March 1, 2024

Brundisium.net

“Siamo alle solite: nuovi collegamenti e rotte concentrati tutti sull’aeroporto di Bari (questa volta della compagnia Volotea) e zero sull’aeroporto di Brindisi. Ennesima riprova della disparità di offerta tra i due scali, che continua a penalizzare il Salento e a far decollare Bari. Ma c’è di più: anche le nuove rotte attivate su Bari, verso Spagna e Croazia, non vanno in ottica di incoming per portare passeggeri in Puglia, ma sono solo in uscita, cioè verso nuove destinazioni europee. Quindi, a chi giova, se siamo solo scalo di partenza o passaggio?
“E suonano davvero come una beffa le dichiarazioni del presidente di Aeroporti di Puglia, che continua a farsi vanto ‘del lavoro compiuto per offrire standard sempre più elevati ai passeggeri in transito nei nostri scali’. Per onestà dovrebbe parlare al singolare, perché lui, da barese, concentra gli sforzi di sviluppo della società della Regione Puglia solo e soltanto su Bari. I numeri parlano chiaro, e continuo a metterli in evidenza per dimostrare quanto poco venga fatto per far crescere l’Aeroporto del Salento, cenerentola di quello barese con un terzo dei voli, per di più scomodi e mediamente più costosi, con l’handicap enorme dei mancati collegamenti ferroviari e degli scarsi collegamenti pubblici su gomma con le località salentine. Dallo scalo di Bari, invece, si raggiunge la stazione centrale in soli venti minuti, e questo da ben dieci anni.
“È passato un anno dal sopralluogo che facemmo nell’aeroporto di Brindisi con il presidente Vasile. Un anno dalle sue promesse e dall’annuncio di investimenti mirabolanti su Brindisi. Ci fu garantito che sarebbe stato sopraelevato il parcheggio, del tutto insufficiente. Nulla è stato fatto e si continua a parcheggiare attorno allo scalo, con gravi problemi di viabilità e sicurezza. In occasione del lancio dei nuovi voli Volotea su Bari, Vasile è tornato sull’argomento, annunciando 500 nuovi posti auto su Brindisi, rispetto ai 700 attuali. Ma la parte del leone continua a farla Bari, che di nuovi stalli ne vedrà realizzare mille, il doppio rispetto a Brindisi.
“Ma, tornando alle politiche di incremento dei voli, dopo lo scampato pericolo del taglio dei collegamenti Ita Brindisi-Roma e Brindisi-Milano (grazie alla mobilitazione del Salento di fronte all’ennesimo atto di marginalizzazione dello scalo brindisino), nulla è stato fatto per spezzare l’esclusiva di Ita nella rotta Brindisi-Milano Linate. La conseguenza? A dicembre voli che costano 680 euro. Un salasso che ben pochi possono permettersi. E torniamo sempre al punto di partenza, in questo assurdo gioco dell’oca: al di là degli sforzi professati e dei proclami, i fatti dimostrano che – nella negoziazione con le compagnie di volo – i risultati prodotti su Brindisi da Aeroporti di Puglia sono fallimentari. E non è un caso, ma il frutto di politiche assolutamente squilibrate a vantaggio di Bari”.

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