I Sindacati Cobas e Failm hanno partecipato nel giornata di Giovedì 23 Luglio a due distinte riunioni.
La prima riunione si è tenuta a Bari dove la consigliera brindisina Isabella Lettori ha convocato la commissione regionale per discutere della transizione ecologica del Petrolchimico e dei provvedimenti da adottare .
La seconda riunione si è svolta a Brindisi presso la Confindustria dove l’Enel ha illustrato i programmi di lavoro per i prossimi mesi.
L’incontro di Bari ha visto l’introduzione della consigliera regionale Isabella Lettori che ha rimarcato l’importanza della transizione ecologica del Petrolchimico con la nascita della nuova fabbrica di produzione di batterie al Litio e la conseguente difesa dei livelli occupazionali,con uno sguardo particolare ai lavoratori delle ditte appaltatrici.
Ha aggiunto la necessità del rilancio della ricerca per nuovi materiali utili alla transizione ecologica all’interno della quasi deserta “Cittadella della Ricerca” di Brindisi.
Eravamo presenti come invitati alla audizione promossa dalla consigliera Lettori i sindacati Cobas , Failm, Cisal, l’Assessore allo sviluppo economico Eugenio Di Sciascio.
Cobas e Failm hanno ritenuto particolarmente grave l’assenza di Eni e di tutte le altre organizzazioni sindacali , cosa di cui la Regione Puglia aveva già posto rimedio con una riconvocazione a settembre della commissione consiliare.
Gli interventi di Cobas e Failm hanno posto l’accento sulla debolezza del “Protocollo di Intesa” e sui gravi ritardi dei programmi di realizzazione dell’investimento relativo alla Gigafactory .
In particolare sulla formazione professionale per le nuove attività da riservare ai lavoratori delle ditte appaltatrici di cui non si avverte nessun sentore ,mentre la crisi occupazionale imperversa nel Petrolchimico.
L’intervento del rappresentante della Cisal ha posto l’attenzione sul “Protocollo di Intesa” che salvaguardia in modo blindato i dipendenti diretti, mentre la Regione Puglia dovrebbe costruire i percorsi di formazione per le ditte appaltatrici.
L’Assessore Di Sciascio a quel punto è intervenuto affermando che per poter intervenire la Regione ha bisogno di sapere quali sono le professionalità richieste per il nuovo investimento, di sapere le conoscenze dei lavoratori delle ditte, il tutto per poter avviare realmente il programma di formazione .
Di tutto questo la Regione non è stata messa a conoscenza da Eni di un bel niente, causando un grave disorientamento nei lavoratori delle ditte che si sentono esclusi dalle nuove possibilità di lavoro.
Ci siamo lasciati con l’impegno di rivederci a Settembre alla presenza di tutti i soggetti interessati.
Nella riunione di Brindisi l’Enel ha confermato che i 51 lavoratori della Sir ,distribuiti nelle aziende di Cerano, avranno un ulteriore contratto di 2 mesi fintanto che non sarà avviato il progetto delle batterie di accumulo.
L’Enel ha proposto intanto che una decina di lavoratori ,su base volontaria, possono essere trasferiti nelle ditte edili che stanno costruendo le strutture per ospitare le batterie.
Il programma Enel di messa in sicurezza dell’impianto durerà ancora un paio di anni ma avvertono che dopo per quanto li riguarda non ci sarà più nulla.
Il Cobas ha preso atto di queste dichiarazioni rilanciando la necessità di un immediato “Accordo di programma” che comprenda tutte le 61 proposte di interesse per nuovi investimenti a Brindisi.
La nostra paura ,espressa con manifestazioni e scioperi nel corso degli ultimi anni, è che alla fine il “Comitato per la decarbonizzazione” partorisca un topolino con insignificanti possibilità di nuovo lavoro.
La riunione si è conclusa con l’appuntamento tra 2 mesi in coincidenza della fine dei contratti a tempo determinato per gli ex lavoratori della Sir.
Brindisi non può accettare l’ennesima beffa per Enel e Petrolchimico, Cobas e Failm invitano tutti i lavoratori unitamente alla città a mobilitarsi.
Cobas – Roberto Aprile
Failm – Claudio Capodieci
