma deve poter immaginare con serenità e lungimiranza il miglior utilizzo delle banchine esistenti e di programmarne di nuove, funzionali alle mutate esigenze del traffico di merci e passeggeri.

 

Così come non si può pensare che la viabilità di collegamento tra il nostro porto e le principali arterie possa essere intasata dalla presenza di decine di camion addetti al trasporto del carbone verso la città di Taranto.

 

Confidiamo, pertanto, che l’Autorità Portuale di Sistema, che lunedì 9 settembre presenterà il Documento di Pianificazione Strategica e il Documento di Pianificazione Energetica Ambientale, neghi le autorizzazioni richieste.

 

COMUNICATO STAMPA PRI

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