In vista del Consiglio comunale del 30 luglio, chiamato ad esaminare la proposta di delibera relativa alle osservazioni sull’adeguamento del Piano Regolatore Generale (PRG) vigente al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) della Puglia, interviene il professor Francesco Magno, geologo e consulente ambientale, con una nota indirizzata al sindaco, all’assessore e al dirigente all’Urbanistica, oltre che ai consiglieri comunali.
Magno definisce l’approvazione dell’adeguamento «un passaggio necessario e positivo» verso la successiva elaborazione del Piano Urbanistico Generale (PUG), destinato a sostituire il PRG approvato dal Comune di Brindisi nel 1981 e dalla Regione Puglia nel 1985, ma evidenzia alcune criticità che, a suo giudizio, andrebbero affrontate prima dell’approvazione definitiva.
Secondo il professionista, negli ultimi mesi si sarebbe registrata «un’accelerazione nella produzione di strumenti in grado di ridurre il ritardo accumulato», grazie anche alla nuova struttura organizzativa del settore Pianificazione comunale. Il riferimento è in particolare alla delibera consiliare n. 44 del 27 maggio 2025, con cui è stata adottata la proposta di adeguamento del PRG al PPTR.
Magno ricorda di aver già trasmesso all’Amministrazione, nel gennaio scorso, alcune “osservazioni postume” rispetto ai termini previsti dalla procedura, nella consapevolezza della loro mancata valenza formale, ma con l’obiettivo di offrire un contributo tecnico al percorso di pianificazione. «Nessun riscontro è stato ricevuto – scrive – ma ritengo comunque estremamente positivo che il tema delle osservazioni sia approdato in Consiglio comunale».
Il nodo delle energie rinnovabili e della decarbonizzazione
Uno dei principali rilievi riguarda il rapporto tra il nuovo strumento urbanistico e lo scenario energetico legato alla transizione ecologica.
Per Magno, l’adeguamento del PRG al PPTR «risulta arretrato rispetto alle recenti normative relative alle aree idonee per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili». Secondo il geologo, il documento comunale non terrebbe sufficientemente conto delle nuove disposizioni nazionali in materia di decarbonizzazione, del PNIEC (Piano nazionale integrato energia e clima) e del cosiddetto “burden sharing”.
«L’adeguamento proposto – sostiene – dovrebbe necessariamente confrontarsi con la normativa sulle Aree Idonee per gli impianti FER, pena il rischio di una pianificazione non coerente con gli obiettivi energetici attuali».
In particolare, Magno richiama la necessità di una maggiore integrazione tra tutela del paesaggio e opportunità derivanti dalla riconversione energetica, citando anche la possibilità di utilizzare alcune aree compromesse, come quelle interessate dalla presenza della centrale Enel di Cerano e dal Sito di interesse nazionale (SIN), per interventi legati alla bonifica e alla decarbonizzazione, ad esempio attraverso impianti agrivoltaici.
“Adeguamento al PPTR non deve trasformarsi in nuovi vincoli”
Un altro elemento critico riguarda l’estensione dei vincoli paesaggistici introdotti nella proposta comunale. Secondo Magno, alcune modifiche apportate rispetto al PPTR regionale «appaiono decisamente eccedenti», rendendo lo strumento «eccessivamente vincolistico».
Tra gli aspetti segnalati vi sono i vincoli relativi ai reticoli idrografici e ai cosiddetti solchi erosivi, per i quali il documento comunale prevede fasce di rispetto che, secondo il professionista, rischierebbero di interessare anche aree prive di reale rilevanza ambientale.
Critiche vengono inoltre rivolte all’ampliamento dei geositi individuati sul territorio comunale. Magno evidenzia come il PPTR regionale individui un solo geosito nell’area tra Apani e Torre Guaceto, mentre la proposta comunale ne introdurrebbe altri, compreso uno nell’area a sud di Brindisi.
Secondo il geologo, alcune nuove perimetrazioni andrebbero riviste, distinguendo le aree con effettivo interesse geologico da quelle già tutelate per ragioni ambientali attraverso strumenti come la rete Natura 2000.
Punta della Contessa e aree protette
Particolare attenzione viene dedicata alla zona di Punta della Contessa, dove Magno evidenzia la necessità di una maggiore distinzione tra la zona ZSC/ZPS “Stagni e Saline di Punta della Contessa” e il perimetro del Parco regionale.
A suo giudizio, sarebbe necessario procedere a una revisione delle perimetrazioni e alla definizione di strumenti di gestione più chiari, ricordando che il Parco, istituito nel 2002, non sarebbe ancora pienamente operativo attraverso gli strumenti previsti dalla normativa regionale.
Tra le proposte avanzate anche interventi di riqualificazione idraulica dei canali presenti nell’area, con l’obiettivo di favorire il recupero delle condizioni naturali della zona umida.
L’appello finale: “Tutela del paesaggio, ma anche sviluppo e futuro”
Nella sua nota, Magno ribadisce che la tutela del territorio resta un obiettivo fondamentale, ma chiede che il nuovo quadro urbanistico sappia tenere insieme conservazione ambientale, sviluppo economico e transizione energetica.
«L’adeguamento del PRG al PPTR costituisce comunque un necessario e positivo passaggio verso il PUG – conclude – ma sarebbe utile adeguare ulteriormente lo strumento agli interessi prioritari del Comune, che riguardano una razionale tutela del paesaggio, i processi reali di decarbonizzazione e un rapporto più appropriato tra le identità del territorio e le risorse che le recenti norme prospettano».
La questione approderà ora in Consiglio comunale, dove l’Amministrazione sarà chiamata a valutare le osservazioni presentate e a proseguire il percorso che dovrà portare Brindisi verso il nuovo Piano Urbanistico Generale.
