November 24, 2020

Brundisium.net
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Negli scorsi giorni, nella città di Brindisi, si sono avvertiti pessimi odori provenienti dalla centrale Versalis generati dall’emissione di agenti inquinanti nell’aria da parte del suddetto sito industriale. A seguito delle numerose segnalazioni, il Sindaco Riccardo Rossi ha emesso una ordinanza di fermo a tutela della salute pubblica.

 

La relazione ARPA sulla qualità dell’aria ha messo chiaramente in evidenza un dato che è da sempre al centro del dibattito locale: la nocività delle emissioni dagli impianti industriali anche a concentrazioni al di sotto dei limiti di legge, dimostrando che gli impianti in trattamento per manutenzione emettono più inquinanti che nel periodo di marcia regolare. L’ordinanza del sindaco Rossi risulta un importante passo avanti nell’interruzione della dicotomia tra produttività e diritto alla salute, ma crediamo sia fondamentale ripensare completamente l’assetto economico e di sviluppo su cui storicamente si basa la nostra città, in chiave ecosostenibile. Come studenti e studentesse ci battiamo da sempre per un ripensamento profondo del modello produttivo locale: ciò è necessario per superare il tradizionale scontro al quale l’attuale sistema ci pone davanti tra salute, ambiente e lavoro e per costruire insieme un futuro dignitoso per tutte e tutti noi.

 

Apprendiamo inoltre a mezzo stampa della volontà espressa da ENEL di dismettere anticipatamente (entro l’1 gennaio 2021) il Gruppo 2 della centrale Federico II: riteniamo che ciò rappresenti un importante passo avanti verso la decarbonizzazione totale della centrale ma siamo fortemente convinti che la transizione della produzione debba puntare su modelli innovativi ed ecologici rifuggendo quindi ogni ipotesi legata all’utilizzo di nuovi combustibili fossili come il gas. Brindisi, come Taranto, sconta da decenni la miopia di uno sviluppo industriale irrazionale e noncurante dei bisogni dell’intero territorio.

 

In un Sud da sempre visto come terra di conquista, con uno scarso tessuto produttivo ed industriale, utile soltanto ad aumentare i livelli della domanda nel mercato interno italiano, noi crediamo che sia necessario invertire la rotta e praticare un nuovo modello di sviluppo, basato sul trinomio istruzione – ricerca – produzione, per rilanciare la nostra economia e superare insieme le lotte tra poveri che quest’ ingiusto sistema ingenera per rafforzarsi.

 

La questione brindisina è una questione nazionale, frutto di anni di scelte politiche industriali scellerate: per il futuro di noi giovani studenti e studentesse brindisini, per il futuro dei lavoratori e delle lavoratrici, per i cittadini e le cittadine, costruiamo una Brindisi del Futuro che veda nelle scuole e nella conoscenza un pilastro per la propria crescita.

 

Unione degli Studenti Brindisi

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