January 15, 2026

Il Movimento 5 Stelle di Brindisi giudica deludente e insufficiente la risposta del ministro Pichetto Fratin al Question Time del 14 gennaio 2026 sull’utilizzo del carbone nelle centrali di Brindisi e Civitavecchia.
Una risposta che, nei fatti, non scioglie alcun nodo, non offre certezze ai lavoratori e continua a rinviare le scelte necessarie per il futuro del territorio.

Il Governo conferma formalmente lo stop al carbone entro il 31 dicembre 2025, come previsto dal PNIEC, ma allo stesso tempo mantiene gli impianti in una indefinita condizione di “riserva fredda”, appellandosi a generiche esigenze di sicurezza energetica legate al contesto geopolitico.

Una scelta che rischia di trasformarsi in un congelamento dello status quo, senza dismissione, senza bonifica e senza riconversione reale.

La centrale di Cerano è operativa da oltre trent’anni ed è stata la più grande centrale a carbone d’Europa. In questo arco di tempo ha generato per ENEL quasi trenta miliardi di euro di profitti, concorrendo in modo determinante alla crescita dell’ente energetico nazionale.

Oggi è arrivato il momento che ENEL restituisca al territorio una minima parte di quanto ha incassato, tutelando i lavoratori e adempiendo pienamente agli obblighi di legge: smantellamento e bonifica del sito.

Tenere la centrale in “riserva fredda” significa rinviare sine die lo smantellamento e la bonifica, bloccando un percorso che potrebbe invece garantire lavoro a migliaia di addetti per almeno cinque anni e liberare finalmente l’area per nuovi insediamenti produttivi.

Il Governo risulta quindi tre volte inadempiente:
1. nei confronti dei lavoratori, lasciati nell’incertezza occupazionale;
2. rispetto agli impegni normativi nazionali ed europei, che prevedono la dismissione del carbone entro il 31 dicembre 2025;
3. sull’Accordo di Programma per Brindisi, ad oggi privo di finanziamento e quindi completamente inefficace, così come gli incentivi per le nuove imprese che dovrebbero insediarsi nell’area.

Le dichiarazioni sulla “disponibilità a facilitare la riqualificazione industriale” restano parole vuote se non sono accompagnate da risorse certe, tempi vincolanti e scelte politiche chiare.

Il Movimento 5 Stelle di Brindisi ribadisce con forza che la transizione non si fa tenendo tutto fermo: servono subito
• messa in sicurezza,
• smantellamento,
• bonifica,
• e contestuale avvio dei nuovi insediamenti produttivi finanziati dallo Stato.

Ogni ulteriore rinvio è una responsabilità politica precisa del Governo e di ENEL.

Brindisi ha già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali, sanitari e sociali. Ora è il momento dei fatti, non degli alibi.

 

Movimento 5 Stelle 
Gruppo Territoriale di Brindisi

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