March 28, 2020

Brundisium.net
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Mi rendo perfettamente conto che in questo momento per noi brindisini sono più importanti gli sviluppi… spettacolari della crisi politico-amministrativa locale che le vicende di carattere nazionale ma, nel mentre aspettiamo l’ufficialità della nuova squadra di Giunta varata dal sindaco Mimmo…Renzi e la conferma del suicidio politico del duo Ferrarese-Rollo, consentitemi di riservare una rapida occhiata a quanto bolle in pentola in campo italico. Le patate bollenti sono tante: il caso Mastropasqua-dottor Jekyll, il travagliato iter dell’italicum (che qualcuno mi spieghi perché mai il tragico treno fatto saltare in aria nel lontano 1974 si chiamava così mentre il figlio del porcellum  ha preso la desinenza neutra). E ancora il caso Armelllini con i suoi bei 1243 appartamentucci esenti da ogni fastidiosa imposta e, infine, il caso Toti (Giovanni, non Enrico, quello della stampella).
Col fresco caso dell’ omone in tuta bianca da ricercatore polare entriamo nel territorio, a me caro, del colore. Il Gran Vecchio ha deciso. Ha detto Augh e, come quel suo vice presidente che è nei cieli, ha creato dal nulla il nuovo super manager dell’azienda Forza Italia: Giovanni Toti (Toti chi?). Con tanti saluti, baci e pizzichi  alla cameriera al povero Rafele Fitto, costretto a deglutire l’umiliazione e a far finta di nulla, come se niente fudesse… Ma non solo di color bianco si ammanta il folklore degli irriducibili di Arcore, ma anche di una tinta più ombrata, “abbronzata”, per dirla con la celebre battuta che Re Silvio rivolse ad Obama. Sto riferendomi al tipico colorito della pelle nord africana, marocchina in particolare, quell’esotica nuance ambrata che sfoggiavano le belle forme di Ruby rubacuori ai tempi delle leggendarie cene eleganti di villa San Martino. Ebbene c’è un colpo di scena, come ha trionfalmente annunciato “Libero”, il giornale di famiglia. Un alto funzionario all’anagrafe è pronto a giurare che, ai tempi delle cene, la piccola nipote di Mubarak era… maggiorenne! Insuperabile trovata del Vecchio Sultano che ancora una volta ribalta il tavolo e  mena tremendi colpi di coda contro i nemici magistrati. Già un paio di anni or sono il cavaliere senza macchia e senza vergogna aveva inviato in missione in Marocco suoi agenti segreti 007 con licenza di ungere, ma il tentativo era andato a vuoto per la salda onestà degli impiegati dell’anagrafe di un piccolo villaggio. Ora sembra che si sia trovato il  soggetto giusto alle bisogna innocentista dello squalo, vedremo come andrà a finire.
Quello che sono convinto che andrà sicuramente a finir male è la stessa Forza Italia. Già minata dalla fuoruscita dei topi neo centristi che,  subodorando il naufragio, hanno abbandonato per tempo il vascello, indeboliti anche dall’ascesa irresistibile del Pieraccioni del PD, si stanno dulcis in fundo suicidando con operazioni di immagine autolesionistiche e poco comprensibili. Intanto il Capo ha deciso di non levigarsi più la faccina facendo emergere rughe, pieghe, rilassamenti e macchie che lo rendono simile a quello che in effetti è: un reduce ottuagenario.
E poi quell’infelice scelta di  tenere la convention a…Bitritto! Nemmeno il comico Maurizio Micheli avrebbe sperato tanto (ma da dove si va a Bitritto? Facile vai da Toritto-Binetto-Bitetto e sei arrivato). Una Forza che è partita dal Forum di Assago per arrivare, dopo vent’anni, in quel di Bitritto! Siamo alla malinconica fine di  una parabola che tramonta inesorabilmente. E’ il crepuscolo degli dei. Ma il vecchio Sansone ormai senza capelli non si illuda di morire attorniato dai fedelissimi. Qui da noi, in Italia, i Filistei se la battono e salgono su nuovi carri, inneggiando ai vincitori. E quello che hanno sempre fatto i Gasparri, Mussolini, La Russa, Santanché ed  è quello che faranno i Fitto e gli altri  berluscones quando si renderanno conto che, in fondo in  fondo, il NCD di Angelino Alfano non è poi tanto male… Ed è quello che hanno pensato qui da noi anche i furbi Ferrarese e Rollo, i nuovi dioscuri della scena politica brindisina.
Comunque la pensiate, un fatto è certo. La storia si presenta la prima volta sotto forma di dramma o tragedia, la seconda  sotto forma di farsa.

Gabriele D’ Amelj Melodia

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