Si spacca la maggioranza di centrodestra in Consiglio comunale a Brindisi sull’ordine del giorno presentato dai consiglieri di Futuro Nazionale in materia di criteri per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP). Al termine della discussione, il documento è stato respinto con 15 voti contrari, 8 favorevoli e 2 astensioni, dopo una votazione per appello nominale nella quale è stata lasciata libertà di voto ai consiglieri.
L’ordine del giorno ha ottenuto il voto favorevole dei consiglieri di Futuro Nazionale, Fratelli d’Italia e Lega. Contrari, invece, Forza Italia insieme ai gruppi di centrosinistra. Il sindaco Giuseppe Marchionna e il gruppo della sua lista si sono astenuti.
Una fotografia politica che evidenzia una frattura interna alla coalizione di maggioranza.
L’atto, illustrato dal consigliere Didonna e sottoscritto dagli altri esponenti del gruppo, impegnava il sindaco e la giunta a predisporre, “ove giuridicamente possibile”, una proposta di modifica del regolamento comunale o degli atti di competenza, prevedendo un punteggio premiale legato alla residenza continuativa nel Comune di Brindisi per un congruo periodo di tempo, nel rispetto dei principi costituzionali e della normativa vigente.
Nei giorni scorsi il coordinatore per il Mezzogiorno di Futuro Nazionale, Rossano Sasso, aveva presentato l’iniziativa con parole destinate a far discutere: «Basta con le case assegnate prima a Mohammed e Abdul, vogliamo più Giuseppe, Francesco e Maria nelle case popolari pagate con soldi pubblici italiani».
In una nota diffusa dopo il voto, Futuro Nazionale sostiene che la proposta fosse finalizzata ad adeguare i futuri criteri di assegnazione degli alloggi ERP ai principi affermati dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 1 del 2026, valorizzando il bisogno abitativo e sociale e prevedendo, tra gli elementi da considerare, la permanenza nelle graduatorie ERP.
Secondo il movimento, l’obiettivo era quello di favorire le famiglie brindisine attraverso criteri oggettivi legati alle condizioni di fragilità sociale e abitativa, quali sfratti non imputabili al nucleo familiare, disabilità, presenza di minori, nuclei monogenitoriali, donne vittime di violenza, persone seguite dai servizi sociali, alloggi inagibili e grave disagio economico.
«Dispiace – afferma Futuro Nazionale – che il Consiglio non abbia condiviso un atto di indirizzo che non modificava la normativa vigente, ma invitava semplicemente l’Amministrazione a predisporre i futuri bandi nel rispetto della giurisprudenza costituzionale».
Di tutt’altro tenore le reazioni delle opposizioni.
Per Diego Rachiero (Attiva Brindisi), l’iniziativa rappresentava «l’ennesimo teatrino della demagogia» e aveva come unico obiettivo quello di «racimolare consenso strumentalizzando il disagio sociale». Secondo il consigliere, la proposta originaria era incompatibile con l’articolo 3 della Costituzione e con la sentenza n. 1/2026 della Corte Costituzionale, che individua nell’anzianità di permanenza in graduatoria – e non nella durata della residenza – l’unico possibile indice di radicamento.
Rachiero sottolinea inoltre che la vicenda ha evidenziato le profonde divisioni del centrodestra, con Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale favorevoli, Forza Italia contraria e il sindaco costretto ad astenersi.
Sulla stessa linea il consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Riccardo Rossi, che definisce l’ordine del giorno «solo propaganda» e sostiene che il tema sia stato sollevato soltanto ora, nonostante il recente via libera al nuovo bando ERP da parte della stessa amministrazione.
Per Rossi la proposta non avrebbe avuto possibilità di concreta applicazione proprio alla luce della giurisprudenza costituzionale, secondo cui le graduatorie devono basarsi sullo stato di bisogno e non sull’anzianità di residenza. Anche l’ex sindaco evidenzia le tensioni nella maggioranza, parlando di un centrodestra «allo sbando» e accusando Futuro Nazionale di utilizzare il tema dell’emergenza abitativa per finalità di propaganda politica.
Rossi è ancora più duro analizzando la situazione: “succede che la maggioranza si scioglie come neve al sole. Fratelli d’Italia e Lega (che perde una consigliera che passa al gruppo misto) votano a favore. Spaventati dal populismo a destra dei vannacciani li rincorrono in soluzioni impercorribili stile blocco navale o remigrazione. Forza Italia tiene il punto con le civiche di destra e vota contro insieme a tutto il centro sinistra . Ed il Sindaco ? qui siamo al capolavoro. Si lamenta, sbotta sulla maggioranza che sbatte contro un muro. E da Professore incavolato con gli alunni li ammonisce: che sia solo per questa volta! E poi per non scontentare nessuno, tra chi vota Si e chi vota No dei suoi SI ASTIENE. Pur di sopravvivere ! Uno spettacolo indecoroso, sempre più a destra sfruttando sofferenza e difficoltà di chi non riesce ad avere un casa dignitosa”.
