December 15, 2019

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La stazione di Brindisi, il processo di automazione ed i possibili rischi relativi alla sosta nella stazione ferroviaria di convogli che trasportano merci pericolose sono gli argomenti che la V Commissione presieduta da Mauro Vizzino ha affrontato con l’ingegner Roberto Laghezza di RFI Puglia, il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi e le organizzazioni sindacali.

 

“Quanto sta accadendo nella stazione ferroviaria di Brindisi – ha detto Vizzino – non può essere sottovalutato. Nessuno vuole bloccare il progresso, ma è necessario valutare tutti gli eventuali rischi per la popolazione brindisina”.

Il Presidente Vizzino, in ogni caso, ha informato i presenti delle volontà di continuare a monitorare ciò che sta avvenendo nella stazione di Brindisi, sia per quanto riguarda il futuro dei lavoratori interessati che per il mantenimento degli standard di sicurezza, soprattutto in riferimento al transito dei treni merci provenienti dalla zona industriale di Brindisi.

 

Anche il sindaco di Brindisi ha espresso le sue perplessità circa la sostenibilità ambientale, la sicurezza e la salvaguardia dei posti di lavoro chiedendo a RFI Puglia un confronto a sei mesi per “fare il punto della situazione”.

 

“Quello che sta accadendo a Brindisi – spiega Bozzetti – fa parte di un processo di ammodernamento della rete ferroviaria, partito anni fa, che coinvolgerà tutte le stazioni in un’ottica di miglioramento ed efficienza anche della sicurezza ferroviaria. Si terrà alta l’attenzione alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori”.

 

L’ingegner Laghezza ha spiegato che quello di Brindisi rientra in un progetto più ampio di ammodernamento ed efficientamento di tutto il settore dei trasporti.

 

In particolare RFI sta adottando nei suoi processi azioni tese a:
impiegare in maniera razionale le risorse naturali, sulla base della loro corretta valorizzazione piuttosto che della loro disponibilità, promuovendo per quanto possibile l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;
agire sulla impostazione e gestione di tutti i processi aziendali per ridurre gli impatti sull’ambiente, prendendo in esame tutto il ciclo di vita dei sistemi;
incrementare l’efficienza energetica e ridurre i consumi, attraverso lo sviluppo tecnologico e l’adozione di coerenti comportamenti organizzativi;
salvaguardare il territorio e la biodiversità, inserendo nei piani di sviluppo della rete non solo azioni di ripristino e riqualificazione, ma anche opportunità di mantenimento dell’esistente;
definire e applicare processi organizzativi, gestionali e di sviluppo delle risorse umane, a supporto degli obiettivi strategici, che prevedano fra le competenze tecniche, economiche e manageriali, tipiche del settore ferroviario, anche quelle afferenti alla sostenibilità ambientale;
massimizzare la diffusione all’interno e all’esterno dell’organizzazione di una consapevolezza ambientale attraverso il consolidamento del SGA quale strumento prioritario per il processo decisionale su questioni aventi impatto sull’ambiente.

 

Per scendere nello specifico della stazione di Brindisi, Laghezza ha detto che dal 14 luglio è stata attivata una nuova tecnologia che non ha effetti in termini di sicurezza. Per quello che riguarda il trasporto di merci pericolose, Laghezza ha spiegato che si tratta di una procedura molto semplice: “la manipolazione delle merci viene svolta negli stabilimenti da personale specializzato, il convoglio carico in stazione viene solo traslato all’interno di una locomotiva diesel”.

Parliamo di circa 30 treni alla settimana, con una media di 4, 6 treni al giorno.

Laghezza ha assicurato che tutte procedure di sicurezza sono conformi alle norme vigenti e in caso di emergenza tutto viene comunicato al dirigente in una sala operativa dove sono concentrate tutte le risorse che svolgono attività di sicurezza, monitoraggio e controllo della circolazione dei treni.

Quindi queste nuove procedure che prevedono una riduzione dei disservizi, secondo le Ferrovie, non contemplano più la figura capostazione.

 

I sindacati hanno sollecitato la necessità di controlli particolareggiati soprattutto per evitare ritardi su tutto il sistema ferroviario e attenzione alla ricollocazione del personale addestrato alle nuove tecnologie.

RfI ha manifestato la disponibilità al confronto su tutti i temi pur ribadendo che non esistono i presupposti perché si diffondano preoccupazione di natura ambientale, lavorativa o di sicurezza.

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