July 25, 2021

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u8jsq28GhCaLVWk_DSC_9472[2]Sarà Silvio Orlando a vestire i panni di Shylock, l’avido e vendicativo usuraio ebreo protagonista de «Il mercante di Venezia» di William Shakespeare, in scena giovedì prossimo 5 dicembre, alle ore 20.30, al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Il testo, nella versione della Popular Shakespeare Kompany diretta da Valerio Binasco, vibra ancora oggi di straordinaria attualità, toccando temi come l’intolleranza, il razzismo, il senso dell’etica e la denuncia delle false apparenze.La vicenda prende le mosse dal prestito concesso a un gentiluomo veneziano nel Cinquecento da un amico mercante che ha però necessità di farsi garantire da un usuraio ebreo, con cui stringe un accordo azzardato. Nella pièce si intrecciano conflitti sociali e culturali, valori come legalità e giustizia, passioni ed intrighi amorosi, ma su tutto domina il potere del denaro: tutto si compra e si vende, anche un brandello di carne umana, anche l’amore. È il denaro che determina i destini dei protagonisti, che connota la loro cifra morale.Protagonista è Silvio Orlando, che interpreta il ruolo di Shylock, un vecchio, dice l’attore, che «si mette di traverso alla felicità dei giovani, facendo saltare il patto delle generazioni. Un po’ quello che succede oggi. Ma il regista lo vuole anche ferito e dolente. È un personaggio insidioso. È negativo, totalmente negativo, ma alla fine, trovandosi da solo contro tutti, suscita simpatia, o quanto meno pietà».

Valerio Binasco concepisce così il suo lavoro sul testo: «Dentro al Mercante c’è un mostro. Ma non è Shylock, è il denaro, è l’affaticarsi degli uomini contemporanei per amare e odiare, reinventare il denaro. La cattiveria di Shylock non è convenzionale, è evidentemente una persona ferita dalle circostanze della vita. La grande umanità di Silvio riesce a rileggere in chiave contemporanea i tratti che lo caratterizzano».

Per la forza di questo messaggio il regista ha voluto trasporre la storia dalla Venezia del 1500 al nord est dei giorni nostri, luogo di confine e luogo di affari, dove i mercanti prosperano e i giovani ricchi chiacchierano al bar, tra risate, pettegolezzi e battute. E in questa ambientazione il personaggio di Shylock di Silvio Orlando è l’“outsider”, lo straniero, l’estraneo sempre serioso e cupo, un personaggio negativo ma in fondo non più cattivo di tanti altri. Colui a cui è stato permesso di fare commercio con le proprie ricchezze, ma a cui è stato impedito di entrare a far parte realmente della società.

 

wkSwZuS8PseexcIQ_DSC_8750[1]Gio 5 Dicembre 2013

Sipario: ore 20.30; Durata: 2 ore e un quarto + intervallo
Il Mercante di Venezia           
di William Shakespeare con Silvio Orlando
 
uno spettacolo della Popular Shakespeare Kompany con (in o. a.) Andrea Di Casa, Fabrizio Contri, Milvia Marigliano, Simone Luglio, Elena Gigliotti, Nicola Pannelli, Fulvio Pepe, Sergio Romano, Barbara Ronchi, Roberto Turchetta e Ivan Zerbinati
musiche originali Arturo Annecchino
scene Carlo De Marino
luci Pasquale Mari
costumi Sandra Cardini
regista assistente Nicoletta Robello
regia Valerio Binasco
Per tutte le informazioni www.fondazionenuovoteatroverdi.it e tel. (0831) 229230 – 562554

Opera in cui si intrecciano conflitti sociali e culturali, valori come legalità e giustizia, passioni e intrighi amorosi, Il Mercante di Venezia è tra i capolavori shakespeariani di più forte impatto etico. Un’opera in cui a prevalere è il potere del denaro: tutto si compra e si vende, anche un brandello di carne umana, anche l’amore. Silvio Orlando interpreta Shylock, un vecchio, dice l’attore, «che si mette di traverso alla felicità dei giovani, facendo saltare il patto delle generazioni». Ancora una volta Shakespeare riesce a scavalcare il limite temporale e a fornirci materia per riflettere su di noi e sul nostro presente. Il tema è attualissimo, come è una storia sull’ossessione per il denaro. Lo è anche perché è un testo scritto da un grande autore classico. Un dramma di opposti che si scontrano: ebrei e cristiani, usurai e generosi, amore e potere, giovani e vecchi. Anche nell’ambientazione della vicenda risaltano due mondi antitetici: una frenetica Venezia multietnica, opulenta all’apice del suo splendore, dove tutto è “mercato”, dove domina assoluto il potere del denaro, e la mitica isola dalmata di Belmonte dove tutto è poesia, leggerezza, amore.

L’attore e regista Valerio Binasco propone uno Shylock antieroe e usuraio (unica professione assieme a quella del medico autorizzata dalla Repubblica per gli ebrei segregati nel primo Ghetto della storia) come un essere malvagio carico di odio e di rancore, capace di sadici ricatti ma allo stesso tempo vittima, inaridito e macerato da soprusi, pregiudizi e umiliazioni. Silvio Orlando, attore protagonista, intenso e commosso, ne fa un ritratto dolente e tormentato, quello di un uomo meritevole di commiserazione e pietà. Un allestimento moderno, con musiche moderne, ma con alla base un grande testo in grado di dire sempre qualcosa in qualsiasi epoca.
«L’essenziale, riguardo a Shylock, non è che un eretico o un ebreo, ma che è un outsider. La terribile, umiliante, meschina sconfitta di Shylock mi mette a disagio. Annuncio fin d’ora che starò dalla sua parte».
Valerio Binasco

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