September 20, 2020

Brundisium.net
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… ieri sera il lungomare era bellissimo …
magico e incantato come sempre …
un po’ casa e rifugio, un po’ set per la scena più importante del film che vai interpretando quotidianamente …

 

il tavolino del caffè bernardi è il più esterno …
da qui è facile abbracciare con lo sguardo tutto il porto interno fino ai più piccoli dettagli del casale …

 

seduto con A. sorseggiamo ancora una volta assieme un gin tonic miscelato con un gin italiano pieno zeppo di retrogusti speziati … parliamo di tutto … senza fretta … ascoltandoci …
la società liquida di Bauman, la forza della rete, le intuizioni di Casaleggio, qualche rimpianto per una politica che non c’è più, le grandi potenzialità di Angela, il declino cittadino, le incomprensioni dei figli adolescenti …
il suo desiderio di capire e di rimettersi sempre in gioco e la mia attesa per un altro inverno di noia infinita …
il suo bisogno di calarsi nella modernità ed il mio desiderio di rimanerne fuori non contagiato …

 

ci separano dieci anni d’età … si vedono … e si sentono …
nelle analisi lucide e puntuali di A. c’è ancora quella forza che io non ho più da tempo …
parliamo di amici comuni …
andandocene su per il corso giochiamo a spiegarci le scelte politiche di questi amici in relazione alla loro età, alle loro paure, al loro bisogni esistenziali …
ed è un gioco che sempre riesce e svela …

 

accenniamo inevitabilmente a qualche residuo rimpianto e a qualche sporadico rimorso …
più io che lui …
mi dispiace averlo trascinato in una nostalgia che non gli appartiene … me ne rendo conto e non mi assolvo per il peccato di aver rattristato un amico leale e generoso …

 

e poi tutt’un tratto, a piazza Cairoli, di fronte a noi, avvinghiati eccessivamente, veloci e sicuri, giovani e sorridenti, non più che diciottenni, una coppia di ragazzini improbabili e strampalati …
lui con una cresta nera alla moicana, stivaletti di cuoio neri e borchie sui pantaloni scuri e lei con calze a rete strappate sotto una minigonna eccessivamente audace …
lei è bellissima, un fuscello delicato …
ha il trucco pesante e le labbra eccessivamente rosse della sfida … ci vengono incontro a passo svelto …
anche loro stanno raggiungendo velocemente il set del loro film … mi viene in mente la differenza …
per loro uno spot veloce e grintoso, per me un film tedesco degli anni cinquanta …
sorrido a quest’idea che evito di comunicare ad A. …

non se lo merita …

mi accorgo che anche lui è preso da questa visione, anche lui guarda stupito questo scoppio di gioventù sfacciata, pacchiana, maleducata …
sono eccessivi, fuori le righe, il loro look è da metropolitana di Berlino, un misto fra Trainspotting e 1997 fuga da New York … dovrei deriderli o compatirli o indignarmi o più semplicemente voltarmi dall’altr parte e farmi i cazzi miei …
niente di tutto questo …

 

li fermo e dico loro che mi piacciono, che sono belli …
mi ringraziano e mi salutano senza fermarsi …
hanno fretta, non possono perdere neanche un attimo attardandosi ad ascoltare due sconosciuti …
li guardiamo andar via …
lui marciando, lei ancheggiando spudoratamente …

 

tentiamo, io ed A. di riprenderci dalla visione …
che tipi, se fossero nostri figli … ma come si può … ma come lo permettono i genitori …

 

tutte cazzate …

la verità è che per un attimo, in una scintilla di tempo inconfessabile abbiamo intravisto sprizzare vita, sangue e ormoni …

 

la serata è finita…

 

io mi ritiro a scrivere, A. aspetterà ancora un po’ per recuperare la prole da qualche parte …
mi dice che Serni dovrebbe scrivere di questo incontro , gli rispondo che è stato troppo fugace , ma che forse, chissà …

 

… stamattina alle 7, 20 scendo da casa con mia moglie S., la strada è deserta , siamo diretti cupamente al nostro ufficio …
sul lato opposto al portone due ragazzi baciandosi sono diretti verso di noi …
li vedo e li riconosco …
sono loro …

 

mentre si avvicinano faccio in tempo a raccontare a S. dell’incontro di ieri e quando sono vicinissimi, mentre sono già con lo sportello aperto li rifermo e chiedo loro se ieri si sono sentiti offesi dai miei apprezzamenti …
mi riconoscono a volo, mi dicono di no, mi salutano e mi sorridono … sono vestiti allo stesso modo solo che lei ha optato per un collant color carne …
è bellissima, sono bellissimi, sono giovanissimi, sono vivi …

 

mi incazzo e non so perché …

 

andando in macchina a lavoro S. mi chiede qualcosa che non capisco …
le rispondo male …
non è il momento …
accendo la radio per non parlare, non ne ho voglia …
su una radio privata c’è Roy Clark che canta disperato “Yestarday, when i was young “ …
e che cazzo …
allora ditelo … …

 

 

Apunto Serni

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