November 25, 2020

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Segreterie Territoriali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL, UGL Chimici, Cisal Chimici

Inaccettabile e Irresponsabile, è il comportamento del Sindaco di Brindisi, che sulla base di una mera presunzione, mascherata dietro un richiamato, improbabile, principio cautelativo del “più probabile che non”, e non per effetto di evidenze oggettive confermate da rilievi, effettuati in costanza dei fatti, circa l’origine di emissioni odorigene, che tanta preoccupazione hanno destato alla cittadinanza, il quale di fatto determinerà lo stop di quasi tutte le attività dell’intero Stabilimento Petrolchimico di Brindisi, a seguito dell’Ordinanza Sindacale emessa in data 20 maggio 2020, decretandone “l’immediata sospensione dell’esercizio dell’impianto di cracking”.

Anche la Modalità di applicazione di tale provvedimento, annunciato in “Pompa Magna” da una conferenza stampa, ben 4 ore prima dell’effettiva notifica al presunto Colpevole, ne rileva lo stile di chi dietro il baluardo della difesa della Salute Pubblica, si erge a paladino di una giustizia sommaria, ripercorrendo vecchi slogan e proclami, che hanno concesso al Sindaco di Brindisi di avviare il proprio percorso politico, quasi a voler riconquistare, almeno quella dei suoi più stretti Seguaci una popolarità e una immagine completamente offuscata dagli evidenti risultati della propria gestione amministrativa, fallimentare sotto ogni punto di vista.

Eravamo abituati all’atteggiamento di chi, per la bramosia di recuperare visibilità e distogliere l’attenzione dai reali problemi della Città, volge la propria contro lo Stabilimento Petrolchimico di Brindisi.

Il mancato riscontro del nesso di casualità tra la insalubrità ambientale, dichiarate dai Cittadini e non ancora confermata da Arpa, nelle più svariate zone della Città, anche in controtendenza alla direzione del Vento, e le attività di manutenzione di un Motore elettrico, di impianto chimico fermo da più di una settimana, sono state ritenute sufficienti per porre in discussione una delle pochissime realtà produttive, che nel pieno rispetto di tutte le normative nell’ambito della Salute, Sicurezza ed Ambiente, garantisce una grossa fetta dell’economia della Città, della Provincia e dell’interno Paese.

Tutti conosciamo le difficoltà e le situazioni territoriali, il Sindaco quasi come se avesse la mascherina non davanti alle vie aree superiori, invece ne nega l’evidenza ed attacca sempre solo e soltanto Versalis e lo Stabilimento Petrolchimico. Sarà mica una questione Personale???!!! Oppure il resto gode di qualche forma di immunità Ambientale o chissà cos’altro???!!

Il perpetrarsi dello stato dell’arte circa le segnalazioni di aria maleodorante nonostante l’intervento dell’Ordinanza Sindacale, seguita dalle rilevazioni effettuate in loco da Arpa, VVF provinciali e Carabinieri, lascia quanto meno il dubbio che la presunzione del “piuttosto che non” dovrebbe cadere. Invece, anziché chiedere scusa ai Lavoratori di Versalis e dello Stabilimento, alle Aziende e soprattutto all’intera popolazione, il “Buon Sindaco”, senza ricercarne le reali causi dell’origine e le relative responsabilità, pubblicamente rincara la dose dichiarando ufficialmente di avere le prove inconfutabili delle colpe aziendali.

In attesa che il doveroso ricorso in autotutela, avanzato da Versalis, possa ricondurre ad una corretta interpretazione dei fatti, l’effetto del provvedimento, inevitabilmente produrrà a cascata la completa fermata di tutti gli Impianti produttivi dello stabilimento Petrolchimico di Brindisi da Versalis a Basell, nel giro di pochi giorni, non essendoci la disponibilità della produzione del cracking, di base per le produzioni a valle. A seconda di quanto lungo sarà tale periodo di fermo produttivo, ovviamente, per chi non lo avesse valutato, volutamente o no, gli impatti sulla filiera a valle, della trasformazione delle plastiche prodotte, saranno incalcolabili, specie in questo particolare periodo di sperata ripresa produttiva ed economica della Nazione.

