October 27, 2020

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Nella giornata odierna presso la sala riunioni della CGIL, su convocazione della FILCTEM, si è svolta l’assemblea dei lavoratori dei cantieri SAIT di Brindisi, azienda del comparto chimico-coibenti, sulle problematiche previdenziali, sociali e ambientali relative all’amianto.

 

Nel corso dell’assemblea sono stati illustrati e discussi i contenuti della piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil sulle questioni legate alla “fibra killer” e le richieste presentate in occasione di presidi e incontri svolti il 6 novembre ’18 presso la Prefettura di Bari e lo sorso 8 novembre ’18 a Roma presso il Ministero del Lavoro.

 

Nel corso delle manifestazioni e gli incontri svolti sono state illustrate le rivendicazioni sindacali per accelerare le bonifiche, garantire la giustizia previdenziale agli esposti, risarcire le vittime, rafforzare la ricerca e la sorveglianza sanitaria.

 

Sindacato e Lavoratori si attendono ora risposte da parte del Governo, affinché sia inserita all’interno della discussione sul sistema previdenziale, la riapertura dei termini per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto, che dovrà coprire, con una rivalutazione dell’1,5 dei periodi il diritto e la misura degli assegni pensionistici e prevedere il necessario finanziamento del Fondo Amianto per affrontare le drammatiche conseguenze per le persone colpite e per le loro famiglie.

 

A conclusione dei lavori l’Assemblea ha votato all’unanimità un appello contenuto in una “Lettera Aperta” rivolta ai parlamentari espressione del territorio.

 

Segreteria FILCTEM CGIL Brindisi

 

Egregi Parlamentari eletti nella provincia di Brindisi

Sul territorio nazionale si stanno susseguendo varie iniziative sindacali per chiedere la necessaria revisione delle norme legislative relative all’esposizione all’amianto.

In data 14 novembre ’18 si è svolta presso la CGIL l’Assemblea Sindacale dei Lavoratori Sait, azienda di coibentazione e bonifica dei siti contenenti amianto, per informare e condividere le rivendicazioni esposte al Ministero del Lavoro lo scorso 8 novembre ’18, in occasione del presidio nazionale indetto da CGIL CISL UIL, concluso con un incontro con Fabia D’Andrea, vice capo di Gabinetto del ministro Luigi Di Maio, e Raffaele Fontana, capo della segreteria del sottosegretario Durigon.

Tra le richieste la riapertura dei termini, bloccati al 2005, per la presentazione delle domande di esposizione all’amianto, un nuovo monitoraggio e controllo dei siti industriali italiani che nel tempo hanno utilizzato tale fibra e bonificato, siti per i quali la precedente legislazione non ha previsto decreti ministeriali per il riconoscimento delle esposizioni.

A Brindisi con decreto ministeriale è stata riconosciuta l’esposizione all’amianto solo per i lavoratori con specifiche mansioni operanti in due siti, il petrolchimico ex Montedison e la centrale ex Enel di Brindisi Nord.

Vi è la necessità di realizzare un “Piano nazionale amianto” e la promozione di un Testo unico di legge, riaprendo la consultazione sul testo elaborato nella scorsa legislatura per superare il diffuso e significativo contenzioso legale, provocato dai diversi interventi disarticolati del legislatore e per rendere chiara l’applicazione delle norme.

Sul versante sanitario, tra le varie realtà industriali italiane, la Puglia e Brindisi in particolare meritano specifica attenzione visti i dati documentati nel sesto rapporto INAIL del 2018, dove a livello nazionale sono riportati 27.356 casi di mesotelioma maligno con diagnosi certa fino al 31/12/2015.

Riteniamo necessaria una attenta valutazione Territoriale, con l’ausilio dell’INAIL, per valutare l’incidenza di mesotelioma, tumori polmonari e altri tumori asbesto correlati.

Così come vi è l’esigenza di lavorare per far diventare il ReNaM, Registro Nazionale dei Mesoteliomi, il Registro di tutti i tumori asbesto correlati.

Bisogna intervenire per un sistema sanitario di qualità, specialistico e omogeneo su tutto il territorio nazionale, che si prenda cura delle persone malate a causa dell’amianto, sia attraverso la sorveglianza sanitaria attiva sia con la specializzazione di Centri Clinici di alto livello, finanziando concretamente la ricerca preclinica e clinica sulle terapie efficaci per la cura dei mesotelioma.

Con la legge finanziaria, infine, vi è la necessità della riforma del Fondo vittime amianto; la rivalutazione dell’assegno alle vittime non professionali dagli attuali 5.600 ad almeno 12 mila euro; il riconoscimento Inail di tutte le malattie professionali da amianto; l’aumento delle risorse per avere più personale Ausl di vigilanza dei cantieri di bonifica dell’amianto.

Facciamo quindi appello alla Vostra sensibilità per valutare nel merito le richieste contenute in questa breve nota e lavorare in ambito parlamentare affinché con la legge di stabilità arrivino risposte sui temi trattati.

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