January 21, 2026

L’annuncio di un finanziamento di dodici milioni di euro per la mobilità sostenibile a Brindisi è sempre una buona notizia, perché quando arrivano risorse per la città a beneficiarne è tutta la comunità. Parliamo, è bene ricordarlo, di fondi nazionali destinati a diverse realtà urbane italiane e che, come sottolineato anche dalla stampa locale, rappresentano di fatto una forma di risarcimento per città che presentano indicatori ambientali al di sotto dei livelli consentiti.

Brindisi, dunque, non è un’eccezione, ma rientra in un quadro più ampio di politiche pubbliche che riconoscono il peso ambientale pagato in questi anni da alcuni territori e provano a restituire strumenti per correggere quelle criticità.

Tuttavia, se oggi Brindisi può programmare il futuro con risorse e strumenti adeguati, è perché qualcuno ieri ha avuto la lungimiranza e la visione di costruire una cornice strategica dentro cui collocare anche finanziamenti di questo tipo. Questi fondi, infatti, trovano oggi un contesto già predisposto ad accoglierli e orientarli, grazie al percorso che con fatica e progettualità era stato avviato durante la scorsa amministrazione di centrosinistra.

Pensiamo all’adozione del PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che rappresenta una vera e propria bussola per le politiche urbane. Senza quella pianificazione strategica, fortemente voluta e costruita con il coinvolgimento della città, oggi questi milioni rischierebbero di trasformarsi in interventi scollegati e privi di visione complessiva.

La sfida vera, perciò, non è solo spendere, ma connettere. Con queste risorse abbiamo l’occasione concreta di dare attuazione alla visione alla base del PUMS, potenziando ad esempio il progetto della cerniera di mobilità in via Tor Pisana, i cui lavori sono già in corso, con la realizzazione di nuovi parcheggi. Così come completare il progetto PINQuA Centro, trasformando il fascio di binari dismessi non in una semplice spianata di asfalto ma in un vero polmone logistico capace di dare finalmente respiro al centro cittadino, attraverso parcheggi strategici e servizi di interscambio. O, ancora, potenziando la dotazione dei parcheggi in piazzale Spalato o acquisendo per lo stesso scopo la prospiciente area di proprietà di Eni.

Il decreto ministeriale finanzia espressamente interventi legati alla regolazione della sosta e alla logistica urbana e per questo riteniamo che una priorità debba essere il potenziamento dell’offerta di parcheggi, in particolare nel perimetro del centro della città. Non servono opere isolate o interventi spot, ma servizi concreti che rendano la mobilità sostenibile una scelta naturale per i cittadini, non un sacrificio quotidiano.

Le città migliori sono quelle che sanno dove stanno andando perché ricordano bene da dove sono partite. Brindisi oggi ha l’opportunità di proseguire un percorso già tracciato: sta alla politica avere la responsabilità di non disperderlo.

 

Francesco Cannalire, Alessio Carbonella e Denise Aggiano
consiglieri comuni Pd Comune di Brindisi

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