Così come prevedibile e già annunciato da Versalis, il protrarsi di tale condizione imporrà una rivisitazione organizzativa della gestione del personale, inevitabilmente non impiegato in attività produttive. Pertanto verremo interessati da processi gestionali delle ore improduttive.

Prevedibile è cosa accadrà al resto della popolazione dello stabilimento sia essa Diretta delle Aziende Coinsediate, Basell, Brindisi Servizi Generali, Chemgas, Eni, Enipower, EniRewind e Versalis che Indiretta delle Imprese dell’Appalto e dell’Indotto.

A fronte di ciò, le Segreterie Territoriali della Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil, Ugl e Cisal Chimici indicono immediatamente lo Stato di Agitazione di tutti i Lavoratori delle Aziende del Petrolchimico, di propria pertinenza, convocando un’Assemblea Permanente, nei modi e modalità, previste dalle norme relative alla prevenzione del contagio da COVID-19, attraverso il coinvolgimento dei livelli Regionali e Nazionali, nonché Confederali.

Immediatamente ci si è attivati a richiedere un incontro Urgente al Prefetto di Brindisi, con tutte le Aziende del Petrolchimico, al fine di delineare un percorso risolutivo della questione e gestire gli eventuali percorsi di difesa del diritto al Lavoro e della Salute.

Per ultimo, nelle more di una rapida uscita dall’empasse di un provvedimento forse un po’ troppo affrettato, onde evitare l’avvelenamento di un clima sociale spesso esasperato da dichiarazioni Amministrative e Politiche, che nella contrapposizione tra Lavoro e Tutela della Salute, ripone le proprie ambizioni di popolarità, come Segreterie Territoriali sollecitano Versalis in primis, ma a seguire le altre Aziende ad avanzare le necessarie azioni legali contro il Sindaco e l’Amministrazione Comunale al fine di tutelare con esse anche i propri dipendenti. E dal momento che con la stesso principio “del più probabile che non”, intravvedendo la possibile sussistenza del reato di Procurato Allarme, così come definito dall’art. 658 del codice penale, valuteremo anche noi la possibilità di ricorrere e/o di costituirci come parte Lesa al fianco dei Lavoratori.

 

Dichiarazione di Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec nazionale
“L’obiettivo è ancora la fabbrica dove scatenare un sentimento antindustriale sempre più dilagante. Questa volta ad agire in tal senso è stato il sindaco di Brindisi e la sua decisione, presa con un’ordinanza comunale,di chiudere lo stabilimento petrolchimico della città pugliese ci lascia perplessi ed in pieno disaccordo”. Così Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec nazionale, stigmatizza l’operato dell’amministrazione brindisina guidata da Riccardo Rossi. Il sindaco, infatti, ha firmato ieri l’ordinanza per la sospensione dell’esercizio dell’impianto Versalis per il cattivo odore riscontrato in città dopo i sopralluoghi di Arpa e Nucleo Nbcr dei Vigili del Fuoco. “Di fatto – ha continuato Pirani- ha cessato di battere il cuore di un impianto che aveva ripreso a pulsare. La sospensione del ciclo di ‘cracking’ è un danno grave non solo per il sito stesso, ma anche per il territorio dove è ubicato, per le migliaia di lavoratori, tra diretti ed indotto, che ci lavorano. La questione degli odori fastidiosi che provengono dal petrolchimico e tutta da dimostrare; ora, invece, è certo è il danno economico che può avere pesanti ripercussioni sull’intero distretto industriale. Il neoeletto presidente di Confindustria Paolo Bonomi qualche volta ha polemizzato col sindacato che frena. La sua ironia sarebbe meglio indirizzata verso certi amministratori che guardano alla decrescita reale. Il Paese, dopo le ripercussioni della pandemia virale ha bisogno di rialzare la testa, uscire dal guado, e credere nella ripresa economica. Ci vogliono, però, più industria e meno atti populisti”.

