Brindisi è davanti a un passaggio storico, con la chiusura di Cerano, infatti, finisce un’epoca segnata dal carbone e si apre una prospettiva decisiva sul futuro della città. Non possiamo accettare che al posto dell’industria di ieri restino soltanto incertezze e attese. Serve perciò una scelta netta e lungimirante che trasformi Brindisi da simbolo del passato energetico da fonti fossili a punto di riferimento dell’Europa per le energie pulite.
In questo quadro, l’eolico offshore non è solo un investimento ma rappresenta una importante scelta politica, perché significa scegliere dove e come l’Italia costruisce la propria indipendenza energetica e la propria competitività industriale. Il progetto di eolico offshore Kailia, avviato qualche anno addietro, rappresenta per Brindisi una possibilità concreta di lavoro stabile, nuove competenze, ricerca, formazione e sviluppo del porto e dell’indotto fatto da importanti imprese. È il tipo di transizione che vogliamo, capace di creare valore e di restituire prospettiva a un territorio che ha già dato moltissimo al Paese.
Il recente decreto ministeriale sugli hub energetici ha acceso i riflettori su alcune infrastrutture portuali strategiche tra cui Taranto e Augusta. Noi ci auguriamo che Brindisi possa essere al centro di questa strategia nazionale, non da spettatrice e non in posizione marginale. Il nostro porto e la nostra comunità hanno storia industriale, capacità e forza lavoro per sostenere tutta la filiera delle rinnovabili qui a Brindisi, ospitando attività collegate e investimenti. Escludere o ridimensionare Brindisi sarebbe un errore politico, economico ed industriale.
Sostenere l’eolico offshore e il progetto Kailia significa anche pretendere qualità e rispetto. La tutela del mare e dei fondali non è un dettaglio ma è un dovere. Le indicazioni giunte dalla commissione Via e da Ispra, emerse nell’iter di valutazione, vanno considerate un’occasione per migliorare il progetto e ridurre gli impatti, con impegni chiari. Vogliamo un’opera che unisca lavoro e ambiente, senza contrapposizioni e strumentalizzazioni utili solo a chi vuole fermare tutto.
Allo stesso tempo, però, il rigore non può diventare un alibi per lasciare Brindisi in un limbo. Per questo chiediamo risposte rapide, puntuali, tempi certi ai Ministeri competenti e decisioni, una volta garantite le condizioni ambientali e le prescrizioni, immediate senza ulteriori rinvii. La nostra comunità ha già pagato abbastanza ed ora ha diritto a essere in prima fila e garantita nella nuova economia verde.
Noi faremo fino in fondo la nostra parte per il pieno coinvolgimento della Regione Puglia, che sarà centrale nelle fasi operative, e abbiamo sollecitato l’Amministrazione comunale affinché sostenga con ogni strumento e ogni sforzo possibile l’eolico offshore a Brindisi. Riteniamo che questa occasione sia fondamentale per il futuro sociale, lavorativo ed economico di tutto il territorio.
Francesco Cannalire, Alessio Carbonella e Denise Aggiano gruppo consiliare PD Comune di Brindisi
