October 29, 2020

Brundisium.net
Print Friendly, PDF & Email

L’istruzione laica e statale è una cosa seria, guai a fare propaganda elettorale strumentalizzando gli studenti in difficoltà. A Villa Castelli servono persone nuove, idee nuove e nuove tecnologie.

Ci aspettavamo la forza e la velocità della rete 5G, sviluppata in Cina e adottata in Italia, invece è arrivata una rete internet vecchia, lenta e in ritardo di 15 anni. Apprendiamo che il sindaco democristiano di Villa Castelli ha finalmente compreso l’importanza del libero accesso alla rete per i cittadini. Ma arriva in ritardo e sbaglia gli obiettivi.

Il Partito Democratico – Partito Socialista Europeo, avevano già proposto un’agenda di radicale digitalizzazione del comune di Villa Castelli nel congresso cittadino del 2013 riprendendo le elaborazioni che erano già del PD dal 2005. Cambiate due amministrazioni, siamo ancora a poco più di due piccoli punti di libera connessione per una copertura di 200 abitanti su quasi 9.000 residenti.

Certo un piccolo passo in avanti nell’interesse generale si potrà pensare, purtroppo non è così: ad essere coperte sono prevalentemente aree pubbliche insite nelle immediate vicinanze degli edifici di pertinenza del comune: il Palazzo municipale e uno solo dei due plessi delle Elementari. Presentare due o tre piccoli punti di connessione come impegno per supportare le difficoltà di connessione degli studenti di Villa Castelli durante la pandemia Covid-19 rasenta il ridicolo. In primo luogo perché gli studenti in caso di lockdown si ritroverebbero a casa e non a scuola. In secondo luogo perché i plessi scolastici dovrebbero disporre di proprie connessioni riservate agli studenti e al personale scolastico e che necessita di ben altra copertura possibilmente la 5G anziché una debole Free Wi-Fi.

Eppure i rappresentati istituzionali del centro-sinistra che si rifà al Socialismo in consiglio comunale dovrebbero sapere che, come diceva Antonio Gramsci, “la verità è sempre rivoluzionaria”. Sorprende, dunque, che installazioni originariamente pensate 15 anni fa per i turisti di passaggio, siano presentate da una parte dell’amministrazione come per reti per gli studenti.

Il sindaco parla di connettività, ma non si accorge che è un problema superato da un decennio, nel frattempo le disponibilità tecnologiche sono cambiate e in realtà anche per i pochi turisti UE ed Extra UE – magari averne! – l’utilità è minima.

La rete del sindaco è corta e debole, non copre la gravina comunale, che potrebbe essere il cuore di un rilancio turistico e naturalistico del comune di Villa Castelli in piena sinergia con il nuovo modello di sviluppo ecocompatibile, e che invece versa in stato di semi abbandono e talora ridotta ad area di parcheggio. Non copre le aree densamente abitate, le case popolari, il rione Belvedere, tutta l’area nord del comune da piazza Municipio a salire sino al rione Belvedere, dove risiede il 70% degli abitanti. Non copre le periferie, la nostra frazione di San Barbato che orbita sempre più intorno a Grottaglie, risorse ed energie tolte a Villa Castelli, non copre le aree rurali di Monte Scotano e non raggiunge l’area artigianale dove c’è il nucleo di un’imprenditoria italiana ed internazionale, che offre opportunità di sviluppo al territorio e lavoro per i giovani. Non raggiunge Pezza Petrosa, sito archeologico di primaria importanza per il circuito turistico culturale della regione Puglia e che versa in stato di semi abbandono per mancanza di lungimiranza e incapacità di attrarre nuovi investimenti.

Ma soprattutto si dimentica che la connettività è alla portata di tutti i cittadini attraverso smartphone e tablet. Il vero problema oggi per gli studenti più svantaggiati è il ‘digital devide’: che in questo territorio, ma non solo, si concretizza nella necessità di disporre di PC, non solo, serve un numero sufficiente di computer portatili nelle famiglie dove ci sono due studenti e genitori lavoratori. È direttamente ai valori della costituzione, non certo a all’assistenzialismo da campanile che i Democratici e i Socialisti fanno riferimento: il diritto all’istruzione pubblica, statale, laica, libera da influenze confessionali deve essere garantito per tutti, indipendentemente dall’apparenza religiosa, etnica e dalla condizione economica di partenza. Insomma la questione non si risolve con l’installazione di tre punti di connessione ma con un corposo piano di investimenti comunali, regionali, nazionali ed europei. Non basta regalare qualche cellulare e al massimo qualche tablet, servono personal computer in ogni casa e la garanzia che questi vengano adeguatamente smaltiti nel rispetto dell’ambiente e sostituiti ogni 3 anni perché i nostri studenti restino al passo con l’innovazione. Vogliamo immaginare un comune dove i figli dei braccianti, degli operai, dei muratori, diventino i professori, i medici, gli imprenditori, i magistrati, gli onesti lavoratori e le forze dell’ordine di domani e tornino per ripagare la loro città d’origine con il loro impegno.

Dall’amministrazione pretendiamo meno parole e manie di protagonismo e più risultati concreti, altrimenti noi democratici ritireremo il nostro appoggio esterno nell’interesse del Bene Comune e dei cittadini.

No Comments