 

Nora Garofalo: segretaria generale della Femca-Cisl
“La decisione di chiudere gli impianti di Versalis è sbagliata e immotivata, provocherà conseguenze gravissime per i lavoratori e produrrà ingenti danni economici al territorio brindisino, già messo in ginocchio da una crisi ultradecennale e dagli effetti nefasti del Coronavirus. Si mettano da parte ideologie, personalismi e tattiche politiche e si pensi al bene e al futuro della comunità: per una volta prevalga il buonsenso”. Lo dichiara la segretaria generale della Femca-Cisl, Nora Garofalo, commentando l’ordinanza sindacale con la quale il primo cittadino di Brindisi, Riccardo Rossi, ha disposto lo stop agli impianti a causa di presunte ‘emissioni odorigene’. “Si tratta di una decisione immotivata – sostiene Garofalo – visto che non esiste alcuna documentazione che attesti la riconducibilità di queste emissioni a Versalis. L’impianto, tra l’altro, nei giorni scorsi era stato fermato per consentire di eseguire una manutenzione straordinaria, e sarebbe ripartito nei prossimi giorni. Ma oltre ad essere immotivata è una decisione sbagliata e pericolosa: Versalis, infatti, produce polietilene, che è un elemento fondamentale per il confezionamento in campo farmaceutico ed alimentare, ed è utilizzato in campo medico. Noi siamo i primi a sostenere la ‘chimica verde’, ed Eni si è sempre distinta su questo campo. Lo dimostra anche il recente accordo di Atene, con il quale il Gruppo si è impegnato a livello mondiale su temi importanti come le relazioni industriali, la responsabilità sociale di impresa, il dumping sociale, la sicurezza dei lavoratori, il rispetto dell’ambiente. Siamo tutti impegnati per coniugare lavoro, sicurezza e ambiente, ma la politica deve essere un alleato in questa battaglia, non può addirittura remare contro. La decisione del sindaco di Brindisi avrà ripercussioni pesantissime sui 450 lavoratori di Versalis, che diventano migliaia considerando la filiera e l’indotto. Parliamo di lavoratori che in molti casi hanno già utilizzato tutte le ferie disponibili nel periodo della pandemia, e per i quali l’unica opportunità è il ricorso agli ammortizzatori sociali, con tutte le implicazioni che questo comporta. Migliaia di famiglie, insomma, rischiano di pagare le conseguenze di una decisione assunta sul nulla, senza documenti, in modo arbitrario e ideologico. L’amministrazione di Brindisi non è nuova a provvedimenti contro Versalis: nel febbraio del 2019 aveva tentato di bloccare nuovamente gli impianti, nonostante l’Arpa non avesse segnalato alcuna anomalia. Al Prefetto della città pugliese, al quale abbiamo chiesto un incontro urgente, chiederemo di intervenire in modo celere e deciso, per evitare che a tutti i danni provocati dal Covid si aggiungano quelli di una politica irresponsabile e poco attenta alla difesa del bene comune”, ha concluso la segretaria generale della Femca-Cisl.

 

