March 2, 2026

Con la presente, comunico di autosospendermi dal gruppo consiliare di FdI di Brindisi.
Sono tali e tante le vessazioni, gli ostracismi, e le umiliazioni personali e politiche che ho dovuto affrontare in questi quasi tre anni di consiliatura, che ho ritenuto che la misura fosse ormai colma.

Sono stato Consigliere di quartiere alla Commenda nel 1990, all’epoca il più popoloso di Brindisi, autentica palestra di ingresso nelle istituzioni, e poi consigliere di opposizione con il Sindaco Michele Errico nel 1994/95, di maggioranza con il Sindaco Lorenzo Maggi nel 1995/96, Assessore con Giovanni Antonino (subendo il famigerato ribaltone) dal 1997 al 1999, e nelle more della mia rielezione e dei due mandati da Assessore con il Sindaco Mimmo Mennitti dal 2004 al 2011, ho ricoperto per 5 anni il prestigioso incarico di “Consigliere Politico del Ministro per i problemi dell’Agricoltura in Puglia”, con tanto di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, ma nonostante ciò, in questi 3 anni “qualcuno” ha tramato per sminuire il mio ruolo, in ogni modo possibile, giorno per giorno:
• ha candidato al Comune il mio braccio destro per dimezzare i miei voti;
• ha instaurato un clima di diffidenza che ha fatto si che nessuno volesse entrare in Giunta per timore di essere espulso in poco tempo, ritagliando per se stesso il ruolo di assessore, di vicesindaco (costatoci il terzo assessorato) e di capodelegazione, tanto da divenire talmente ingombrante da spingere 19 consiglieri di maggioranza su 21 (me escluso ndr) a presentare un documento per azzerare la giunta e mandarlo via;
• ha brigato per dare al gruppo un capogruppo alla sua prima esperienza elettiva, credendo di mettermi in un angolo come l’ultimo degli arrivati;
• Dopo un anno e mezzo di polemiche a mezzo stampa, e una miriade di comunicati con i quali si chiedeva la rimozione degli assessori e la nomina dei nuovi scegliendo tra gli eletti, non solo si accetta la formula mista “una eletta e un esterno”, gettando la colpa sul Sindaco Marchionna, – che avrebbe discusso delle nomine con il partito a livello regionale, ma ignorando di notiziare della “sua scelta” (sic) il Presidente provinciale e lo stesso gruppo consiliare – , ma ci si dice addirittura felici per questo sgarbo istituzionale, (probabilmente perché vi era il rischio concreto che l’incarico di Assessore e vice Sindaco slittasse fino a me) , e quindi pur rimettendoci la faccia dopo un anno e mezzo di richieste tutte uguali (nuovi assessori pescando all’interno del gruppo) si accetta un esterno senza tessera e lontano dalla politica da decenni;

E siamo arrivati ad oggi, allorquando nella scelta del nuovo capogruppo, si mette per l’ennesima volta da parte la mia esperienza, i miei tre mandati da consigliere e altrettanti da assessore e la mia Storia Politica e personale di Uomo nato a Destra, dall’organizzazione giovanile del Msi ad Alleanza Nazionale, dall’infausto PDL alla Fondazione di Fratelli d’Italia, per assegnare nuovamente la guida del gruppo scegliendo per consensi anziché per esperienza e competenza, come se venti voti di preferenza potessero valere più di una pluralità di mandati amministrativi e di una vita in un partito dove 40 anni fa i miei coetanei restavano sull’asfalto con il cranio fracassato ed era lungi da tutti l’idea di entrarci anche per sbaglio.

E allora, giunti a questo punto, dopo tante umiliazioni, arriva il momento in cui ci si stanca di rimanerci sempre male.
Della possibilità che io potessi allontanarmi dal gruppo pur restando nel partito ed alla guida del partito, avevo già dato notizia circa un anno fa nel corso di un incontro in quel di Bari al Coordinatore Regionale On. Sottosegretario Marcello Gemmato, al Vice Coordinatore Sen. Filippo Melchiorre, al Coordinatore Provinciale e Cons. Reg.le Luigi Caroli, e alla quasi totalità del gruppo, li presente per chiedere di imporre al Sindaco la riammissione dell’ex vicesindaco espulso.

Io non sono un Uomo di Destra, io a Brindisi e nel resto d’Italia SONO la Destra, e quindi nessuno pensi che io possa abbandonare la mia casa: parafrasando Francesco Storace, se a casa mia ci sono i topi, io mi impegno a cacciarli via, non do fuoco alla casa”.
Fratelli d’Italia era e resta il mio partito, ne sono e resto vicePresidente Provinciale, componente dell’Assemblea Nazionale, e responsabile regionale del Dipartimento “Legalità e Sicurezza”.

Qualcuno nel tempo ha sgomitato ed ha occupato militarmente prima la compagine Giunta/Gruppo consiliare, ed una volta allontanato da palazzo di Città ha preteso di candidarsi alla Segreteria Cittadina, continuando a pretendere di gestire ogni cosa contro tutto e contro tutti.
Nel frattempo, si è perso per strada ben 3 Consiglieri Comunali su 5 degli eletti, prima Roberto Quarta, poi Jacopo Sticchi, ed oggi il sottoscritto: un disastro, che unito alla cacciata dalla Giunta comunale ed alla ferma decisione di non riammetterlo nonostante indicibili pressioni alle quali mi sono anche prestato, ed alla sconfitta alle elezioni regionali, che lo hanno visto ultimo per consensi e superato anche da chi aveva come base di partenza un comune di ottomila abitanti, avrebbe dovuto spingerlo alle dimissioni come soleva usarsi quando i partiti erano una cosa seria, ma che dovrebbe far riflettere qualcuno in alto, sino ad ipotizzare la possibilità del commissariamento, essendo tra cose ultime per elencazione ma non per importanza, crollato il tesseramento a Brindisi Città, da più di 500 iscritti a duecento circa.

Viva Fratelli d’Italia, viva Brindisi, viva l’Italia

 

Cesare MEVOLI
Consigliere Comunale Fratelli d’Italia

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