UGL CHIMICI:
“Ha dell’incredibile quanto accaduto a Brindisi. Il sindaco Riccardo Rossi ha emesso un atto di sospensione di attività verso il sito Versalis, riconducendo i cattivi odori che si sentivano in città all’impianto del cracking. Sembrerebbe addirittura che gli accertamenti degli enti preposti alle verifiche ambientali, non fossero ancora avvenuti prima dell’atto del Sindaco e che l’impianto fosse fermo per manutenzioni”. Lo ha dichiarato Luigi Ulgiati, Vice Segretario Generale dell’UGL, in merito alla sospensione delle attività del sito Versalis, società del gruppo Eni, con sede a Brindisi. “In questi ultimi anni sono stati numerosi gli interventi di ambientalizzazione messi in atto proprio nel petrolchimico: dal termossidatore per migliorare i fluidi di processo, ai misuratori di portata e trasmettitori di pressione e temperatura di ultima generazione, fino all’investimento in fase di cantierizzazione di 25 milioni di euro per la nuova torcia a terra ‘smokeless’ in grado di abbattere i fumi. Il ragionamento che andrebbe fatto non è quello di un ambientalismo ideologizzato, ma di trovare soluzioni che riescano a coniugare il rispetto dell’ambiente con le attività industriali, lo sviluppo economico con le esigenze di tanti giovani in cerca di occupazione.” Per Ulgiati: “Siamo fiduciosi che la politica locale rappresentata dal Sindaco Rossi, possa avere dei ripensamenti e dare delle risposte concrete. Occorre quindi far ripartire al più presto gli impianti produttivi. Non possiamo permetterci altri disastri economici proprio in questa fase di emergenza Covid-19, in cui a livello territoriale sono ferme centinaia di attività e migliaia di lavoratori sono attualmente in cassa integrazione”.

 

FAILMS BRINDISI
Si è consapevoli del periodo di apprensione e di totale insicurezza che ci coinvolge oramai da circa tre mesi, evento che ha sconvolto le nostre convinzioni, la crescita economica di tante aziende, comprese quelle del nostro territorio, che ha leso molteplici lavoratori e le loro rispettive famiglie.
Si sta tentando un ritorno alla normalità, e riprendere da dove si era lasciati pare più arduo del previsto, i rischi persistono, e urge essere più vigili che mai.
I sindacati, i lavoratori, le aziende, stanno tutti dando il massimo affinché il futuro sia più roseo possibile, che si veda la luce in fondo al tunnel, ma non bisogna lasciare che timore e preoccupazione ostacolino questo percorso.
Una scelta affrettata, dettata probabilmente dalle ansie sulla salute e sul rischio ambientale che gli ultimi eventi hanno messo ancora più in risalto, è quella che ha decretato la chiusura dell’impianto cracking del Petrolchimico di Brindisi.
Basandosi sulla più totale presunzione, senza attendere esiti ufficiali da parte di chi di competenza, il sindaco Rossi ha ritenuto, a scopo precauzionale, che il Petrolchimico dovesse cessare la sua principale fonte di produzione, poiché dannosa per la salute dei cittadini.
Il detto “meglio prevenire, che curare”, assume valore nel momento in cui sussiste qualcosa da prevenire, ma dato il mancato arrivo di dati certi da parte dell’Arpa, la soluzione presa dal Sindaco Rossi rappresenta soltanto l’ennesima stangata ad un settore in piena crisi.
Una sola frettolosa decisione che avrà conseguenze quanto sulle aziende di manutenzione dell’impianto (indotto), quanto sulla Versalis e maestranze; che sulle aziende a cui Versalis fornisce i suoi prodotti, ma soprattutto i livelli occupazionali, e ciò sancirà ulteriori tensioni per i lavoratori già turbati da una Pandemia che ancora non si arresta, oltre che il costretto utilizzo da parte delle aziende di ammortizzatori sociali.
Inutili preoccupazioni prive di fondamento daranno il colpo di grazia ad un’industria, come quella locale, oramai logora, e il colpo non verrà dall’alto, non sarà lo Stato, ma un’amministrazione comunale frettolosa con decisioni discutibili.
Allo scopo di riparare a tale azione, le Segreterie Sindacali Territoriali dei Chimici, in uno con le RSU, hanno richiesto, e ottenuto, un incontro dal Prefetto che si terrà lunedì 25 maggio; al fine di tenersi pronti e di proteggere i lavoratori delle aziende (indotto) di manutenzione dell’impianti all’interno del Petrolchimico, la Failms ha convocato il Direttivo Sindacale così da consultarsi, e poter decidere le eventuali contro-azioni da intraprendere in merito alla vicenda in oggetto, naturalmente, insieme alle Segreterie Sindacali Territoriali dei Chimici.

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